Nell'ultimo mese

Ecco la App per segnalare gli alieni del mare

  • Scritto da Effe_Pi

L'ha realizzata l'ISPRA e utilizzandola tutti i cittadini potranno inviare ai ricercatori che si occupano del Mediterraneo le foto delle specie alloctone avvistate per inserirle in un'apposita banca dati di tutela del nostro mare.

Nasce la App che consente di segnalare gli avvistamenti di specie “aliene” nei nostri mari, in primis quelli della Sardegna. A realizzarla è stato l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell’ambito del progetto MITO (Multimedia Information for Territorial Objects), che in realtà crea una vera e propria piattaforma web open source (quindi aperta e gratuita) per consentire la partecipazione dei cittadini alle attività di ricerca scientifica e protezione dell’ambiente. La tecnologia sviluppata dall’ente pubblico, in collaborazione con sette università del Sud Italia, per il momento è stata applicata ad una banca dati delle specie marine alloctone creata dai ricercatori della sede ISPRA di Palermo: in pratica, qualsiasi pescatore, operatore del settore, singolo cittadino o associazione che li raggruppa, potranno tramite un apposito sito web e una App per Android liberamente scaricabile, segnalare i loro incontri con le specie aliene.

Si tratta di pesci, molluschi, alghe e altre forme di vita che secondo molti rappresentano il principale rischio per la biodiversità nel Mediterraneo: agli scienziati si possono inviare informazioni sulla profondità marina a cui è stata avvistata la specie e una nota informativa, a cui va poi allegata una foto geo-referenziata, da cui quindi si può risalire alla posizione dove si trovava la specie fotografata.  Uno sviluppo importante e innovativo del concetto di “Citizen Science”, quindi, che secondo il comunicato dell’istituto verrà presto applicato anche ad altri settori ambientali, come le scoperte legate alla biodiversità.

È quanto accadrà ad esempio con la segnalazione delle specie terresti “in collaborazione con il Centro Nazionale di Inanellamento (rete EURING), integrando il tutto nel Network Nazionale della Biodiversità”. La tecnologia MITO sarà quindi utilizzata in futuro a più livelli, dall’applicazione della Convenzione di Barcellona sulla tutela del Mediterraneo, con lo sviluppo della piattaforma di condivisione dati infoMAP del Centro INFO/RAC dell’UNEP/MAP, vale a dire delle Nazioni Unite, fino a utilizzi di Protezione Civile o legati all’Esercito. Speriamo che in tempi di referendum sulle trivelle sempre più sardi si ricordino che non è solo l’inquinamento il problema del nostro mare, ma anche se non soprattutto la diffusione di specie aliene sempre più aggressive che vanno dalle mucillagini fino alle “innocue” vongole che ogni giorno finiscono sulle tavole dei nostri ristoranti.  

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