Dopo di Noi, quanti fondi per la Sardegna?

  • Scritto da Alba

Il Ministero del Welfare ha definito i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione e ha riservato dei soldi al Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno famigliare. Si tratta della legge sul Dopo di noi.

La legge Dopo di noi mira allo sviluppo di politiche e opere riservate alle persone con disabilità. La Sardegna è in prima fila e come ricorda l’assessore Arru: “la Regione porta avanti politiche innovative per sviluppare la domiciliarità dei servizi alla persona fragile, attraverso il sostegno di una rete organizzata di servizi sociali e sanitari. Nel dare applicazione alla legge sul Dopo di noi, quindi, la Sardegna parte da un contesto già avviato: gli interventi previsti dal decreto attuativo della Legge dovranno armonizzarsi con quelli esistenti, non potranno che essere aggiuntivi e non sostitutivi”.

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Su tutto il territorio sardo quindi si cercherà di realizzare progetti per la costruzione di soluzioni abitative autonome e il sostegno alle persone con disabilità all’interno delle loro nuclei famigliari di origine. Chiaramente non tutti potranno accedere a questi servizi ma ci sarà una valutazione multidimensionale a cura dell’UVT che opererà nel distretto socio-sanitario. 

I progetti sono personalizzati e per questo avranno un budget dinamico, per questo è stata prevista anche una cabina di regia regionale che monitori la realizzazione dei progetti, l’efficacia della proposta evitando che si sprechino fondi importanti. Il documento ufficiale riservato all’applicazione della legge Dopo di noi, individua i compiti della cabina di regia: “Gli elementi principali su cui dovrà lavorare la cabina di regia sono lo studio epidemiologico e le analisi dei bisogni emergenti nel territorio con una prospettiva di medio e lungo periodo; la ridefinizione dei servizi e degli interventi in una logica di percorso assistenziale incentrato sui bisogni della persona e della comunità, secondo criteri di qualità e sicurezza; il monitoraggio, la raccolta e sistematizzazione dei dati al fine di avviare un'attività strutturata di monitoraggio e di valutazione; la condivisione dei risultati ai diversi livelli; l`introduzione ragionata e condivisa di eventuali correttivi; l'appropriatezza delle soluzioni offerte rispetto alla diversa tipologia di servizi”.

Foto | Suzanne Berton su Flickr