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Proteste migranti, pocket money e il network dell’odio

  • Scritto da Effe_Pi

Come la notizia delle protesta di oggi a Narcao è nella realtà e come si trasforma sui social in mano a un vero e proprio "network" che include giornali, siti internazionali e utenti.

La guerra dell’informazione corre sempre più sul web e soprattutto sui social, ormai quello che una volta erano controspionaggio e controinformazione si fanno su Twitter, Facebook e Youtube. I dettagli sulla forza e l’organizzazione (nonché i finanziatori più o meno occulti) di questi veri e propri network, spesso non dichiarati, sono ormai a disposizione di chiunque voglia vederle, e proprio di oggi sono la pubblicazione di un’inchiesta sul web di estrema destra in Francia (legato al successo del Front National della Le Pen) e un approfondimento de “La Stampa” sui legami tra la propaganda web della Russia e di Putin e quella grillina e leghista in Italia. Insomma, ormai è difficile credere non solo all’imparzialità dei media (notoriamente inesistente), ma perfino alla buona fede della “gente” che posta i contenuti sui social, tra cosiddetti influencer e veri e propri attivisti più o meno disinteressati.
Per analizzare con un esempio “sardo” questa tendenza abbiamo preso la notizia (riportata dall’Ansa e da molti altri media “ufficiali”) della protesta dei migranti a Narcao, nel Sulcis, scattata oggi per richiedere il pagamento del Pocket money, quei pochi euro al giorno che gli immigrati ospitati nelle strutture pubbliche ricevono per piccole spese.

La notizia di Narcao e la sua narrazione

L’agenzia di stampa riporta quanto segue: “Nuova protesta dei migranti a Narcao, nel Sulcis. Un gruppo di profughi, ospiti della struttura di accoglienza di Rosas. sono scesi in strada e hanno bloccato il traffico sulla provinciale, non troppo distante dal luogo in cui stanno soggiornando, in località Terrubia alla periferia del paese. All'origine della protesta, il rilascio del pocket money. Il 20 ottobre scorso, i profughi avevano manifestato per la stessa ragione, bloccando per qualche minuto la strada. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Carbonia”.
Fino a qui la notizia, da cui comprendiamo (fino a prova contraria) che la protesta è stata pacifica, di breve durata, sotto controllo (vista la presenza dei Carabinieri) e anche come in parte sia una non-notizia, essendo la riproposizione di proteste per una situazione probabilmente non risolta.
Per vedere come diventa su quello che possiamo definire un vero e proprio network, bisogna andare sui social, e abbiamo scelto Twitter che è il più adatto alla condivisione delle news.

L’odio su Twitter contro Islam e negri

Tra i cinguettii ci sono quelli di chi riporta la notizia pura e semplice, ma si notano subito anche coloro che la “interpretano “ a modo loro: ad esempio, l’utente Jihadi Kermit (6838 follower), che come foto di profilo ha un uomo con un coltellaccio pronto a sgozzare innocenti, ma con la testa della simpatica rana dei Muppet, e nonostante scriva in inglese è probabilmente italiano, visto che il suo profilo riporta la frase “Maometto disse: Diventerò vittorioso grazie al terrore” e il link al sito Stop Islam (che peraltro non si apre). Su Narcao, sotto una foto della protesta scrive (in inglese) “le solite proteste e blocchi di migranti: viviamo in hotel di lusso ma non abbiamo il Wi-Fi”. Ci sono poi vari account legati alla Lega Nord, come quello omonimo, quelli di Noi con Salvini e Radio Padania Libera che scrivono “++ ANCORA! >>> NIENTE POCKET MONEY, I MIGRANTI OSPITI A NARCAO BLOCCANO LA STRADA ++”, riportando un link della Nuova Sardegna che pubblica correttamente la notizia, mentre l’utente di lingua francese Battine (7162 follower) che nel profilo ha scritto “A destra, molto semplicemente…”, parla di un “nuovo blocco” dei migranti per reclamare i “loro” (tra virgolette anche nel tweet a sottolineare che non lo sono) spiccioli. Un utente di lingua polacca invece pubblica il link all’account Onlinemagazin (44200 follower) che parla ancora delle “solite proteste e blocchi”: il sito linkato al profilo è di un quotidiano online tedesco che nel pezzo di apertura cerca di smentire un sondaggio della tv Ard, secondo cui i tedeschi “vogliono ospitare più migranti”, su Twitter invece il primo post è il video di un (presunto) Imam secondo cui “dire buon Natale è peggio che commettere un omicidio”.

Agenzie e quotidiani uniti nella lotta

Il sito dell’agenzia di stampa NEWSAGIELLE.IT (con relativo account) riporta la dichiarazione del deputato leghista Grimoldi, secondo cui i protagonisti della protesta andrebbero “espulsi subito”, mentre altri utenti mettono un link dal sito del quotidiano “Il Giornale”, dall’esplicito titolo “Strade bloccate e sit in violenti: gli immigrati incendiano la Sardegna”. Violenza e incendio relativi, visto che basta leggere lo stesso articolo per capire che la protesta (come anche quelle precedenti citate) non ha avuto queste caratteristiche, mentre il quotidiano online “Il Populista” fa copia e incolla dell’articolo dei più famosi colleghi e ha sul sito categorie come “L’incazzato”, “Il buonista” o “Il samurai”.
Gli account personali di chi condivide parlano di “nazisti rossi”, odio per l’euro e in molti casi sono schierati per il No al referendum costituzionale (che d’altronde è condiviso da Lega ed estrema destra): del resto, il titolo del quotidiano della famiglia Berlusconi è riportato in modo acritico anche dall’account di SardegnaToday (1935 follower) che come link sul profilo ha il gruppo chiuso di Facebook “Zona franca Gallura liberiamoci dall’embargo” (7580 membri) e tra i post ha video Youtube di Osho (titolo: RIBELLATI INSORGI & RESISTI!), link a dichiarazioni di Salvini sull’invasione e dichiarazioni del giornalista Paolo Barnard (sul sito stopeuro.org), che afferma come ”Il nazismo non è morto, si è solo modernizzato”, a cui nel post viene aggiunto “ieri con le camere a gas, oggi con la finanza”.

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