Nell'ultimo mese

Per Pigliaru una giunta di professori e donne

  • Scritto da Effe_Pi

Governatore PigliaruPochi politici nel nuovo governo della Sardegna, per il governatore subito molti dossier difficili ereditati da Cappellacci.

Le università di Cagliari e Sassari trasferiranno le loro sedi in Viale Trento, al palazzo della Regione? E' una battuta che circola in Sardegna, dopo che ieri il neo governatore Francesco Pigliaru ha finalmente, dopo l'estenuante attesa per i riconteggi delle schede elettorali, presentato la nuova giunta che governerà l'isola nei prossimi anni. Uno scherzo giustificato dal fatto che della squadra di Pigliaru faranno parte ben sei docenti universitari oltre al presidente stesso, quindi la maggioranza del totale, visto che la giunta è composta da tredici persone. Cinque gli assessori donne, da Claudia Firino (unica esponente di Sel e project manager del Cnr, 35 anni) all'Istruzione e Cultura, per proseguire con Virgina Mura (dirigente del ministero) al Lavoro, Elisabetta Falchi, presidente regionale di Confagricoltura, all'Agricoltura, Maria Grazia Piras, ex direttore dell'Api Sarda all'Industria e Donatella Spano, prorettore dell'ateneo di Sassari, all'Ambiente.

Il nuovo assessore alla Programmazione e Bilancio è invece l'economista Raffaele Paci, mentre all'Urbanistica è stato designato il presidente regionale dell'Anci Cristiano Erriu; La delega ai Trasporti va al docente cagliaritano di Diritto della Navigazione, Massimo Deiana, e il nuovo assessore ai Lavori Pubblici è l'ex consigliere regionale del Psd'Az Paolo Maninchedda, oggi del Partito dei Sardi. Per l'assessorato agli Affari Generali è stato scelto il costituzionalista Gianmario Demuro, mentre il Turismo è stato affidato a Francesco Morandi, presidente del corso di economia e management del Turismo a Olbia e la delega alla Sanità è andata all'ematologo Luigi Arru. Insomma una giunta con pochi politici, molte donne, che cercherà di compensare il suo aspetto forse un po' troppo "tecnico" in un momento in cui alla Sardegna servono scelte politiche anche coraggiose, con quello che il governatore ha definito "il dialogo con il Consiglio regionale".

Tra i primi dossier sul tavolo di Pigliaru, l'edilizia scolastica, i servizi per il lavoro, la formazione professionale e la semplificazione burocratica. C'è poi il grosso problema dei vincoli di spesa del patto di stabilità "che però non può essere un alibi per le risorse che non spendiamo bene", ha spiegato il presidente: sul piatto poi i nodi dei trasporti marittimi interni con la controllata Saremar, che nelle intenzioni andrebbe privatizzata, e la richiesta di fallimento avanzata nei confronti del gestore idrico Abbanoa, di proprietà della Regione. Si lavorerà sicuramente anche sulla contestata revisione in extremis da parte della Giunta Cappellacci del Piano paesaggistico regionale scritto a suo tempo da Soru, che pure è da modificare, dice il professore, "perché gli investimenti dei privati, quelli di qualità che non consumano territorio, possano dispiegarsi normalmente". Insomma, una serie di incognite da cui si vedrà, in tempi brevi, la reale capacità di cambiare passo della nuova giunta rispetto a un passato di immobilismo e smantellamento delle poche norme davvero tutelanti per il territorio sardo che si è visto negli ultimi anni.

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