Elezioni 2018: guida al voto in Sardegna - Seconda parte

  • Scritto da Effe_Pi

Tutti i candidati nell’isola, le sorprese e gli esclusi, ma anche alcuni punti fondamentali sulla nuova legge elettorale: oggi Movimento 5 stelle, Progetto Autodeterminatzione e altri.

Dopo la prima parte sulle liste e i potenziali parlamentari candidati in Sardegna, passiamo all’analisi delle liste restanti con le loro prospettive per le elezioni Politiche del 4 marzo.

Movimento 5 stelle – È l’altro favorito della tornata elettorale a livello nazionale, secondo i sondaggi sarà il primo partito (anche se rischia di essere solo terzo a livello di coalizione), e nonostante il minor impegno di Beppe Grillo i sondaggi lo danno più vicino al 30% che al 25% del 2013. La Sardegna (come già 4 anni fa) sembra essere una delle regioni dove i grillini sono più forti, e probabilmente non essendosi candidati alle regionali e amministrando in pochi comuni non dovrebbero risentire dell’effetto Roma (o Torino) che potrebbe fargli perdere qualche consenso nelle città che finora li hanno visti “all’opera”.
Il possibile successo sardo sembra confermato anche dall’attenzione dei vertici nazionali, col candidato premier Luigi Di Maio che sarà nell’isola il 4 e 5 febbraio, a Cagliari, Carbonia, Nuoro, Sassari e Olbia e poi di nuovo il 23 febbraio.
Tra i candidati, molti arrivano dalla “società civile” ma ci sono anche parlamentari uscenti: alla Camera nell’uninominale di Cagliari ci sarà lo skipper Andrea Mura,  primo e unico italiano a vincere la Route du Rhum, mentre lo scrittore "Premio Calvino", Gianni Marilotti, sarà sempre nel collegio Sud ma del Senato; per Palazzo Madama correrà nel centro dell’isola Emiliano Fenu, commercialista di Nuoro e al nord, Maria Vittoria Bogo, scrittrice e poetessa di Posada. Alla Camera ci saranno poi il giornalista Pino Cabras (Carbonia), l'allevatore e pastore Luciano Cadeddu (Oristano), l'avvocato Mara Lapia (Nuoro), il giornalista Nardo Marino (Olbia), l'avvocato civilista Mario Perantoni (Sassari).
Nel proporzionale, probabilmente più “blindato” almeno per i primi della lista, ci sono nel Sud gli uscenti Emanuela Corda e Andrea Vallascas e al Nord Alberto Manca e Paola Deiana, mentre al Senato correranno per un seggio probabile Ettore Antonio Licheri ed Elvira Lucia Evangelista.

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Progetto Autodeterminatzione – Forse la principale novità di queste elezioni sarde è la coalizione indipendentista formata da Rossomori, Sardegna Possibile, Sardigna Natzione Indipendentzia, Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna, Liberu, Sardos, Comunidades e Gentes che chiederanno agli elettori di scegliere, per il collegio plurinominale del Senato, il giornalista ed ex direttore dell'Unione sarda Anthony Muroni, Stefania Lillu, il leader di Sni Bustianu Cumpostu e Francesca Frigau.
In quello uninominale per il Sud Sardegna si presenta Paolo Porcella, per il centro Pierfranco Devias (gia candidato alle regionali del 2014 per il Fronte Indipendentista Unidu) e per il Nord Marina Piras. Per la Camera, negli elenchi uninominali, ci sono i nomi di Valentina Sanna (ex presidente dell'Assemblea regionale del Pd, poi candidata alle regionali per la coalizione Sardegna Possibile di Michela Murgia), a Cagliari, Fabrizio Palazzari a Carbonia, l'avvocato Gianfranco Sollai a Oristano, Lucia Chessa a Nuoro, Tiziana Costa a Sassari e Mariella Multinu a Olbia. In quelli plurinominali per il Sud Sardegna si candidano Simona Corongiu, Marco Murgia, Maria Brigida Carta e Felice Musa. Per il Nord Gavino Sale, Natacha Lampis, Antonio Filippo Simbula e Silvia Tanda.
Malgrado una potenziale base elettorale piuttosto ampia, specie in alcune aree della Sardegna, non sarà facile per gli indipendentisti arrivare a Roma: a meno di vittorie (sulla carta complicate) nei collegi uninominali, sembra esclusa la possibilità del proporzionale alla Camera (serve il 3% su scala italiana), mentre al Senato serve un 20% su base regionale che forse potrebbe portare a Palazzo Madama proprio Muroni.

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Altri – Probabilmente le difficoltà nella raccolta delle firme hanno un po’ scoraggiato le liste di “disturbo” che tradizionalmente si vedevano anche fuori dagli schieramenti più grandi. Nell’isola resta come lista “curiosità” il Partito del valore umano, erede delle idee del “vecchio” Partito umanista, con un manifesto elettorale che al primo punto recita: "1.Stato solidale ed etico per abbattere le povertà, le disuguaglianze sociali assicurando un medesimo punto di partenza a tutti i cittadini affinché si possa far emergere il talento di tutti – Centralità dell’essere umano, politiche di sostegno alle famiglie, reddito di dignità. Il tutto finalizzato al raggiungimento di un naturale equilibrio costi/benefici”. Nel proporzionale, al Senato, il capolista sardo è Giuseppe Sorrentino, alla Camera al Nord Gabriele Masia e al Sud Sandro Pusceddu: nell’uninominale alla Camera Angelo Idda corre a Sassari, Marta Pala a Olbia, Massimo N. Maini a Nuoro, Pierpaolo Tuveri a Oristano, Annalisa Maccioni a Carboni e Paola Farigu a Cagliari. Al Senato, invece, al Nord c’è Marie Papaspyropoulos, al Centro Dino Maccioni e al Sud Maria Giustina Argiolas.
Esclusa dell’ultim’ora dalla Corte d’Appello, invece, la Lista del popolo per la Costituzione, che nel proporzionale si presentava solo al Senato, ma aveva candidati in tutti i collegi uninominali: il neonato movimento ha come leader nazionali il giornalista Giulietto Chiesa e l’avvocato (ed ex magistrato) Antonio Ingroia.

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Foto | Revol Web su Flickr