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Quirinale 2015: Mattarella o altre sorprese?

  • Scritto da Effe_Pi

Sergio MattarellaDomani potrebbe diventare Presidente della Repubblica l'ex vicepresidente del consiglio della sinistra DC, che piace a molti ma a cui viene però imputata la scarsa chiarezza sull'uranio impoverito.

Sembra già tutto deciso per quanto riguarda il Quirinale e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica: potrebbe essere eletto già domani Sergio Mattarella, storico esponente della sinistra DC, sulla cui storia sembrano essere d’accordo in molti, di tutti gli schieramenti politici. Dell’ex vicepresidente del consiglio si ricorda il suo essere un costituzionalista, aver lottato contro la mafia (tanto che suo fratello Piersanti venne ucciso da Cosa Nostra) e l’essere uscito dal governo ai tempi della Legge Mammì pro Berlusconi, ma dall’altro lato i critici ricordano come fosse vice premier ai tempi della guerra in Jugoslavia e le sue mancate risposte sull’uranio impoverito, vicenda che riguarda anche molti militari sardi morti o ammalatisi negli ultimi decenni.

Intanto, tutti i partiti votano i loro candidati di bandiera, nella seconda votazione (in cui Pd e Forza Italia hanno scelto ancora la scheda bianca), hanno ottenuto voti l’ex magistrato Ferdinando Imposimato (dal Movimento 5 Stelle), i giornalisti Vittorio Feltri (Lega Nord e Fratelli d’Italia) e Luciana Castellina (SEL), ma anche Stefano Rodotà, votato dai fuoriusciti del M5S. Non si sono visti invece partiti o gruppi scegliere il candidato sardo che è venuto fuori dalla rete, in particolare da un articolo dello scrittore Cristian Raimo: si tratta del sociologo Luigi Manconi, ex Lotta Continua, ex leader dei Verdi e attuale senatore democratico. Manconi è “endorsato” da Raimo per il suo garantismo, la credibilità istituzionale, il fatto di essersi battuto contro i casi di “Malapolizia” (Cucchi etc.) e tanti altri aspetti positivi, che però non sembrano essergli bastati per entrare seriamente in lizza per il Quirinale.

A scanso di nuovi “tradimenti” e ribellioni dei 101 come quelle del 2013, che costarono la presidenza della Repubblica a Romano Prodi, quindi domani sarà Mattarella il nuovo inquilino del Quirinale: una scelta che, come detto, non è esente da critiche. Se ne fanno interpreti alcuni esponenti 5 Stelle come il senatore sardo Roberto Cotti, ma non solo, che mettono in evidenza il silenzio e le contraddizioni dell’allora (era il 2000) ministro della Difesa sulla vicenda dell’uranio impoverito, costato la vita a molti militari dell’isola e non solo. Come ricordano articoli e inchieste giornalistiche dell’epoca, i discorsi di Mattarella sull’argomento furono infarciti di “non so” e non sono pochi ad accusarlo direttamente di aver fatto naufragare la commissione d’inchiesta sull’argomento e di aver “coperto” i rischi che correvano i nostri soldati.

 

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