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I riti della Settimana Santa in Sardegna: Calendario eventi

  • Scritto da Gi_Ci

La settimana santa in SardegnaOgni giorno della Settimana Santa la Chiesa rimembra un atto della vita di Gesù precedente la Pasqua; la liturgia ufficiale detta i ritmi alle celebrazioni e s'incrocia con le sacre rappresentazioni.

Pubblichiamo un estratto dal volume "I riti della Settimana Santa in Sardegna" pubblicato dalla IMAGO Multimedia di Nuoro, che ci ha gentilmente concesso la possibilità di diffondere e valorizzare un'altro aspetto della ricchezza culturale della nostra Isola: la commemorazione e i riti della Santa Pasqua.

Uno degli obiettivi della nostra iniziativa editoriale è la valorizzazione e diffusione delle eccellenze sarde, siano esse culturali, tecnologiche, economiche e imprenditoriali, e la IMAGO Multimedia rientra certamente in una di queste categorie.


La settimana santa in SardegnaCALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI

Domenica delle Palme: sei giorni prima della sua morte Gesù entrò a Gerusalemme: fu accolto da una folla festante con palme e olivi in segno di benedizione. L’evento è ricordato con una processione, durante la quale i fedeli portano rami di palma e olivo, e la lettura della Passione.

Riti paraliturgici: sas Prammas (mattina).

Lunedì e Martedì Santo: si rievocano gli atti di Gesù che si prepara alla Passione, in particolare la Preghiera del Getzèmani.

Riti paraliturgici: sos Misterios (pomeriggio e sera del Lunedì, mattina e pomeriggio del Martedì).

Mercoledì Santo: si rievocano la flagellazione e la coronazione di spine.

Riti paraliturgici: si preparano le celebrazioni del Triduo. In alcune località s’inscena una processione con il simulacro della Madonna Addolorata.

Giovedì Santo: Con la Missa in Coena Domini (rievocazione de L’ultima cena) si dà l’avvio al Triduo Pasquale. I temi sono l’istituzione dell’Eucaristia e il comandamento dell’amore fraterno. Si mette in scena la lavanda dei piedi, la deposizione del Santissimo nel sepolcro (una cappella addobbata della chiesa) e si pratica l’adorazione eucaristica. Al termine delle celebrazioni si spogliano gli altari. Sino al Sabato si rimuovono o si velano le croci in chiesa, si toglie l’acqua benedetta dalle pile. Le campane vengono legate. I discepoli si privano della celebrazione eucaristica fino alla veglia della Resurrezione.

Riti paraliturgici: su Lavabu, sos Sepurcros, Sas chircas, S'Incravamentu (dal pomeriggio alla notte). Al posto delle campane suonano matràccas e rainèddas.

Venerdì Santo: è la giornata più intensa e toccante. È un giorno aliturgico (privo della celebrazione eucaristica). Si mettono in scena la velazione-svelazione della croce, le processioni con le statue e il simulacro del Cristo morto. Momento centrale della celebrazione in chiesa è l’adorazione della Croce, davanti alla quale i sacerdoti e i fedeli si inginocchiano o fanno un gesto di venerazione.

Riti paraliturgici: Via Crucis, Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata (mattina e pomeriggio), S'Iscravamentu (sera).

Sabato Santo: è il giorno del silenzio e dell’attesa. Anticamente era segnato da un severo digiuno fino alla celebrazione della Veglia. Si medita la discesa agli inferi di Gesù per redimere e liberare i santi. Si slegano le campane e la sera si celebra la Resurrezione con la Veglia Pasquale. Sul sagrato della chiesa si accende un falò, come si faceva per i riti pagani, si benedice il fuoco da cui si accende il nuovo cero pasquale, simbolo del trionfo della luce di Cristo sulle tenebre. Il sacerdote incide sul cero una croce, l’Alfa, l’Omega e le cifre dell’anno in corso. Poi conficca nel cero cinque grani di incenso a ricordo delle piaghe inflitte a Gesù. Al termine della messa il sacerdote benedice l’acqua del fonte battesimale spargendola ai quattro punti cardinali, vi alita in forma di croce e infine immerge il cero nell’acqua.

Riti paraliturgici: coincidono con la liturgia ufficiale. In alcune zone il focolare di casa viene spento per essere riacceso con il fuoco benedetto.

Domenica di Pasqua: è il giorno che celebra la Resurrezione del Cristo.

Riti paraliturgici: s’Incontru (mattina). Per l’occasione vengono confezionati pani decorati con uova.


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