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Inquinamento: Porto Torres ha più morti di Taranto

  • Scritto da Effe_Pi

Porto TorresLo ricorda il coordinamento "Non bruciamoci il futuro" che ha scritto una lettera a tutti i candidati governatore.

Nell’area attorno a Porto Torres si muore di inquinamento più di quanto non accada nei pressi dell’Ilva di Taranto, lo stabilimento tristemente famoso in tutta Italia per la sua nocività. A dirlo, o meglio a ricordarlo, sono i 26 tra comitati e associazioni sardi che hanno formato il coordinamento “Non bruciamoci il futuro”, scrivendo subito una lettera ai candidati alla presidenza della regione per le elezioni del prossimo 16 febbraio. È stato uno dei rappresentanti del coordinamento, Vincenzo Migaleddu, a ricordare che nei programmi elettorali in generale "non si parla davvero di inquinamento”, ma secondo i dati “dello studio 'Sentieri' dell'Istituto superiore di Sanità a Porto Torres si registrano tassi di mortalità indicizzati (periodo 1995-2002) superiori a quelli di Taranto".

Nella sua lettera, il coordinamento avanza nove richieste chiave, a partire da “un nuovo piano energetico ambientale regionale e un piano regionale di gestione dei rifiuti solidi urbani”. E ancora la "bonifica dei circa 450mila ettari dichiarati Sin, siti di interesse nazionale, inquinati da vecchie o ancora presenti attività industriali", passando anche per “il potenziamento della ricerca sui danni alla salute causati dalle condizioni ambientale modificati dalle combustioni”. Secondo Nbf la produzione di energia elettrica nell'isola è superiore a quella che serve alla Sardegna, con inevitabile produzione di Co2. "Un non senso – secondo Migaleddu - si tratta di una distorsione di mercato: la Sardegna esporta energia, ma poi deve pagare un 30 per cento in più rispetto agli altri". 

"Ai permessi di ricerca per risorse geotermiche - si legge nel documento – si sommano quelli per idrocarburi liquidi e gassosi, sia in mare sia in terra. Ovunque cambiano i nomi delle società interessate ma non i rischi connessi con le eventuali concessioni esplorative". Tra gli altri comitati aderenti al coordinamento, ci sono quello che si oppone al “Progetto Eleonora”, il “Rifiuti zero” di Cabras, il No Galsi di Cagliari, quello che a Nuoro avversa l’Elettrosmog, il Comitato Cittadini Liberi Sardegna (contro la centrale a carbone di Ottana) ma anche l’Arci Sardegna e il Wwf di Sassari, per citarne solo una parte.

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