La vera storia dell'Odg leghista anti maschere sarde

  • Scritto da Effe_Pi

Polemica sull'Ordine del giorno di Zoffili contro i travisamenti del viso in pubblico, sui quali peraltro esiste già dal 1975 una norma specifica.

Ieri ha tenuto banco per tutto il giorno la vicenda dell'Ordine del giorno, approvato nell'ambito del voto parlamentare sul decreto sicurezza, con cui la Lega - primo firmatario il coordinatore del carroccio per la Sardegna, Eugenio Zoffili, ha chiesto una "stretta" per "vietare o limitare" l'utilizzo di "indumenti o accessori, di qualsiasi tipo, compresi quelli di origine etnica o culturale, che comportano in tutto o in parte l'occultamento del volto". Il rischiamo è a una norma già esistente, addirittura dal 1975, che impedisce di andare in piazza travisati, e infatti non si capisce il voto sull'Odg, che tra l'altro non è in nessun modo vincolante dal punto di vista normativo, se non a fini propagandistici anti musulmani e burqa. 

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In Sardegna molti hanno pensato alle maschere di Carnevale, che nel periodo di febbraio portano in piazza migliaia di sardi "travisati" e forse anche alla tradizione tutta sarda delle vedove in nero e velate, che per cultura vivono il resto della loro vita - dopo la scomparsa del marito - uscendo solo col viso almeno parzialmente velato. Forse Zoffili questa tradizione non la conosce, non risulta che infatti sia diffusa ad Erba, in provincia di Como. 

Ecco il testo originale dell'Ordine del giorno leghista:

Dopo le accuse piovute da più parti il leghista si è detto "molto soddisfatto dell’accoglimento in aula dell' ordine del giorno in cui come Lega abbiamo invitato il Governo a stringere le maglie dei controlli nei confronti di chi gira per le nostre strade con il volto coperto. Non si tratta solo di una questione di ovvio buon senso per garantire la sicurezza dei cittadini, pensiamo soprattutto a contesti sensibili come aeroporti, stazioni, scuole e ospedali, ma soprattutto di riaffermare alcuni principi che da secoli rappresentano i cardini della nostra civiltà". Tutti aspetti già previsti dalla legge - la "stretta" in questione quindi a cosa serve? oppure c'è qualcuno che può scrivere in una norma che è vietato il velo islamico e non quello sardo o di altre culture diffuse sul territorio italiano?