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Srebrenica: 22 anni dal massacro ma le guerre continuano

Il ricordo della strage in Bosnia da parte del coordinatore di Pax Christi, che ricorda le guerre di oggi, portate avanti anche con armi made in Sardegna.

Sono passati 22 anni dal massacro di Srebrenica, il più grave in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, e bisogna ricordarlo, anche perché le guerre continuano. Lo ricorda don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, che parla delle "Oltre 8mila persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime". La guerra in Bosnia Erzegovina ha lasciato tracce indelebili, don Sacco aggiunge di aver "avuto modo di incontrare in questi anni alcuni familiari delle vittime di Srebrenica" e "sempre quando si guarda a una guerra bisogna partire dalle vittime.
Inoltre, è necessario "ricordare e guardare anche alle guerre di oggi, partendo dalle vittime". "Perché- osserva ancora- se le guerre le fanno gli altri, è più facile condannarle. Se siamo coinvolti in qualche modo anche noi è più difficile averne notizia ed è più difficile condannarle: Afghanistan, Iraq, Yemen". Qui ad esempio "bombardamenti da parte dell'Arabia Saudita anche con bombe made in Italy. Da tanto tempo lo denunciamo: bombe della Rwm di Domusnovas, in Sardegna, continuano a partire per Riyad", per cui “molti oggi faranno memoria del massacro di Srebrenica e avranno parole di condanna e impegno perché certe cose non succedano più. Poi però le scelte di guerra continuano a essere quelle più vincenti".

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