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Ambiente: 17 indagati per bonifica Maddalena

  • Scritto da Effe_Pi

Ex Arsenale MaddalenaAvrebbero peggiorato la situazione ambientale dell'arcipelago invece di bonificare 60mila metri di mare.

Dopo i rinvii a giudizio dei mesi scorsi per la vicenda del G8 a La Maddalena e gli episodi di corruzione ad esso legati, entra nel vivo anche la branca dell'inchiesta sulla mancata bonifica dell’area marina davanti all’ex arsenale militare dell'arcipelago, che secondo le accuse avrebbe peggiorato la situazione ambientale anziché migliorarla. Sono infatti 17 gli avvisi di garanzia spediti nei giorni scorsi dalla procura di Tempio Pausania a tecnici, funzionari e dirigenti, tra cui l'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: per loro, oltre alle accuse accumulate in precedenza, si aggiungono quelle di inquinamento ambientale, falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato.

A raccontare in dettaglio gli sviluppi dell'inchiesta è il quotidiano lombardo "La provincia pavese", anche perché uno degli indagati, Gian Michele Calvi, ingegnere sismologo, è direttore di Eucentre a Pavia e all’epoca della missione alla Maddalena era responsabile dei lavori: Calvi, tra l'altro, figura anche tra i condannati a sei anni in primo grado per il mancato allarme sul terremoto dell'Aquila, insieme agli altri componenti della Commissione Grandi rischi. Le indagini sono stato portate avanti dai Carabinieri del Noe, secondo i quali gli indagati, tra cui i dirigenti dell'impresa che aveva l’appalto dei lavori, la Cidonio Spa di Roma, non solo non avrebbero eliminato dai fondali i veleni ma perfino ampliato l’inquinamento, estendendolo a zone sino ad allora pulite.

Tra i punti contestati dell'attuazione della bonifica, che riguardava 60mila metri quadrati di mare ed è costata 7 milioni di euro, c’è la demolizione del Molo Carbone, che venne fatto saltare in aria e i detriti lasciati sul fondale. I magistrati hanno registrato anche anomalie sulla reale destinazione delle 40mila tonnellate di materiale tossico e inquinante dragato dal mare dell’arcipelago. Ciò che viene contestato agli indagati, in particolare, è di non avere impedito l’inquinamento. Tra gli altri, risultano indagati, l’ ex capo della struttura di missione per il mancato G8 Mauro Della Giovanpaola, il direttore dei lavori Luigi Minenza, Angelo Balducci, ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, il provveditore ai lavori pubblici per la Toscana Fabio De Santis, il responsabile nazionale del ministero dell’Ambiente Damiano Scarcella e l'ex direttore generale del MATTM Gianfranco Mascazzini.

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