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Agnello di Pasqua: allevatori sardi contro Berlusconi

  • Scritto da Effe_Pi

Ostilità nell’isola per la svolta “animalista” dell’ex premier, ma resta la carne preferita per le feste pasquali, la mangerà più di un italiano su due.

Adottare un agnello a Pasqua come ha fatto l’ex premier Silvio Berlusconi (anche se in realtà erano cinque)? “una follia, meglio sarebbe adottare un allevatore in difficolta a causa della crisi", secondo il presidente del Consorzio Agnello di Sardegna Igp, Battista Cualbu, che ha replicato così alla svolta animalista dell’ex premier, dopo la sua foto in cui allatta con un biberon il piccolo e tenero 'Fiocco di neve'. "Dalla politica, soprattutto se ai massimi livelli", ha aggiunto Cualbu, che è anche presidente regionale della Coldiretti, "ci saremmo aspettati maggiore attenzione per il mondo produttivo". Il presidente del Consorzio ricorda che "per natura l'uomo e cacciatore e carnivoro" e che "la carne di agnello sardo fa parte della dieta mediterranea, un prodotto che, nei secoli, ha consentito alla Sardegna di essere una delle cinque zone del mondo dove si vive più a lungo e in salute".

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Ma, attacca Cualbu, "vogliono convincerci a mangiare cibi prodotti in laboratorio affermando che avrebbero minore impatto sull'ambiente mentre non sappiamo quali effetti potrebbero avere sulla salute dell'uomo". Il presidente della Coldiretti, a questo proposito, svela "il segreto" degli agnelli sardi che, sottolinea, "si nutrono con il solo latte delle madri allevate allo stato brado" spiegando come "il modo tradizionale di brucare delle pecore aumenti notevolmente nella carne i contenuti di alcune sostanze fondamentali che vengono trasmesse completamente all'uomo". Sostanze che "aiutano lo sviluppo cerebrale e la vista nei bambini più piccoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale". E infatti, sottolinea, "i pediatri consigliano l'omogeneizzato di carne di agnello per i bambini appena svezzati".

Nonostante la presa di posizione del leader di Forza Italia, comunque, la carne di agnello resta l'alimento più rappresentativo della tradizione pasquale per la maggioranza degli italiani, visto che verrà servita quest'anno in più di una tavola su due (52%) nelle case, nei ristoranti e negli agriturismi. Lo dice un’indagine della stessa Coldiretti/Ixe, secondo cui il tradizionale pranzo di Pasqua sarà un’occasione per recuperare i piatti della transumanza tramandati da secoli (in Abruzzo agnello cacio e ova, il molisano agnello sotto il coppo, nel Lazio l'abbacchio alla scottadito), con l'effetto di consentire la sopravvivenza di un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversità del territorio. Secondo un'analisi Coldiretti sono 60mila gli allevamenti di pecore presenti in Italia, spesso concentrati nelle aree più marginali del Paese, per un patrimonio 7,2 milioni di animali, situati in maggioranza in Sardegna. Una tradizione secolare che - conclude l’associazione - viene trasmessa da generazioni a generazioni, ma si assiste anche da una crescente presenza di nuovi giovani pastori impegnati a garantire il presidio del territorio.

Foto | Fabio Ingrosso su Flickr

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