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SIT-IN PER STEFANO CUCCHI - FOTOGALLERIA

  • Scritto da Effe_Pi

Cucchi sit-inCorteo a Roma contro la sentenza sul caso del giovane morto dopo una detenzione a Regina Coeli.

Non si fermano le reazioni e mobilitazioni contro la sentenza sul caso di Stefano Cucchi, il 31enne romano morto nel 2009 dopo una detenzione a Regina Coeli per possesso di droga. L'assoluzione di poliziotti e infermieri sotto processo per responsabilità diretta nel decesso ha scatenato la rabbia e la disperazione della famiglia del giovane ma anche dei suoi amici e di tutti coloro che si battono contro le troppo frequenti violenze (spesso impunite) subite da persone che si trovano sotto la custodia dello Stato e dei suoi apparati. Ieri, sotto casa di Cucchi, nel popolare quartiere romano di Torpignattara, si è quindi tenuto un sit-in per chiedere "verità e giustizia", e non lasciare sola la famiglia del giovane. E' intervenuta anche la sorella di Stefano, Ilaria, che più di tutti si è battuta per sapere come davvero sono andate le cose in quei tragici 17 giorni di custodia cautelare.

La manifestazione è poi sfociata in un partecipato corteo che ha attraversato le vie del quartiere, con slogan molto duri contro le forze dell'ordine, contestate vivacemente anche davanti alla caserma di zona dei Carabinieri, al grido di "assassini". In molti hanno sollevato il dito medio, proprio come hanno fatto alla lettura della sentenza i poliziotti assolti, rivolti a coloro che contestavano la decisione dei giudici di primo grado. Gli interventi dal megafono hanno accusato politica e forze di Ps di fomentare "una guerra tra poveri" nei quartieri delle grandi città, invitando invece tutti coloro che subiscono la crisi, italiani e migranti, ad unirsi (Torpignattara è una delle zone più multietniche della capitale) contro il potere e i suoi abusi. Il corteo si è concluso al Parco degli Acquedotti, dove è stato ricordato Stefano Cucchi liberando in aria decine di lanterne rosse volanti proprio davanti al grande murales disegnato in sua memoria.

La galleria fotografica è di Gemma Romano.

 

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