Vaccini: in Sardegna copertura sopra la media

  • Scritto da Effe_Pi

Supera le percentuali italiane quella delle vaccinazioni nell’isola, specie per i bimbi, basse solo le percentuali per influenza e Papilloma virus.

Mentre infuria ovunque la polemica sui vaccini, in particolare sulla nuova norma (o meglio decreto) approvata dal governo, che prevede l’obbligatorietà di 12 vaccinazioni nel periodo tra 0 e 16 anni, l’Iss (Istituto superiore di sanità) aggiorna come sempre i dati sui vaccini a livello italiano, divisi per regione, e da questi emerge che quello della Sardegna è uno dei territori dove si attua la maggiore prevenzione.
Ad esempio, per quanto riguarda il vaccino contro la Poliomelite, in età pediatrica nell’isola si raggiunge una copertura che interessa il 95,05% delle popolazione, a fronte di un dato italiano pari al 93,4%, la regione più “bassa” e invece il Friuli Venezia-Giulia dove si supera appena il 90%. Molto importante, visto che viene usato per giustificare la nuova normativa, è il trend nazionale che ha visto un netto calo negli ultimi anni, passando dal 96,2% del 2012 al 93,4% di oggi (gli esperti considerano “sicuro” il territorio dove si raggiunge il 90%).

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Passando al tetano, vengono vaccinati in età pediatrica il 95,07% dei sardi, contro un dato italiano del 93,56%, l’isola è al settimo posto nazionale, mentre sono fanalini di coda Campania, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano, vicinissimi al fatidico 90%. Per la difterite, la percentuale in Sardegna è ancora del 95,05%, contro il 93,35 italiano (dati del 2015 quindi, vista la tendenza, con la possibilità di un ulteriore calo) e qui la nostra terra si piazza al terzo posto assoluto, con percentuale identica (sempre 95,05) anche per la pertosse, su cui l’Italia è invece al 93,3%; dato sostanzialmente identico per l’Epatite B, per cui sono vaccinati nel 2015 il 95,06% dei bimbi sardi e il 93,2% degli italiani, mentre ancora nel 2012 la percentuale dell’isola, secondo Iss, era il 96%. 95,05% è il dato sardo anche per Hemophilus influenzae di tipo B, batterio che nei bimbi sotto i 5 anni può provocare otiti, bronchiti, polmoniti e anche la meningite (in Italia il dato è 93,03%), e anche qui il calo è evidente perché ancora nel 2013 nell’isola eravamo al 96,8%.

Le vaccinazioni più contestate sono sicuramente quelle per malattie come il morbillo, per cui nel 2015 in Sardegna si è arrivati all’87,67% di copertura (quindi sotto il 90%) e a livello italiano ci si è fermati all’85,29%: ancora nel 2013, in Italia la percentuale arrivava al 90,35% (in Sardegna 91,1%). Al di là del dibattito sulla reale pericolosità di queste malattie, specie in età infantile, è da registrare un dato sardo identico sulla parotite (In Italia 85,23%), con un calo rispetto al 91,1% di 4 anni fa, idem per la rosolia. La varicella invece si ferma nell’isola al 67,15% di vaccinazioni, ma è comunque più del doppio rispetto alla media italiana, che è ferma al 30,73%: il vaccino per l’Antimeningococco C è in Sardegna all’83,59% e in Italia al 76,62%, mentre quello per l’Antipneumococcico è al 94,14% nell’isola e all’88,73% in tutta la penisola. Sardegna sotto media solo per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale per gli Over 65, che nel 2016 si è fermato al 40% degli interessati (49,9% in Italia, quasi 20 punti in meno di 10 anni fa) e per le vaccinazioni contro il Papillomavirus umano (HPV), su cui si è molto dibattuto dopo una recente puntata della trasmissione Report: tra le sarde la copertura si ferma al 38,13% delle interessate, mentre a livello italiano ci si attesta sul 56,26%, con punte di vaccinazione in Toscana (73,22%) e Umbria (71,44%).

Foto | Julien Harneis su Flickr

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