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GLENCORE ACCUSATA DI EVASIONE PER 120 MILIONI

  • Scritto da Effe_Pi

fumi tossiciLa multinazionale svizzera della metallurgia è proprietaria della Portovesme Srl.

Sono 120 i milioni di euro che sarebbero stati evasi dalla Glencore, società metallurgica svizzera che in Sardegna possiede lo stabilimento della Portovesme Srl. Lo dice un comunicato della Guardia di Finanza, che non rende esplicito il nome della multinazionale ma ne traccia un preciso identikit: si dichiara infatti che la società, “leader in Italia nella produzione di piombo e zinco” ha stabilimenti produttivi “nel bacino del Sulcis-Iglesiente” e avrebbe frodato il fisco attraverso “un'articolata pianificazione fiscale internazionale”.

Il sistema si chiama "transfer pricing" e individua il fenomeno dell'indebito trasferimento di utili tra società residenti e non residenti, appartenenti allo stesso gruppo aziendale, mediante operazioni al di sotto o al di sopra del valore normale. In sostanza, con l'alterazione del valore al quale avvengono le transazioni cosiddette "intercompany", si realizzerebbe uno spostamento di imponibile da Stati a elevata fiscalità (come l’Italia) verso territori caratterizzati da una minore pressione fiscale (il gruppo ha interessi in paesi come, tra gli altri, Burkina Faso, Mauritania, Zambia, Cile, Colombia).

L'attenzione delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma si è soffermata  sulla circostanza che la società italiana del gruppo, nata da un'operazione straordinaria (conferimento di un ramo d'azienda in una new company), sin dalle sue origini non aveva mai dichiarato utili, ma soltanto ingenti perdite fiscali, situazione ritenuta anomala visto l'importante ruolo assunto a livello internazionale e gli utili registrati, invece, dal gruppo elvetico di appartenenza. Si è quindi scoperto che la società basata nel Sulcis acquistava le materie prime da quella Svizzera ad un prezzo eccessivamente elevato, tale da non consentire la maturazione di un risultato economico positivo che rispecchiasse le reali funzioni svolte e i rischi assunti in Italia.

La succursale sarda del gruppo era già stata al centro di polemiche in passato per l’eccessivo inquinamento causato nell’area; uno dei suoi manager poi è stato di recente condannato per aver versato nel 2011 una tangente (9000 euro in banconote di grosso taglio) all’ex sindaco di Portoscuso, che avrebbe ricevuto anche favori sessuali, per agevolare la costruzione di un parco eolico. La Portovesme Srl è finita sotto processo (e due suoi manager sono stati già condannati in appello) anche per aver sotterrato abusivamente 10mila metri cubi di scarti industriali, cioè 15mila tonnellate di rifiuti tossici e nocivi, a Settimo San Pietro, Serramanna e sotto il manto stradale dell’ospedale Businco di Cagliari.

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