Fase 2: Solinas riapre, ma sindaci e vescovi contestano

  • Scritto da Effe_Pi

L’Anci regionale lamenta di non essere stata consultata, viste le molte responsabilità dei comuni, la conferenza episcopale prende le distanze dalla riapertura delle messe al pubblico.

L’ordinanza presentata ieri dal presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, che contiene diverse ipotesi di riaperture, anche se quasi tutte dall’11 maggio, non è piaciuta proprio a tutti. A criticarla anzitutto l’Anci, che non sembra aver gradito alcuni passaggi in cui si investono i sindaci della responsabilità di alcune aperture, come quelle di cimiteri o mercati rionali. "Prima di commentare - scrive il presidente Emiliano Deiana - occorre leggere l'Ordinanza nella sua completezza formale. Pur tuttavia, quando si assumono atti che investono la responsabilità di altri soggetti istituzionali ovvero i comuni e i sindaci, sarebbe buona prassi consultarli. Adesso aspettiamo il testo. Poi ciascuno eserciterà la propria responsabilità. Con prudenza, discernimento e senso di responsabilità".

LEGGI ANCHE | Cassa integrazione: all’Inps solo il 2% delle richieste previste dalla Sardegna

Le aperture non sembrano essere piaciute fino in fondo nemmeno alla chiesa sarda. "I vescovi sardi pur apprezzando l'attenzione che il presidente Solinas ha rimarcato verso l'apertura delle chiese alle 'celebrazioni eucaristiche', si riservano di leggere e valutare il testo  dell'ordinanza regionale che verrà firmata, tenendo conto che non sono stati consultati precedentemente e che decisioni di questo tipo competono unicamente all'Autorità ecclesiastica". Lo afferma in una nota il presidente della Conferenza, monsignor Antonello Mura.

E nel merito, anche dal governo viene un altolà alle decisioni della giunta sarda, in particolare a commentarle è stato il Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, secondo cui ci sono “alcuni dettagli di alcune ordinanze che andranno riviste. Penso a quella della regione autonoma della Sardegna che dà ai sindaci strumenti per verificare se le funzioni religiose possono essere esercitate. Non funziona così".