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Antidepressivi e suicidi: la Sardegna preoccupa

  • Scritto da Effe_Pi

Elevato l’uso di farmaci psichiatrici, l’isola è la regione del centro-sud che ne consuma di più, e si mantiene alto anche il numero di coloro che scelgono di togliersi la vita.

La Sardegna è una delle zone dove si usano più farmaci antidepressivi e in cui si ha un maggior tasso di suicidi, secondo le statistiche dal Rapporto Osservasalute 2016 sullo stato di salute della popolazione e l'assistenza sanitaria nelle regioni italiane. In particolare, con un calcolo basato sulle dosi giornaliere di questi medicinali per mille abitanti al giorno, l’isola è sopra la media nazionale italiana di 39,60 dosi, con 44,2 dosi, ed è la regione dove i consumi risultano più elevati tra quelle del centro-sud, visto che sono nettamente al di sotto la Basilicata (30,8), la Campania (31), Puglia (31,4), Molise e Sicilia (31,5).
Non va molto meglio per i suicidi, che comunque in Italia continuano ad aumentare: qui, la Sardegna ha il triste record insieme alla Valle d’Aosta con un tasso di 2,5 volte superiore a quello delle zone dove ne succedono di meno, che sono ancora nel meridione, in particolare in Molise e Campania.

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L’aumento del consumo di antidepressivi può essere attribuibile a diversi fattori – si spiega nel report - tra i quali ad esempio l'arricchimento della classe farmacologica di nuovi principi attivi utilizzati anche per il controllo di disturbi psichiatrici non strettamente depressivi (ansia), la riduzione della stigmatizzazione delle problematiche depressive e l'aumento dell'attenzione del medico di medicina generale nei confronti della patologia.
Per quanto riguarda i suicidi, nel biennio 2012-2013 il tasso grezzo medio annuo di mortalità per suicidio è stato pari a 8,06 per 100 mila residenti di età maggiore o uguale a 15 anni. Si riscontra un leggero aumento rispetto agli anni precedenti: nel biennio 2010-2011 il tasso medio annuo di mortalità per suicidio era stato pari a 7,32.

In termini assoluti, tra i residenti in Italia over 15 anni, nel 2012-2013 si sono tolte la vita 8mila 310 persone e, tra queste, gli uomini rappresentano il 77,6%. Il tasso standardizzato di suicidialità è pari a 13,48 per 100 mila per gli uomini e a 3,40 per 100 mila per le donne. Per gli uomini il tasso aumenta fino ai 45 anni di età, poi si stabilizza sui 14-15 casi ogni 100 mila abitanti fino ai 65 anni, quando inizia un aumento esponenziale che porta il tasso a raggiungere un massimo di circa 33 casi ogni 100 mila abitanti tra gli ultra 85enni. Per entrambi i generi, la mortalità per suicidio cresce all'aumentare dell'età, ma mentre per le donne raggiunge un plateau nelle età anziane, per gli uomini si registra un aumento esponenziale proprio in coincidenza con l'età al pensionamento.

Foto | Mark Bonica su Flickr

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