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Ferrovie: da Renzi solo 30 milioni alla Sardegna

  • Scritto da Effe_Pi

Binario mortoAl momento sono quelli previsti dall'accordo tra Ministero dei trasporti ed Rfi, la deputata democratica Romina Mura rilancia: bisogna arrivare a 100 milioni di euro l'anno.

Quello dei trasporti, specialmente su rotaia, è da sempre un problema della Sardegna, che non aiuta né l’economia in generale né quella basata sul turismo in particolare, visto che la scarsità di mezzi pubblici su un territorio così vasto e già con lo svantaggio dell’insularità lo rende meno appetibile a organizzatori di viaggi e investitori. Nel corso dei decenni, in tanti hanno promesso di potenziare le ferrovie in Sardegna, ma alla prova dei fatti è evidente che i treni sono meno frequenti e ancora più inefficienti rispetto al passato, nonostante in tempi di crisi i cittadini siano sempre più propensi al loro utilizzo.

L’accordo tra Ministero dei trasporti e Rete ferroviaria italiana, in discussione in questi giorni alla Camera dei deputati, prevede per l’isola 30 milioni di euro per migliorare il “network ferroviario” sardo, per realizzare nuove infrastrutture e dare efficienza a quelle presenti. Una cifra “assolutamente insufficienti” secondo la deputata del Partito democratico Romina Mura, quindi un’esponente della stessa maggioranza che sta approvando il finanziamento. La parlamentare, ovviamente, non punta il dito contro il Governo Renzi, sottolineando che le cause del “pauroso” deficit di infrastrutture vadano ricercate “ in decenni di errori e mancanza di visone nelle politiche di programmazione”, ma precisa anche che se si vuole raggiungere il traguardo posto dall’Unione Europea per il 2050, secondo cui “la maggior parte dei cittadini e delle imprese non devono distare più di 30 minuti dalle principali reti di trasporto”, i soldi proposti non bastano proprio.

La controproposta di Mura, che si appella a tutti i deputati sardi per lavorare insieme ad una battaglia senza colore politico, prevede che RFI “cominci con  destinare alla Sardegna 100 milioni per ciascuno degli anni del contratto. Il 2015 e il 2016”. Chissà se il suo premier, impegnato com’è nel far quadrare i conti, spesso e volentieri col taglio dei servizi pubblici, la starà ad ascoltare, oppure se le politiche di austerità che hanno messo in ginocchio mezza Europa continueranno ad essere il faro anche del suo esecutivo come di quelli precedenti, anche quando si parla di un problema decennale come le ferrovie in Sardegna.

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