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No al deposito nucleare: la regione sarda si schiera

  • Scritto da Effe_Pi

Centrale nucleareIl Consiglio regionale vota contro la possibilità che il deposito nazionale delle scorie atomiche su cui il governo sta decidendo venga costruito nell'isola.

La Sardegna si schiera con decisione contro l'ipotesi di ospitare il deposito permanente italiano delle scorie nucleari, che dovrebbe contenere tutti i "rifiuti" atomici creati dalle vecchie centrali nucleari sparse per il paese (a Latina, Garigliano, Trino Vercellese e Caorso) e da tempo chiuse e in fase di dismissione. Il governo dovrebbe infatti annunciare a breve i "criteri" per le costruzione di questo deposito, e tra le aree che potrebbero essere "nominate" c'è anche il territorio sardo, da sempre tra i maggiori indiziati per l'isolamento e l'assenza di rischio sismico. Questa volta però anche la Regione, in particolare il Consiglio regionale, sembra deciso ad opporsi con decisione ad ogni ipotesi di scorie in Sardegna: ieri è stato infatti votato un ordine del giorno presentato all'assemblea di via Roma da Antonio Solinas del Pd, in cui si ricorda la contrarietà dell'assemblea a qualsiasi ipotesi di inserimento dell'isola  ''fra le aree idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi''.

''Si tratta di un argomento non di parte che riguarda tutta la Sardegna, già affrontato in precedenti legislature. La Sardegna - ha spiegato Solinas - è tornata in qualche modo all'attenzione del governo dopo
l'approvazione di un provvedimento legislativo che fissa al 31 dicembre di quest'anno la predisposizione di un programma nazionale che prevede anche l'individuazione del sito unico per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi''. In un recente incontro delle commissioni competenti di Camera e Senato, è stato annunciato, ha proseguito Solinas, ''che fra una  settimana saranno pubblicati sia l'elenco dei siti idonei che le linee guida per lo smaltimento dei materiali, linee che in effetti già si conoscono: stabilità geologica, isolamento da infrastrutture umane, protezione da condizioni meteo estreme, tutto fa pensare che si tratti della Sardegna''. Però i sardi, ha osservato il consigliere del Pd, "si sono già espressi dicendo che sulla nostra terra non c'è spazio per siti nucleari di qualunque tipo; c'è stato un referendum svoltosi nel maggio del 2001 che ha avuto il 97% dei voti, bisogna ricordare queste cose al governo nazionale e alla Sogin, con correttezza ma anche con molta fermezza".

L'assessore delle Riforme, Gianmario Demuro, in rappresentanza della Giunta regionale ha ribadito la contrarietà dell'esecutivo ''ad accogliere le scorie nucleari nell'isola: la Giunta ha confermato la fermezza con cui vigilerà per contrastare con ogni mezzo tutte le iniziative che vogliono stoccare in Sardegna scorie nucleari''. Demuro ha illustrato i punti che l'esecutivo utilizzerà per difendere l'isola e i sardi nel confronto con il governo: punterà sul grande sacrificio della Sardegna già gravata da servitù militari, ''che hanno inquinato i siti'', sull'insularità che renderebbe altamente rischiosi i trasporti. ''Il deposito delle scorie in Sardegna creerebbe - ha continuato Demuro - un grave pregiudizio per le azioni di valorizzazione ambientale dell'isola e per l'industria turistica, oltre al grave rischio per la salute''. A nome della giunta l'assessore ha anche annunciato la condivisione della mozione.

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