Ecco le fave non tossiche per i sardi a rischio favismo

  • Scritto da Effe_Pi

Sono identiche a quelle normali come sapore e caratteristiche ma non fanno male, le hanno “create” un gruppo di ricercatori italiani e francesi.

Hanno lo stesso sapore e le stesse  caratteristiche delle normali fave. Ma con un enorme vantaggio: non sono tossiche per le persone a rischio favismo, ovvero quei soggetti con il difetto genetico di enzima più frequente al mondo (carenti di G6PD),  400 milioni su tutto il pianeta, il 12% di tutti i maschi originari della Sardegna. Insomma, tutti coloro che rischiano crisi faviche  consumando il legume fresco. A realizzare questa 'rivoluzione' che potrebbe cancellare la patologia, un gruppo di lavoro composto dai ricercatori del   Dipartimento di oncologia dell'Università di Torino coordinati dal biochimico Paolo Arese, l'equipe sarda guidata dal primario del Laboratorio analisi di Alghero Luigi Felice Simula e l'équipe guidata   da Gérard Duc dell'Inra, l'Istituto nazionale della ricerca agronomica  di Digione.

LEGGI ANCHE | Cucina di Sardegna: Ricetta fave in umido

Proprio quest’ultimo ha materialmente selezionato le fave non tossiche e non Ogm. Il lavoro è stato pubblicato sul numero di aprile della rivista scientifica Blood.  In Italia la carenza dell'enzima glucoso-6-fosfato deidrogenasi è concentrata in alcune aree specifiche del Paese: il Delta del Po, la Maremma, le coste dell'Italia centrale e Meridionale e la Sicilia, oltre ovviamente alla nostra isola. Lo screening neonatale, e la conseguente prevenzione nelle persone a rischio che sanno di non dover mangiare fave fresche, ha praticamente azzerato le crisi faviche. Ma questa ricerca potrebbe cancellare completamente il pericolo, con la diffusione di una pianta non tossica.

"I dati di questo studio - ha spiegato Paolo Arese - sono molto convincenti.  Abbiamo testato le fave non tossiche su sette maschi completamente carenti e  nove donne eterozigoti (con parziale carenza). Queste persone hanno assunto  quantità da 5 a 10 volte superiori alle dosi pericolose: mezzo chilo di fave. E non ci sono stati segni di crisi emolitiche". Le fave, al momento, sono state prodotte a livello sperimentale. "Ma   speriamo possano essere prodotte e commercializzate, sostituendo  quelle attuali, anche perché hanno le stesse caratteristiche, lo stesso sapore e non sono Ogm", ha concluso Arese sottolineando che non  saranno brevettate e i francesi  sono disponibili a distribuire i semi gratuitamente.

Foto | Liza su Flickr