Intervista a Simona Deidda, Potere al Popolo

  • Scritto da Effe_Pi

Le INterviste di IteNovas.com sulle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Quattro domande, sempre le stesse per tutti i candidati, sui temi caldi di questa campagna elettorale.

Continua la serie di interviste ai protagonisti delle prossime Elezioni politiche del 4 marzo, in particolare i candidati nei collegi della Sardegna. Oggi risponde alle nostre 4 domande Simona Deidda, candidata con Potere al Popolo nel collegio uninominale di Carbonia/Iglesias per la Camera dei deputati. 

1) Qual è la novità di queste elezioni? Perché un sardo deluso dovrebbe recarsi alle urne?

Prima di tutto la novità di queste elezioni è Potere al popolo. Un movimento che nasce dal basso, formato da cittadine e cittadini di tutta Italia che hanno scelto di non arrendersi e combattere. Negli ultimi vent’anni con i governi di destra, e con l’ultimo governo di centro sinistra abbiamo visto sgretolare il nostro paese, l’abbiamo visto sprofondare in una crisi economica che ha colpito soprattutto i più deboli.  Le riforme fatte hanno fatto scomparire la classe sociale media, rendendo tutti più poveri. Le tassazione deve esser fatta in base al reddito, per questo noi di Potere al popolo crediamo fortemente che ci sia bisogno di una patrimoniale. Votare Potere al popolo significa votare una persona comune, con un reddito basso, che vive la crisi e la conosce profondamente, i candidati sono espressione dei territori non di stanze chiuse dei partiti, per questo è importante votare e scegliere chi realmente rappresenta il proprio territorio.

2) Per la Sardegna serve autonomia, sovranismo o indipendenza? E perché?

Io credo che l’autonomia attuale è superata servono nuove forme di sovranità. In Sardegna l’autonomia garantita dalla costituzione non è  stata assolutamente sfruttata al massimo. Basta pensare alle altre regioni, io prendo come esempio il Trentino Alto Adige, che pone vincoli e tutele per le lavoratrici e i lavoratori della propria regione, nei concorsi pubblici, nella scuola, hanno saputo sfruttare l’autonomia a differenza di noi sardi. Per esempio per potere accedere ai concorsi pubblici (per le pubbliche amministrazioni) bisogna essere in possesso di patentini di bilinguismo o trilinguismo.
Fino ad oggi non sono stati fatti i passi necessari per creare un nuovo sviluppo e un futuro lavorativo che tuteli gli interessi del popolo Sardo. Per esempio la continuità territoriale che dovrebbe agevolare e rendere accessibili i trasporti a tutt@, è sempre una soluzione momentanea e non sufficiente. Oppure sulla gestione dell’acqua come cosa pubblica, ancora in mano ad Abbanoa (che è pur sempre una partecipata) che  purtroppo non rende un buon servizio ai cittadini. In sintesi dobbiamo mettere mano al nostro Statuto creando dei nuovi strumenti normativi  che sanciscano l’autonomia amministrativa e fiscale dell’Isola.

3) Cosa ritiene di poter fare in Parlamento per i suoi concittadini di un’isola troppo spesso dimenticata?

Se venissi eletta vincendo un collegio uninominale come il mio, divorato dalla povertà e dalla crisi economica, significa che abbiamo doppiamente vinto, grazie ad  un lavoro capillare che ha fatto riaccendere la speranza nel Sulcis. 
Il mio contributo ovviamente si concretizzerebbe lavorando nelle commissioni parlamentari dove nascono le leggi e dove ogni singolo parlamentare contribuisce nel suo mandato. Noi di Potere al popolo portiamo avanti un grande progetto politico, al suo interno vi è il ritorno alle 32 ore settimanali, la Germania ci sta dando l’esempio, a parità di salario lavorare meno e lavorare tutti, questo non è un miracolo bensì una soluzione. Perché se le persone lavorano meno, con contratti a tempo indeterminato, hanno il tempo di uscire spendere e far girare nuovamente l’economia, di mettere in cantiere la nascita di una figlia o di un figlio, insomma rimettere in moto tutta l’economia. 
Altri punti importanti per noi sono : sanità gratuita e pubblica, matrimonio egualitario, le adozioni per le coppie omogenitoriali e per i single, per l’accesso per tutti alla fecondazioni eterologa, per una normativa contro Omotransfobia e punire severamente il bullismo il cyberbullismo e tutto ciò che colpisce tutte le nostre e i nostri figli/e. 
Non voglio raccontare frottole agli elettori creando false aspettative come fanno tanti politici, in concreto nel caso venissi eletta destinerei la metà del mio stipendio a progetti di mutualismo solidale, che tradotto in parole povere lo metterei a disposizione delle persone che hanno difficoltà economiche. Girando per le case mi rendo conto che ci sono persone senza elettricità, senza cibo, costrette a vivere in condizioni assurde.  Nel mio piccolo potrei iniziare ad essere realmente di d’aiuto in questo modo.

4) Cosa pensa di insularità e Zona franca? Sono soluzioni praticabili che possono essere proposte alle camere?

Entrambe sono delle tematiche importanti. Ho seguito con interesse l’appello fatto dai 173 sindaci firmatari del referendum. È ineccepibile l’appello e il ragionamento fatto dai sindaci dei territori, soprattutto quando si parla di industrie o per le attività, i costi del gas, dell’elettricità della benzina sono sicuramente esosi e insostenibili. Sono favorevole ad entrambe le soluzioni credo che riceverebbero il mio supporto. 
Sulla Zona Franca la questione è più complicata, ma per quanto mi riguarda, faccio parte di uno dei Comuni che ha dichiarato la volontà di istituire una zona Franca, con il sostegno di tutta la popolazione. Per questo credo che dobbiamo essere i portavoce della volontà popolare, ricordando il perché esistono le elezioni, perché il popolo sceglie chi lo rappresenta e chi porterà la loro voce a Roma.