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Ecoreati: fatta la legge tagliati i controlli

  • Scritto da Effe_Pi

Ecoreati Terra fuochiLa norma sui reati commessi contro ambiente e territorio è in dirittura d'arrivo ma intanto un'interrogazione evidenzia i tagli contro chi deve individuarli.

L’Italia probabilmente avrà presto, dopo anni di discussioni, una normativa sugli ecoreati, quelli commessi contro l’ambiente e il territorio. Resta da vedere chi potrà individuarli e punirli, visto che negli ultimi anni i tagli alle istituzioni preposte si sono succeduti senza soluzione di continuità, e l’andazzo non sembra essere cambiato nemmeno con il “cambio di verso” del Governo Renzi. La vicenda è arrivata in Parlamento proprio mentre le camere discutono sul Ddl Ecoreati, cercando di accelerare al massimo i tempi, visto che proprio oggi il Senato ha votato contro la proposta di rinviare l’esame del testo a martedì prossimo. Ma mentre si va avanti sulle norme sembra che si torni indietro sui finanziamenti a chi deve farle rispettare, ad esempio l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), l’ente nazionale che si occupa delle ispezioni all’Ilva come della vigilanza sul deposito nucleare, gli studi sul dissesto idrogeologico e la valutazione dei danni causati dall’incidente alla Concordia, per fare qualche esempio.

Un istituto che da anni viene però soffocato da tagli e difficoltà di vario tipo, secondo quanto racconta un’interrogazione parlamentare presentata nei giorni scorsi dai deputati di Sel (Sinistra ecologia libertà) Filiberto Zaratti e Serena Pellegrino, sottoscritta anche da Pippo Civati, leader della minoranza Pd. Nel documento, indirizzato al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti (che ad oggi non risulta avere ancora risposto), si ricorda che dal 2008 (anno della nascita dell’Ispra) ad oggi, il “contributo ordinario è passato da euro 93.442.626,00 del 2007 a 82.380.000,00 del 2015”. Un taglio quindi di 11 milioni di euro, ancora più pesante se si considera che nello stesso periodo “il costo del personale, seppure in presenza di un aumento delle unità a tempo indeterminato nello stesso periodo da 926 a 1200, è diminuito da euro 86.986.393,66 a euro 69.768.663,00”. Secondo i tre parlamentari, nello stesso spazio temporale sarebbero diminuite anche le spese di gestione (vigilanza, manutenzioni, pulizie ed utenze di vario tipo), passate “da euro 14.212.588,25 a euro 8.468.141,00”. Insomma, nonostante l’Ispra abbia fatto tutto il possibile per risparmiare, dal Governo non arrivano segnali di aiuto, il che fa immaginare una volontà di indebolire quello che, con tutti i suoi limiti, dovrebbe essere un presidio dell’interesse pubblico in campo ambientale.

Infatti, i deputati chiedono al Ministro quali siano “le azioni che si intendano adottare affinché l'Ispra possa continuare a svolgere gli specifici compiti e le precipue attività statutarie di controllo, protezione e ricerca nel campo ambientale, considerato che nonostante la costante diminuzione della spesa per il personale, ad oggi sono ancora presenti all'interno dell'ente circa 130 lavoratori precari, decine dei quali in scadenza di contratto nei prossimi mesi e che per assenza di fondi l'amministrazione Ispra dichiara ad oggi di non poter rinnovare”. Il sospetto, che i deputati di sinistra condividono col Movimento 5 Stelle, è che l’indebolimento dell’ente pubblico sia una strategia per avere maggiore “mano libera” su iniziative a forte impatto ambientale, ad esempio quelle trivellazioni in terra e mare previste dallo “Sblocca Italia”, e in generale meno “Lacci e lacciuoli” nello sfruttamento del territorio. Sospetto accentuato dal fatto che mentre si taglia l’Ispra – conclude l’interrogazione - “sono state affidate dallo stesso Ministero ingenti risorse pubbliche a Società private in house come Sogesid, che solo nel corso del 2012 ha fatturato oltre 23 milioni di euro, di cui 13,7 girati dal medesimo Ministero, per attività di supporto tecnico che potrebbero essere adeguatamente svolti dall'Istituto, secondo i propri specifici compiti statutari”. Eppure, c'è chi è consapevole che la ricerca pubblica potrebbe "sollevare" lo Stato, almeno in modo figurato, come nello spot per le prossime elezioni sindacali che Usb (Unione sindacale di base) ha diffuso in questi giorni, e che potete vedere qui di seguito.

 

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