Nell'ultimo mese

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"Anch'io sono nato in una famiglia di migranti: mio papà, i miei nonni, come tanti altri italiani, sono partiti per l'Argentina e hanno conosciuto la sorte di chi resta senza nulla. Anch'io avrei potuto essere tra gli 'scartati' di oggi". Lo ha detto Papa Francesco intervenendo a sorpresa con un video al Ted di Vancouver.     "Nessuno è un'isola" "Mi piacerebbe innanzitutto - ha confidato - che questo incontro ci aiuti a ricordare che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che nessuno di noi è un'isola, un io autonomo e indipendente dagli altri, che possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno. Spesso non ci pensiamo, ma in realtà tutto è collegato e abbiamo bisogno di risanare i nostri collegamenti: anche quel giudizio duro che porto nel cuore contro mio fratello o mia sorella, quella ferita non curata, quel male non perdonato, quel rancore che mi farà solo male, è un pezzetto di guerra che porto dentro, è un focolaio nel cuore, da spegnere perché non divampi in un incendio e non lasci cenere". E' possibile un futuro felice "Molti oggi, per diversi motivi, sembrano non credere che sia possibile un futuro felice. Questi timori vanno presi sul serio. Ma non sono invincibili. Si possono superare, se non ci chiudiamo in noi stessi. Perché la felicità si sperimenta solo come dono di armonia di ogni particolare col tutto. Anche le scienze - lo sapete meglio di me - ci indicano oggi una comprensione della realtà, dove ogni cosa esiste in collegamento, in interazione continua con le altre". Tecnologia al servizio della pace Francesco sogna un futuro di pace nel quale "lo sviluppo tecnologico passa coniugarsi con una maggiore equità sociale".  "Sono contento - ha detto - qualunque ora sia lì, di partecipare al vostro incontro. Mi è piaciuto molto il titolo 'The future you' perché, mentre guarda al domani, invita già da oggi al dialogo: guardando al futuro, invita a rivolgersi a un 'tu': il futuro è fatto di te, è fatto cioè di incontri, perché la vita scorre attraverso le relazioni". "Parecchi anni di vita - ha confidato Bergoglio - mi hanno fatto maturare sempre più la convinzione che l'esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri: la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro". E, ha aggiunto, "incontrando o ascoltando ammalati che soffrono, migranti che affrontano tremende difficoltà in cerca di un futuro migliore, carcerati che portano l'inferno nel proprio cuore, persone, specialmente giovani, che non hanno lavoro, mi accompagna spesso una domanda: 'Perché loro e non io?' ".
Trentuno anni fa da Pisa, sede del Centro nazionale universitario di calcolo elettronico (Cnuce), venne realizzata la prima connessione via satellite alla rete globale. Eppure, dopo 31 anni, sono molte le sfide che dobbiamo ancora affrontare. Il 2016, cosi come raccontato da AGI in un ebook, è stato l’anno delle post verità e delle fake news, fenomeni che hanno ricoperto ruoli di primo piano nei social e sul web. La seconda edizione dell’#internetday sarà l’occasione giusta per ricordare un giorno di festa e, allo stesso tempo,  promuovere la cultura digitale e la diffusione della rete. Il primo rapporto AGI/CENSIS AGI, l’Agenzia Italia, apre le celebrazioni dell’#internetday presentando il Diario dell’Innovazione AGI/CENSIS: “Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale”. E’ il primo di quattro rapporti dedicati a specifici temi di attualità: dagli impatti della tecnologia sul mercato del lavoro, all’evoluzione del rapporto tra gli italiani e la PA digitale, da come le tecnologie stanno cambiando il modo di abitare le città alla panoramica sui comportamenti sullo sfondo della decarbonizzazione dell’economia urbana. Il progetto nasce dalla realizzazione di una grande ricerca annuale, e costituirà parte del “Rapporto sulla Cultura dell’Innovazione” promosso dalla Fondazione Cotec e presentato al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell’Innovazione. Lo streaming su agi.it Organizzato con il patrocinio di Confindustria Digitale, l’evento  di presentazione si terrà il 28 aprile, al MAXXI - museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, dalle 9 alle 12:30 e verrà trasmesso in diretta streaming su agi.it.  Sul palco del Maxxi arriverannoi creatori di innovazione. Quelli che portano avanti idee che meritano di essere diffuse; quelli che hanno deciso di prendere parte al cambiamento; quelli che, per primi, hanno aperto nuove rotte verso il futuro; quelli che si sono rifiutati di accettare il mondo cosi com’è e ogni giorno spendono le loro energie per costruire il nostro futuro. L'evento del 28 aprile al MAXXI è organizzato con il patrocinio di Confindustria Digitale, si terrà dalle 9 alle 12:30 e verrà trasmesso in diretta streaming su questo sito. La presentazione è affidata a Giorgio De Rita, Segretario Generale CENSIS, poi la discussione con: il direttore di AGI Riccardo Luna il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda il presidente di Casaleggio Associati Davide Casaleggio il presidente di Confindustria Digitale  Elio Catania, Presidente Confindustria Digitale Roberto Cingolani, direttore dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova Paolo Nuti, Presidente & Cofounder MC-link Paola Bonomo, consigliere indipendente advisor e business angel Pier Luigi Dal Pino, direttore centrale Microsoft Italia Marco Gay presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Maximo Ibarra, Ceo Windtre Massimo Mazzocchini, Managing Director Italia e Malta – NOKIA   Francesco Stronati Vice President IBM Italia Angelo Perrino direttore Affaritaliani Claudio Roveda direttore generale Fondazione Cotec Matteo Stifanelli, country manager Airbnb Italia Stefano Trumpy presidente Internet Society Italiana A seguire, un brainstorming tra i giovani creatori d’innovazione e i pionieri dell’Internet Italiano della Internet Society, l'organizzazione internazionale di supporto alla Rete Internet, fondata da chi ha "creato" la Rete. Leggi anche Trent'anni fa l'Italia sbarcava su Internet
Erica è una ragazza di 23 anni giapponese, con una forte consapevolezza di sé e che ama ridere: nulla di strano se non fosse per il fatto che non è un umana, ma un robot. E dei più avanzati: si tratta dell'androide più simile all'essere umano progettato finora, frutto di una collaborazione tra l’università di Osaka, quella di Kyoto e l’ Advanced Telecommunications Research Institute International di Tokyo. Erica, che ricorda quasi i replicanti di Blade Runner di Ridley Scott, è stata creata Hiroshi Ishiguro e Dylan Gras nell'ambito di un progetto su cui la ricerca giapponese sta investendo di più in assoluto. Ecco il documentario pubblicato dal Guardian:  Determinata ed espressiva, chi è Erica  A un primo sguardo, Erica somiglia tantissimo alle sue cotanee giapponesi. Manca forse di naturalità del viso, a cominciare da un’espressività non ancora ai livelli di quella degli esseri umani. Ma è in grado di interagire, rispondere alle domande e addirittura parlare di sé, della sua vita e dei film che ha visto. Il timbro della sua voce si confonde facilmente con quello di una ragazza in carne e ossa. Un pò meno le sue risate. Per ora Erica non può ancora muovere gambe e braccia, ma come spiega lei stessa "la cosa meravigliosa è che mi hanno detto che un giorno succederà davvero". Secondo Ishiguro si tratta comunque dell'androide più simile all'essere umano progettato finora. La filosofia dietro il progetto Nel documentario, i suoi due “architetti” spiegano che il fine ultimo del progetto è la comprensione dell’essere umano: “Quando cerchi di costruire una mente e una personalità, cominci a chiederti: che cosa significa esattamente essere un umano?”, dice Gras. Il compito è però di estrema difficoltà, spiega Ishiguro. “Non conosciamo esattamente come funziona il cervello, l’esatto meccanismo biologico della memoria, né come nascano intenzioni e desideri”. Anche Erica ha la sua opinione sul tema e persino sulla natura umana: “Penso che gli uomini abbiano un profondo bisogno di sentirsi speciali nell’universo. Non riescono ad accettare l’idea che possano non essere diversi dagli animali e dalle macchine”.  L'androide che ricorda Blade Runner Blade Runner correva molto con i tempi, immaginando che nel 2019 i replicanti avrebbero avuto già movenze perfette e sentimenti estremamente simili a quelli degli uomini. E che avessimo già fondato colonie extra mondo. Per ora non siamo arrivati a tanto, ma Erica non è molto lontana.   Per approfondire: Il sito di Hiroshi Ishiguro Blade Runner Il cacciatore di androidi
Nel mondo dell'informatica tutto si crea, nulla si distrugge e, sopratutto, tutto si copia. Lo ha fatto Microsoft con Apple. Lo ha fatto Samsung sempre con Apple. Lo hanno fatto, da ultimi, Instagram e Facebook con Snapchat. Prima nell'agosto 2016 il social network creato di proprietà di Facebook ha lanciato una funzionalità che ricalcava quella che ha fatto la fortuna del competitor col fantasmino bloccando, di fatto, la crescita di Snapchat, forse in maniera definitiva.. Le 'stories' di Instagram piacciono sempre più ai suoi utenti e la nuova funzionalità aggiunta otto mesi fa, che permette di postare, oltre a foto e video, un contenuto arricchito con un breve testo e faccine, viene oggi utilizzata da oltre 200 milioni di utenti. Instagram e Facebook 'soffocano' Snapchat Snapchat è un social network basato sull'idea che le immagini e i video condivisi debbano scomparire entro 24 ore dalla pubblicazione. Su questo meccanismo, unico e innovativo, che ha rivoluzionato il modo in cui gli utenti usano i social network, è nato un business da 24 miliardi di dollari, secondo le quotazioni (20 aprile 2017) di Wall Street. Nell’arco di 5 mesi tutto è cambiato:  Agosto 2016 - Instagram lancia le stories riprendendo l’idea da Snapchat Gennaio 2017 -  Le stories diventano più popolari degli snap Febbraio 2017 - Le stories approdano anche su Facebook   Snapchat ha raggiunto dal 2011 ad oggi un totale di 161 milioni di utenti attivi, mentre Instragram in 8 mesi ha superato il numero totale di utenti attivi solo nelle 'stories' del suo diretto concorrente Snapchat, raggiunggendo i 200 milioni. Il sorpasso non è solo una sfida sui numeri. Alcuni analisti si sono spinti a parlare di un “colpo mortale” per Snapchat.  E il peggio per Snapchat deve ancora venire: il successo della funzione 'stories' su Insatgram ha spinto Mark Zuckerberg, che detiene la maggioranza del social network  a utilizzare questa funzione anche su Facebook.  Cosa è stato copiato da Snapchat Instagram stories è basata su un’idea identica alla funzionalità base di Snapchat e da febbraio 2017 questa è arrivata anche su Facebook. Ecco in dettaglio le tre 'stories' Snapchat - è un servizio di messaggistica istantanea in cui i messaggi privati (snap) di testo, foto e video sono visualizzabili solo per 24 ore. Stories è una funzionalità grazie alla quale gli utenti inviano pubblicamente snap geolocalizzati e arrichiti da testo, immagini e adesivi. Instagram Stories - è una funzionalità del social network grazie alla quale gli utenti creano contenuti che non vengono pubblicati sul profilo principale e rimangono visibili solo per 24 ore. Questa novità è stata premiata ed è usata oggi dai 2/3 degli utenti del social network, comprato nel 2012 da Mark Zuckerberg, usato oggi da 600 milioni di utenti unici nel mondo, Facebook Stories - gli utenti possono pubblicare foto e video arricchite da cornici, effetti, filtri interattivi e animazioni. Questi contenuti scompaiono dopo 24 ore e non vengono pubblicati nel proprio profilo, ma su una sezione separata. Le ‘stories’ sono fra le novità più importanti fra quelle introdotte lo scorso febbraio da Facebook. Ma ci sono anche altre tre importanti applicazioni che il team di Facebook ha ripreso da Istagram: Marzo 2016 - Gli adesivi di geolocalizzazione Aprile 2017 - Gli effetti interattivi e le funzioni di realtà aumentata Aprile 2017 - La possibilità di creare adesivi personalizzati​ Come rallenta la crescita di Snapchat Dopo che Instagram e poi Facebook hanno introdotto la nuova funzionalità ‘stories’, Snapchat ha visto crollare la propria crescita, su diversi versanti, lungo tutto il 2016, segnando questo come un anno nero.   Utenti unici attivi - il primo dato è quello riguardante il netto rallentamento della crescita media di utenti mensili attivi sul social network del fantasmino creato da Evan Spiegel. Il dato è in parte confermato, secondo i dati ufficiali, considerando l’andamento della crescita di utenti attivi giornalieri nel 2016: dopo l’exploit del 2015, il rallentamento continuo ha subito una accellerazione pari all’1% (da +6% a +7%) nel mese di dicembre 2016, arrivando a 161 milioni di utenti. Andamento finanziario: il rallentamento è testimoniato anche dall’andamento dei titoli azionari di Snap Inc a Wall Street: dal 3 marzo, giorno in cui Snapchat iniziò ad essere quotata in borsa, il prezzo è sceso da 27 a 20,6 dollari (20 aprile 2017). Tutti gli occhi sono puntati sui dati del bilancio del primo trimestre 2017 che saranno pubblicati il prossimo 10 maggio. Visualizzazioni: Secondo la società di analisi Delmondo da agosto a novembre 2016 la media delle visualizzazioni di una storia su Snapchat da parte degli utenti segna un calo fra il 15 e il 30% con punte del 40%, mentre Thomas Harding, analista del gruppo Snapchat, lo scorso ottobre, aveva ridimensionato il dato medio a quota 9,6%. Per approfondire: Instagram Stories hits 200M users, surpassing Snapchat as it copies its AR stickers Ecco le nuove funzioni di facebook. Ispirate a Snapchat e Linkedin Snapchat, perchè l'app amata dai teenager vale 23 miliardi
Amazon punta a invertire il ciclo produttivo dell'industria di abbigliamento. Come? Prima si vendono i vestiti e poi si producono, on demand. Il tutto per risparmiare sui costi di produzione, per azzerare gli sprechi e, soprattutto, guadagnare. Se la procedura standard delle industrie tessili è prima fare i vestiti e poi venderli, il gigante dell'ecommerce ha deciso di rivoluzionare il meccanismo, partendo dalla fine. Secondo quanto riporta Recorde, Amazon starebbe lavorando dal 2015 a un brevetto per un sistema di produzione informatizzato che raccolga gli ordini e li organizzi affinché vengano fabbricati in modo più efficiente. Possono essere raggruppati per posizione geografica, per esempio, o per il tipo di tessuto richiesto, o dai processi di assemblaggio necessari. Leggi anche: Così la rivoluzione 3D entra in negozio Stampanti tessili, linee di montaggio efficienti per una produzione più veloce Così Amazon punta ad aumentare l'efficienza nella produzione di abbigliamento Il primo passaggio è aggregare gli ordini provenienti da diverse posizioni geografiche e coordinare i processi di assemblaggio su larga scala. Si avvia così la produzione. Una stampante tessile crea i tessuti necessari che vengono poi automaticamente tagliati grazie a una taglierina tessile e, come ultimo passaggio,  l'assemblaggio degli indumenti finiti. A supervisionare sulle procedure, alcune telecamere che forniscono un feedback e un "analizzatore di immagini" che individua se qualcosa va storto. Il sistema si adatterà per correggere il problema, oppure segnalerà a un assistente la necessità di intervenire per l'assistenza o verrà contrassegnato un errore di stampa e il prodotto sarà da scartare. Ultimo step, il controllo qualità; superato questo i vestiti possono essere imballati e spediti. Non è chiaro se Amazon stia già lavorando attivamente alla realizzazione del sistema, ma ovviamente non mostrerà le sue carte in anticipo. Amazon e l'industra dell'abbigliamento 3.0 Intanto il futuro dell'industra dell'abbigliamento è iniziato. E' una realtà l'ultilizzo della tecnologia della stampante 3D in alcuni stabilimenti, come ad esempio in quello che produce la collezione autunnale della linea U di Uniqlo includerà articoli di maglia prodotti con la tecnologia di stampa in tre dimensioni. Un paio di etichette più intraprendenti stanno sperimentando la tecnologia on-demand direttamente nei negozi. Tra questi c'è Adidas con la sua linea di calzature Futurecraft 3D che ha una soletta in poliuretano termoplastico modificato(TPU), flessibile e perfettamente traspirante, che corrisponde ai contorni esatti e ai punti di pressione del piede. Grazie a uno scanner che monitora la camminata del cliente è possibile produrre direttamente in negozio una soletta che si adattata alla forma e alle esigenze di ammortizzamento di ogni cliente. In questa corsa al futuro, la produzione on demand porta l'industria dell'abbigliamento a un nuovo livello. E adesso Amazon potrebbe cercare di renderlo realtà.
Nel futuro di Facebook c'è il pensiero trasmesso direttamente sullo schermo, senza passare per le dita e la tastiera. Un flusso di coscienza - non casuale, assicura Zuckerberg - che permetterà di condividere online quello che ci passa per la testa senza doverlo digitare.  E' il fulcro - e il più inquietante - di Building 8, uno dei progetti presentati nelle due giornate di incontri in cui Facebook ha incontrato aziende e sviluppatori per immaginare il futuro prossimo venturo. Che cosa è Building 8 Building 8 è il team di sviluppo e ricerca di Facebook che si occupa della creazione di nuovi prodotti consumer, prima di tutto social, che saranno alimentati da un innovativo motore di innovazione che dovrebeb permettere alle persone di scrivere attraverso il proprio cervello. L’obiettivo di creare un sistema di silent speech in grado di digitare 100 parole al minuto direttamente dal proprio cervello – cioè 5 volte più veloce di quanto si possa digitare da uno smartphone. Ma non si tratta di decodificare pensieri casuali, ma, tra molti pensieri, condividerne solo alcuni. Si tratta di decodificare quelle parole che si è già deciso di condividere inviandole allo ‘speech center’ del cervello. È un modo per comunicare con la velocità a la flessibilità della voce e, allo stesso tempo, la privacy del testo. L'idea è di farlo con sensori non invasivi e indossabili che possono essere fabbricati in scala. A questo progetto se ne accompagna un altro: permettere alle persone di sentire attraverso la loro pelle. per questo Facebook è al lavoro su hardware e software necessari per fornire il linguaggio attraverso la pelle.  Cosa ha in mente Zuckerberg A conclusione di F8 2017, l'evento che si tiene ogni anno, ecco cosa dobbiamo aspettarci, a partire dalle tre tecnologie fondamentali per i prossimi 10 anni in cui Mark Zuckerberg ha deciso di investire: Connettività Intelligenza artificiale Realtà virtuale. Connettività Invece di andare in cerca di una soluzione universale per la connettività, Facebook sta investendo nella costruzione di una strategia a ‘mattoni’ – realizzando diverse tecnologie per casi specifici, le quali vengono poi utilizzate tutte insieme per creare un network flessibile ed estensibile. Per gli appassionati del genere, il team tecnologico di Facebook ha impostato tre nuovi record nel trasferimento di dati wireless: 36 gigabits al secondo su 13 chilometri da punto a punto utilizzando la tecnologia millimiter-wave (MMW); 80 gigabits al secondo tra questi stessi punti utilizzando la tecnologia optical cross-link; e 16 gigabits al secondo da una postazione a terra ad un velivolo Cessna a più di 7 chilometri utilizzando la MMW. Ma la vera novità è Tether-tenna, un piccolo elicottero legato a un filo contenente fibra ed energia può essere immediatamente impiegato per riportare connettività in caso di emergenza. Intelligenza artificiale L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato l’abilità dei computer di analizzare immagini e video. Cinque anni fa i computer vedevano le immagini solo come una serie di numeri, senza nessun particolare significato. Ora i computer possono comprendere ogni singolo pixel di un’immagine e Facebook sta lavorando a una fotocamera su Facebook, Instagram e Messenger capace di analizzare l’ambiente, riconoscere le persone, i luoghi e gli oggetti.  Realtà virtuale Facebook sta investendo nella realtà virtuale su hardware, software e contenuti PC e mobile – da Oculus Rift e il Gear VR ai Facebook Spaces. La fotocamera Surround 360 che consente alle persone di produrre video di alta qualità per la realtà virtuale. La nuova Surround 360 permette di spostarsi all’interno della scena video e di sperimentare i contenuti da diverse angolazioni di visualizzazione. Questo significa che spostando la testa nel mondo virtuale si potrà vedere da diverse angolazioni, provando la sensazione di un’immersione profonda e ad un livello totalmente nuovo. Realtà aumentata La realtà  aumentata apparirà come un vetro trasparente in grado di trasmettere immagini virtuali sovrapposte al mondo reale. Durante la prima giornata di F8, Mark Zuckerberg ha parlato di come la fotocamera sia la prima piattaforma di realtà aumentata. Il responsabile scientifico di Oculus Research, Michael Abrash, ha parlato della nascita  del computing virtuale – che comprende sia realtà virtuale che realtà aumentata – come prossima grande ondata dopo il personal computing. Il computing virtuale si sta ancora formando, ma ci darà la capacità di trascendere tempo e spazio per connetterci tra noi. L’insieme delle tecnologie necessarie per raggiungere la piena realtà aumentata non esiste ancora. Questo è un investimento della durata di decenni e richiederà grandi processi nella scienza dei materiali, nella percezione, nella grafica e in molte altre aree.  
Tutti i numeri di Netflix 19-04-2017 | 06:05
Netflix, la piattaforma di video-streaming guida da Reed Hastings, ha diffuso i dati relativi al primo trimestre 2017. Utili e margini crescono, anche se le cifre vanno tarate. Buone le performance del fatturato e le previsioni sulla crescita degli utenti. La società non sembra affatto interessata allo sport in diretta.  La trimestrale in 10 punti  Fatturato. Il fatturato è in aumento: 2,64 miliardi di dollari, in crescita del 35% anno su anno e sostanzialmente in linea con le attese dei marcati. Che dopo una picchiata nelle contrattazioni after hours, hanno premiato il titolo (quotato al Nasdaq) con un rimbalzo nell'ordine del 3%.  Utili. Nel primo trimestre 2017, Netflix ha prodotto un utile di 178 milioni di dollari. Il dato supera le attese e rappresenta un balzo rispetto al trimestre precedente (67 milioni di dollari) e allo stesso periodo del 2016 (28 milioni). Si tratta però di un salto che non riflette ancora i fondamentali di Netflix, che infatti preferisce non esaltare questa voce di bilancio. L'utile è, infatti, ancora soggetto alla forte spese di marketing. Tanto che la stessa società afferma che "i maggiori indicatori del nostro progresso sono il numero di sottoscrizioni, il fatturato e i margini negli Stati Uniti" (dove il mercato è più maturo). Nel prossimo trimestre, infatti, si prevede una normalizzazione: 66 milioni di dollari.  Margini. Il margine operativo è pari al 9,7%. Ma, anche per questo dato, vale la stessa ratio degli utili: si tratta (almeno per il 2017) di un'eccezione. Tanto che Netflix prevede un margine del 4,4% nel secondo trimestre, per puntare al 7% alla fine dell'anno.  House of Cards. Ma perché utili e margini sono (in questo caso) indicatori non del tutto attendibili? In gran parte, si deve allo spostamento della quinta stagione di House of Cards (una delle serie di maggior successo di Netflix) dal primo al secondo trimestre. Senza i costi di pubblicità e marketing richiesti dal lancio, utili e margini sono cresciuti. Anche se lo slittamento ha sortito una frenata delle nuove sottoscrizioni.  Marketing. Per far capire quanto sia forte l'impegno promozionale di Netflix (soprattutto sul mercato internazionale) e quanto incida sul bilancio, basta dire che la piattaforma spenderà nel 2017 "più di un miliardo di dollari" in marketing e pubblicità. Utenti. I nuovi iscritti sono stati 1,42 milioni negli Stati Uniti (contro 1,59 milioni attesi) e 3,53 milioni a livello internazionale (contro i 3,9 milioni attesi). Obiettivi mancati, passati però in secondo piano: i mercati hanno apprezzato le previsioni per il prossimo trimestre: 600 mila utenti negli States (contro stime di 420.500) e 2,6 milioni a livello globale (contro 2,1 milioni). In tutto 3,2 milioni di nuovi abbonati nel secondo trimestre, che consentiranno di superare quota 100. L'effetto House of Cards, che ha pesato sulle sottoscrizioni del primo trimestre, sosterrà il prossimo periodo (raddoppiando i nuovi abbonati del Q2 2016). Allargando il dato al primo semestre, la società prevede 8,15 milioni di nuove sottoscrizioni, in calo rispetto agli 8,42 milioni del 2016.  Espansione internazionale. Guardando a un anno fa, nel primo trimestre i nuovi abbonati fuori dagli Stati Uniti sono diminuiti del 22%. E, come appena visto, anche il dato semestrale complessivo è in calo. Ma si tratta di numeri da prendere con cautela: nel gennaio 2016, infatti, Netflix aprì in 130 Paesi. La frenata dell'incremento degli utenti anno su anno, quindi, è fisiologica. E non smentisce la crescita internazionale, confermata da un fatturato in crescita (per la prima volta supera il miliardo di dollari) e dal fatto che, nel prossimo trimestre, gli abbonati fuori dagli Stati Uniti (50,49 milioni) saranno a un passo dal pareggio con il mercato domestico (51,45 milioni). Tradotto: il business èancora molto centrato negli Stati Uniti (con il 58% del fatturato da streaming a stelle e strisce) ma è pronto alla maturazione anche altrove.  Sandler. La società approfitta della trimestrale per annunciare un nuovo accordo con Adam Sandler. L'attore è stato uno dei primi a firmare in esclusiva per distribuire con Netflix. E ha siglato un contratto per altri quattro film. I numeri hanno dato ragione al sodalizio. Dall'11 dicembre 2015 (data di lancio di The Ridiculous 6, prima pellicola di Sandler distribuita da Netflix) gli utenti hanno guardato i film dell'attore per "più di mezzo miliardo di ore".  Niente sport live. Netflix si definisce "ampiamente complementare" con le televisioni a pagamento mentre si defila dalla concorrenza con Amazon, che di recente ha acquistato i diritti per le partite della Nfl. La trasmissione di eventi sportivi live, scrive Netflix, "non pensiamo rappresentino per noi una strategia intelligente. Possiamo guadagnare di più spendendo i soldi necessari per ottenere i diritti in film e programmi tv".  Due nuove lingue. Ad aprile, Netflix ha aggiunto rumeno ed ebraico tra le lingue nelle quali sono disponibili i suoi contenuti. A oggi, la piattaforma supporta 24 lingue. Per approfondire: Cos'è Netflix Come guardare Netflix  
Su Encelado, una delle lune di Saturno, sono stati scoperti oceani sotterranei e ci sono tutte le condizioni per la vita. Lo ha annunciato la Nasa, durante una conferenza stampa, illustrando le rilevazioni della sonda Cassini, che orbita intorno a Saturno dal 2004, e del telescopio spaziale Hubble. Fino questo momento si pensava che ad avere oceani fosse solo la Terra. L'agenzia spaziale ha individuato la presenza di idrogeno molecolare sul Encelado, "elemento indispensabile per la vita", ha spiegato Linda Spilker, del team di scienziati che hanno fatto la scoperta e coordinatrice della sonda Cassini.  Parte la caccia ai microbi extraterresti La grande presenza di idrogeno nell'oceano della luna di Saturno significa che i microbi - se presenti - potrebbero utilizzarlo per ottenere energia combinando il gas con anidride carbonica disciolta nell'acqua. Questa reazione chimica, nota come "metanogenesi" perché produce metano come sottoprodotto, è alla radice dell'albero della vita sulla Terra, e potrebbe anche essere il punto di partenza per l'origine della vita sul nostro pianeta. Su Encelado ci sono gli elementi per la vita La Nasa ha diffuso anche un video in cui spiega perché gli scienziati ritengono che sul satellite di Saturno ci siano le condizioni perché si sviluppi la vita. Cosa ha scoperto la sonda Cassini. Nel 2015 la sonda passò vicino a Encelado e attraversò i pennacchi di gas che provenivano dalla sua superficie. E 'annusò' l'idrogeno, primo elemento essenziale perché si sviluppi la vita. Dai dati inviati da Cassini emerge che c'è un oceano salato sotto la superficie Come accade anche sulla Terra, è dall'interazione tra l'acqua bollente dell'oceano e le rocce sotto la superficie che si sviluppa idrogeno su Encelado Su questa luna di Saturno ci sono i tre elementi essenziali per la vita: acqua liquida, sorgente di energia, i giusti elementi chimici L'idrogeno è l'elemento nutritivo di alcuni sistemi microbici e questo fa ipotizzare che, se non c'è già la vita, su Encelado ci sono tutte le condizioni per cui questa si sviluppi.   Jupiter & Saturn's moons identified as #OceanWorlds w/ "some of the ingredients needed for a habitable environment" https://t.co/6JQQTUlRr1 pic.twitter.com/RJh5miNHeY — NASA (@NASA) 13 aprile 2017 Conosciamo meglio Encelado Scoperto il 28 agosto 1789 da William Herschel, è il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza (su 62 finora scoperti) e il quattordicesimo in ordine di distanza, all'interno dell'anello più esterno di Saturno. Esso è molto grande e diffuso, composto da materiali microscopici di ghiaccio e polvere, che si estende dall'orbita Mimas fino all'orbita di Rea. La distanza dal centro del pianeta madre è di 238 000 km e di 180 000 km dal confine dell'atmosfera, tra le orbite di Mimas eTeti. L'orbita richiede 32,9 ore per effettuare una rotazione (l'orbita è sufficientemente veloce per rendere osservabile il movimento del satellite durante una singola notte). La risonanza orbitale è in rapporto di 2:1 con quella di Dione, compiendo due orbite per ogni orbita effettuata da Dione. Questa risonanza aiuta a mantenere l'eccentricità orbitale di 0,0047 e fornisce il calore per l'attività geologica. Come molti dei satelliti maggiori di Saturno, ha una rotazione sincrona con il periodo orbitale, mantenendo una faccia puntata sempre verso Saturno.   A differenza della Luna, Encelado non sembra possedere un movimento di librazione attorno al suo asse di rotazione, tuttavia le analisi della forma di questo corpo celeste suggeriscono che in qualche momento possedeva una librazione forzata. Essa potrebbe aver costituito un ulteriore fonte di calore. Per approfondire: Encelado: la sesta luna di Saturno in ordine di grandezza Annuncio della Nasa: scoperti tre mondi simili alla Terra Siamo a un passo dal più bel regalo per l'umanità - blog di Giovanni Bignami Sito della Nasa
All'apertura di Facebook gli utenti hanno trovato una sorpresa: una guida per riconoscere le fake-news. E' una delle prime iniziative adottate dal social network per rispondere all'appello alla mobilitazione anti-bufale che viene da più parti. Ecco le dieci regole suggerite da Facebook   1. Non ti fidare dei titoli: le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.  2. Guarda bene l’URL: un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l’URL con quello della forma attendibile.  3. Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un’organizzazione che non conosci, controlla la sezione “Informazioni” della sua Pagina per scoprire di più.  4. Fai attenzione alla formattazione: su molti siti di notizie false, l’impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.  5. Fai attenzione alle foto: le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell’immagine o della foto per verificarne l’origine.  6. Controlla le date: le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.  7. Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell’autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome potrebbe indicare che la notizia è falsa.  8. Controlla se le altre fonti hanno riportato la stessa notizia: se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun’altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Se la notizia viene proposta da fonti che ritieni attendibili, è più probabile che sia vera.  9. La notizia potrebbe essere uno scherzo: a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rilavano lo scopo umoristico.  10. Alcune notizie sono intenzionalmente false: usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.  Per approfondire: La Germania dichiara guerra alle fake-news Cosa ha detto Zuckerberg sulle fake news Il think-tank internazionale contro le bufale