Spopolamento: troppe le case vuote in Sardegna

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

Secondo il rapporto sul patrimonio edilizio del Dossier Cna il 28% delle abitazioni sono vuote.

In Sardegna ci sono troppe abitazioni vuote. Si tratta di 261.120 case, il 28,2% del patrimonio edilizio totale della Regione. La maggior parte di queste abitazioni si trova all’interno di nuclei urbani molto piccoli: 143 centri che contano meno di 10 abitanti per un totale di 5.531 case vuote e 307 piccoli insediamenti urbani con una popolazione che va tra i 10 e i 49 residenti per un totale di 17.191 case.

Un vuoto che in realtà potrebbe diventare un patrimonio da valorizzare per dare nuove opportunità di crescita a questi piccoli borghi puntando sul turismo e sulle strutture ricettive. La Cna, che ha realizzato il dossier, chiede infatti alle istituzioni sarde di istituire un piano per salvare questi borghi dall’oblio destinandoli alla ricettività diffusa e creando dei moderni alberghi diffusi. In questo modo, anche i piccoli borghi destinati a scomparire potranno avere una chance di rinascita accogliendo i turisti in modo alternativo. Molti di questi centri infatti hanno caratteristiche storico-architettoniche di pregio che potrebbero attrarre il pubblico e l’indotto delle attività turistiche potrebbe diventare il volano per far decollare il rilancio di molte realtà in declino della Sardegna.

LEGGI ANCHE| Turismo sardo al top: recensioni positive e soddisfazione al 90%

In più - spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, presidente e segretario regionale della Cna - “L'attività di riqualificazione del patrimonio edilizio e degli spazi della vita comune potrebbe rappresentare un'opportunità di lavoro non trascurabile per le imprese artigiane locali”. "L'albergo diffuso è un modello di sviluppo che non crea impatto ambientale – continuano Piras e Porcu - ma contribuisce a recuperare e mettere in rete le strutture esistenti in un territorio. Ma questo processo fondamentale per la valorizzazione dei piccoli borghi presuppone un ruolo molto più attivo da parte delle amministrazioni pubbliche locali".

Il modello della ricettività diffusa in Sardegna è in espansione. Nell’Isola ci sono già 8 strutture riconosciute dall’Associazione nazionale alberghi diffusi, stesso numero del Lazio. La Sardegna è seconda solo alla Toscana e nel 2018 – tra alberghi diffusi e alberghi residenziali – ha accolto 192.756 arrivi.

Foto | HrodebertRobertus su Flickr