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Ricerca: accordo Università di Sassari - Infn

  • Scritto da Effe_Pi

Relitto SinisL'istituto per la fisica nucelare collaborerà con l'ateneo che sarà quindi coinvolto in importanti attività  internazionali.

Accordo sulla ricerca tra l’Università di Sassari e l’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), per promuovere “la ricerca scientifica sui temi di comune interesse”. Un'intesa tra i due enti finalizzata allo scambio delle conoscenze sviluppate nelle attività di ricerca e alla reciproca assistenza nelle attività di formazione. La collaborazione – viene spiegato in una nota dell'università e dell'istituto - è favorita dalla presenza a Sassari di docenti impegnati nelle attività di ricerca di interesse dell'Infn, pertanto tutto l'ateneo e i suoi studenti potranno usufruire di collaborazioni nazionali e internazionali e accedere a strumentazione scientifica modernissima.

L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che svolge attività di ricerca, teorica e sperimentale, nei campi della fisica subnucleare, nucleare e astro particellare, intende favorire lo sviluppo delle attività didattiche “e la preparazione di figure professionali altamente qualificate, con azioni di sostegno e rafforzamento ai dottorati di ricerca, ai corsi di diploma e di laurea, ai corsi di perfezionamento e di master e alle scuole di specializzazione. Questa azioni saranno portate avanti sia con l'utilizzo di proprie risorse e laboratori sia con l'acquisizione di risorse da programmi nazionali, internazionali e comunitari”.

Tra l'Università sassarese e l'Infn è da tempo in atto una collaborazione che coinvolge i docenti di Fisica, in particolare quelli del Dipartimento di Chimica e Farmacia. Le attività di ricerca comune vanno dalla Fisica delle Interazioni Fondamentali, alla Fisica Applicata, fino alla Medicina, Biologia, Beni Culturali e Ambiente. Tra le più recenti viene ricordata la collaborazione con il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell'INFN, l'Università e la sezione INFN di Milano Bicocca per lo studio del piombo dei lingotti romani recuperati dal Relitto di Mal Di Ventre, nelle acque del Sinis.

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