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Fluorsid: terreni e pc sequestrati. Continua l'indagine sui rifiuti interrati

  • Scritto da Paolo Ardu

Sono diventati 43 gli ettari di terreno su cui la magistratura ora indaga per dimostrare l'inquinamento della Fluorsid. E il caso non sembra certo concluso.

Dopo il sequestro di quattro terreni nel cagliaritano (due ad Assemini, uno nello stabilimento Fluorsid di Macchiareddu e un altro nelle campagne di Monastir, 13 ettari in tutto) avvenuto nei giorni successivi all'arresto dei vertici della società di Tommaso Giulini, presidente del Cagliari calcio che ha portato all'arresto di sette persone con l'accusa di disastro ambientale e associazione a delinquere, all'inchiesta sull'inquinamento da rifiuti industriali e pericolosi si aggiunge un nuovo tassello.

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Il Corpo forestale regionale, su decreto firmato dal sostituto procuratore che coordina l'indagine, Marco Cocco, ha sequestrato altri 9 terreni, 20 ettari affidati in custodia al consorzio Cacip in cui si ipotizza che sarebbero stati interrati irregolarmente rifiuti, ed ha effettuato perquisizioni all'interno degli uffici della Fluorsid e della ditta Bollani, che lavora in appalto per l'azienda di Macchiareddu, sequestrando computer e documenti. La ditta Bollani era finita nell'inchiesta già nelle prime fasi dopo l'arresto di due operai e dello stesso titolare dell'azienda.

Sono ora ben 13 i terreni incriminati, una superficie di ben 43 ettari. L'inchiesta sull'inquinamento da fluoro e altre sostanze altamente nocive, discussa di recente anche sui banchi del Senato, non sembra esaurirsi e, in attesa dei risultati di laboratorio dell'Arpas per sapere quali siano i livelli di contaminazione dei primi terreni presi in esame, continua.

Foto | SalvatoreM su Flickr



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