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MAFIA: SCOPERTE PROPRIETA' IN SARDEGNA

  • Scritto da Effe_Pi

Inchiesta su metanoL'ombra di Cosa Nostra si allunga anche sulla Sardegna.

E' quanto emerge dall'inchiesta sulla mafia che in questi giorni, a Palermo, ha portato a sequestri di beni per 48 milioni di euro ad un gruppo imprenditoriale legato alla criminalità organizzata. L'indagine è legata alla metanizzazione di aree del territorio siciliano e abruzzese, mentre i beni sequestrati si trovano anche nella provincia di Sassari, oltre che nella zona di Palermo: tra i sequestri, società immobiliari e di produzione di metalli preziosi, imprese agricole, attività commerciali di prodotti petroliferi, combustibili ed oggetti d`arte, appartamenti, uffici, locali affittati ad importanti aziende e catene commerciali, immobili di pregio, amplissimi locali commerciali, opifici industriali, autorimesse, magazzini e disponibilità bancarie.

Le indagini hanno quindi svelato le infiltrazioni di Cosa Nostra e dei suoi leader storici, fra cui Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro, negli affari di questo gruppo, grazie anche alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia - fra cui Giovanni Brusca, Vincenzo Ferro, Antonino Giuffrè - ed al contenuto di alcuni pizzini sequestrati nel tempo a "boss" mafiosi, oltre che all'esame di decine di contratti di appalto e sub appalto che hanno permesso di ricostruirne la "storia economico finanziaria".

Ingenti le risorse investite in un business che si è presto sviluppato grazie alla protezione mafiosa e ad appoggi politici - in particolare dell`ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino - protagonista anche della discussa trattativa stato-mafia, arrivando ad ottenere ben 72 concessioni per la metanizzazione di Comuni della Sicilia e dell`Abruzzo, i cui lavori sono stati in più occasioni affidati in subappalto ad imprese direttamente riconducibili alla criminalità organizzata. Con la scoperta di queste proprietà si torna a parlare di presenza mafiosa in Sardegna, dopo che nei giorni scorsi erano "sbarcati" nell'isola diversi detenuti legati a Cosa Nostra, trasferiti nelle carceri di Oristano e Tempio.

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