Il suicidio di un giovane medico - Prima parte

  • Scritto da Serpico

La misteriosa morte di Attilio Manca, archiviata frettolosamente come un suicidio nel 2004 ma su cui successivamente si sono addensati molti sospetti che si trattasse invece di un violento omicidio.

Attilio Manca è un giovane e brillante medico che lavora presso l’ospedale di Viterbo. E’ siciliano, di Barcellona Gotto di Pozzo, in provincia di Messina, ha un padre, una madre ed un fratello, Luca. Una famiglia normale, di gente che lavora e conduce una vita tranquilla. Attilio è un ragazzo brillante, studioso con molteplici interessi e passioni come la poesia, la musica e la scrittura. E’ talmente brillante negli studi di medicina che dopo aver discusso la tesi il suo professore lo invita a trasferirsi a Parigi per specializzarsi in urologia. In particolare si occupa delle nuove tecniche della chirurgia d’avanguardia, come la laparoscopia. “La laparoscopia è una tecnica chirurgica, comunemente detta anche chirurgia mininvasiva, che consente di esaminare organi e tessuti situati all'interno dell'addome e della pelvi (parte bassa della pancia) eseguendo delle piccole incisioni, a differenza della chirurgia tradizionale a “cielo aperto” che richiede tagli ”.

Attilio è brillante e ambizioso, l’impegno e lo studio ne fanno uno degli urologi più brillanti del paese. Giovane e determinato. Con davanti una carriera invidiabile e ricca di soddisfazioni. Ha tanti amici, ed è stimato dai colleghi. Anche al suo paese, Barcellona, intrattiene delle amicizie seppure difficili da coltivare per il suo lavoro e il fatto che viva ormai da tempo fuori. Una vita tranquilla e apparentemente serena. Il 12 febbraio 2004 la tragedia. Il corpo senza vita del giovane urologo viene rinvenuto all’interno del suo appartamento a Viterbo. Come accertato dall'autopsia disposta sul corpo, a causare la morte di Attilio un mix di eroina, alcool e Diapezam. Vista la sua consapevolezza di quanto questo mix potesse essere esplosivo, la tesi è che Attilio si è suicidato. Sul suo braccio sinistro i segni di due iniezioni! Familiari, amici e colleghi sono sconvolti dal dolore e fermamente convinti che Attilio non si sia tolto la vita. Meno che mai credono nella maniera più assoluta che fosse un tossicodipendente.

Non aveva nessun motivo per suicidarsi, Attilio era sereno e tranquillo, nessuna ombra sulla sua vita privata e professionale. Se fosse stato un tossicodipendente, qualcuno si sarebbe accorto. Attilio lavorava in sala operatoria, svolgeva un compito delicatissimo con concentrazione e totale dedizione. Qualità difficilmente riscontrabili ad una persona con il vizio della droga. Iniziano subito le stranezze, che non fanno altro che dare fondamento alle tesi di chi crede che Attilio non fosse un consumatore di droghe né tantomeno un suicida. Attilio è morto perché qualcuno l’ha ucciso, organizzando la messinscena del suicidio. Ha i segni di due iniezioni sul braccio sinistro. Peccato che sia mancino, al punto che con la destra non gli riesce di fare praticamente nulla. Un mancino puro! Ha il viso gonfio e tumefatto con il setto nasale rotto e un testicolo gonfio e pesto.

Sono segni inequivocabili di un pestaggio, finito iniettando nel suo corpo il mix mortale che lo uccide, per arresto cardio-circolatorio. La procura viterberse e gli organi di polizia hanno fretta di chiudere il caso, come suicidio di un tossico. Ma perché qualcuno, se non sposiamo la tesi del suicidio, ha voluto la morte violenta del giovane urologo? E’ se è stato un omicidio, nell’interesse di chi è stato perpetrato? La trasmissione “Chi l’ha visto” di Federica Sciarelli, nel maggio del 2005 parla del caso di Attilio Manca, ed il reportage giornalistico per la prima volta parla di un omicidio maturato nel modo della droga e di mafia. Mafia! I genitori rabbrividiscono e pensano subito ad una parentela pesante in odore di mafia. Ugo Manca, cugino di Attilio, è organico alle cosche di Barcellona, in attesa di giudizio per un processo per traffico di stupefacenti ed è intimo del boss Giuseppe Gullotti. Seppure formalmente Ugo Manca non è mai stato inquisito per mafia, è un personaggio “pesante”. Non c’è da stare sereni. Resta da capire il perché Cosa Nostra possa essere coinvolta nella morte di Attilio.…. (continua)