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I riti della Settimana Santa in Sardegna: Su lavabu

  • Scritto da Gi_Ci

Su lavabuOgni giorno della Settimana Santa la Chiesa rimembra un atto della vita di Gesù precedente la Pasqua; la liturgia ufficiale detta i ritmi alle celebrazioni e s'incrocia con le sacre rappresentazioni.

Pubblichiamo un estratto dal volume "I riti della Settimana Santa in Sardegna" pubblicato dalla IMAGO Multimedia di Nuoro, che ci ha gentilmente concesso la possibilità di diffondere e valorizzare un'altro aspetto della ricchezza culturale della nostra Isola: la commemorazione e i riti della Santa Pasqua.

Uno degli obiettivi della nostra iniziativa editoriale è la valorizzazione e diffusione delle eccellenze sarde, siano esse culturali, tecnologiche, economiche e imprenditoriali, e la IMAGO Multimedia rientra certamente in una di queste categorie.


Su lavabu

Su lavabuNel pomeriggio, dopo l’omelia della Missa in Coena Domini, ha luogo la lavanda dei piedi.

Non vi sono pratiche paraliturgiche specifiche, poiché la messa in scena in ricordo dell’evento narrato nei Vangeli è prerogativa della liturgia ufficiale.

Nella prassi orientale era usanza offrire acqua all’ospite perché si lavasse i piedi impolverati dal viaggio.

Al termine della Cena Pasquale Gesù s’inginocchiò per lavare i piedi agli Apostoli. Fin dalle origini l’atto si prestò molto bene alla teatralizzazione poiché Gesù stesso ne richiese la reiterazione ai suoi discepoli: “Affinché come ho fatto io, facciate anche voi”.

La tradizione liturgica, di cui si hanno le prime testimonianze del V secolo, proviene così dalla Chiesa di Gerusalemme, dove veniva inteso come atto simbolico, provocatorio ed esemplare, che esprimeva il mandatum di Cristo. Il gesto fu accentuato nella tradizione monastica in riferimento all’accoglienza degli ospiti.

Entrò nella liturgia romana verso il VII secolo, quando assunse il significato di un atto di umiltà: lavare i piedi è la metafora di un umile e pratico amore verso il prossimo. È questa la lezione del Giovedì Santo.

La messa in scena è prerogativa del sacerdote, che si porta davanti ai dodici Apostoli, impersonati dai membri della Confraternita o dai chierichetti, versa l’acqua sui loro piedi e li asciuga.

Durante il rito si cantano alcune antifone e talvolta dei gòsos. Dopo il rito in alcuni paesi si svolge sa Suchena, cena a base di pesce, erbe non condite e dolcetti fritti, cui possono partecipare solo i Confratelli. Il pasto viene consumato in religioso silenzio, rotto alla fine solo dal canto del Miserere.


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