Nell'ultimo mese

Grillo tra secessione, indipendenza e propaganda

  • Scritto da Effe_Pi

Umberto BossiIl leader del M5S ipotizza un'Italia divisa in macro regioni sul modello leghista, ma sono idee sue o propaganda?

Il federalismo, l’unità d’Italia e le particolarità di territori diversi sono uno dei temi che ormai da decenni animano il dibattito politico. Alle ultime elezioni regionali in Sardegna, moltissimi candidati di tutti gli schieramenti facevano riferimento a una possibile indipendenza dell’isola o a una fortissima autonomia, declinata come sovranismo, anche se poi i risultati elettorali di queste forze (specie di quelle che puntano all’indipendenza) sono stati meno brillanti del previsto. Forse è il motivo per cui anche il leader indiscusso della più importante “nuova” forza politica italiana, Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, ha pensato di dover intervenire su questi argomenti, scatenando l’ennesimo focolaio di polemiche.

Fino a pochi giorni fa, nessuno conosceva la vena federalista (sarebbe meglio dire secessionista) dell’ex comico, che in un post sul suo blog dal titolo “E se domani” ha scritto che “per far funzionare l'Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l'identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie. E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l'annessione della Lombardia alla Svizzera, dell'autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d'Aosta e dell'Alto Adige alla Francia e all'Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene”. Come mai questa improvvisa simpatia di Grillo per un secessionismo di chiaro sapore leghista? I più maligni sostengono che è un modo per recuperare “a destra” i consensi di tante camicie verdi (o ex) in un momento in cui li potrebbe perdere “a sinistra” dopo le ultime prese di posizione ed espulsioni.

Altri credono che voglia semplicemente distogliere l’attenzione dai problemi interni del Movimento, poi c’è chi sostiene che stia cercando di recuperare voti persi al Nord dal M5S per le posizioni assunte sul reato di clandestinità, o addirittura chi pensa che stia cercando tramite queste continue boutade di ridimensionare la sua creatura (in piccolo) in modo da renderla più gestibile. Tra tutte queste dietrologie c’è però anche la possibilità che Grillo creda a quello che dice, almeno in parte: certo, la sua sparata sa molto di “bar dello sport”, come sottolineato da qualche osservatore, me le sue semplificazioni in passato sono state efficaci, anche se le diagnosi quasi mai azzeccate (più di un anno fa ha detto che l’Italia sarebbe fallita in pochi mesi). Forse ora Grillo “sente” un malcontento degli italiani verso il proprio paese, che potrebbe portarli a volersene staccare. È un sentimento sicuramente esistente, sembra invece dubbio che possa essere maggioritario: la Lega, principale sostenitrice di queste teorie, negli ultimi anni ha perso milioni di voti, le elezioni sarde non hanno certo dato quella spinta verso l’indipendenza che qualcuno sperava, e pochi anni fa gli italiani hanno bocciato con un referendum la riforma costituzionale “secessionista” approvata dal centrodestra.

Del resto, se Beppe Grillo ci avesse creduto davvero poteva candidare il M5S in Sardegna su posizioni indipendentiste (anche se lui parla di "referendum sull'autonomia) o appoggiare Michela Murgia, come pure a un certo punto sembrava plausibile: il fatto che sia una posizione più elettoralistica lo si capisce anche dalle idee dell’ex comico sulla stessa Lega Nord. Come ricordato ieri da uno dei primi espulsi del movimento, Giovanni Favia, Grillo parla dello stesso fondatore dei “padani”, Umberto Bossi, in modo molto diverso a seconda della zona dove fa campagna elettorale: durante un comizio in Veneto lo ha definito un possibile statista “con due palle così”, che ha iniziato facendo politica “tra la gente”, che nessuno pensa possa avere rubato ed è stato invece “fatto fuori” perché faceva vera opposizione, mentre in Sicilia lo ha definito “quell’altro coglione di Bossi” che quando parla emette suoni incomprensibili e ha “preso i soldi” con “quell’altro coglione di suo figlio”.

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