Valentino: lo scheletro della balena arenata sarà rimosso

  • Scritto da Effe_Pi

Quel che resta del cetaceo che da giorni sosta sulla spiaggia di Platamona, divenuto il simbolo dell’eccessiva burocrazia, diventerà un’attrazione turistica.

Il povero Valentino è ancora lì, sulla spiaggia sassarese di Platamona. La sua carcassa giace abbandonata sul litorale senza che nessuno riesca a capire come fare a spostarla e cosa fare del corpo dell’imponente cetaceo (17 metri per 18 tonnellate di peso) che da più di 50 giorni giace sulla spiaggia. Solo nelle ultime ore pare che il suo destino sia stato deciso: lo scheletro – ormai separato dal resto del corpo a causa dei lunghi giorni di decomposizione – sarà esposto in uno spazio fruibile al pubblico. 

La storia di questo sfortunato esemplare maschio di balena è diventata il simbolo di una burocrazia lenta e farraginosa, che in Italia rischia di far arenare tutto, non solo gli animali spiaggiati. Il povero Valentino, ribattezzato Va-Lenti-no in un cartello scritto da uno dei ragazzi accorsi nel periodo di Natale per fare una foto accanto alla sua enorme sagoma, è ancora lì dal 15 novembre, data in cui due pescatori si sono imbattuti in quel che restava del suo corpo dopo che una nave, probabilmente, l’ha speronato e purtroppo ucciso. I due hanno chiamato la Capitaneria di Porto, che poi ha allertato i Vigili Urbani del comune di Sorso, che poi si sono rivolti all’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, al Crama (Centro recuperi marini dell'Asinara), alla Prefettura, alla Regione, al ministero dell'Ambiente e po e poi e poi. Fatto sta che più soggetti venivano consultati e più le cose si facevano difficili: diciotto enti coinvolti, la consulenza di esperti di varia estrazione, uno stanziamento straordinario di 35mila euro da parte della Regione per seppellirlo, eppure Valentino è ancora lì sulla spiaggia e il suo corpo si è decomposto e spezzato in due senza che nessuno abbia potuto muovere un dito. Almeno fino ad ora.

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E non era solo la rimozione il problema. Che fare del corpo? Affondarlo? Seppellirlo? Utilizzarlo come attrazione turistica? Posizionarlo in un museo per cetacei? Domande che per troppi giorni sono rimaste senza risposta perché ognuna di queste operazioni comporta l’attivazione di particolari procedure per accettarne la conformità, pareri e nulla osta. E allora facciamo un tavolo tecnico per decidere la sorte di Valentino, o meglio una conferenza di servizi. Convochiamo tutti: dal Corpo Forestale al Ministero dell’Ambiente fino al Sindaco di Sorso e gli assessorati della Regione Sardegna. E qui inizia lo scaricabarile delle competenze, si fanno i conti con le lungaggini della burocrazia mentre il povero Valentino sta sempre lì sulla spiaggia. 

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L’ultima spiaggia, in senso metaforico ma neanche troppo, per il cetaceo Valentino è l’idea delle ultime ore, cioè cercare di recuperare lo scheletro per esporlo e farlo diventare un’attrazione turistica. Già il sindaco di Sorso, Giuseppe Morghen, si era detto disponibile a un possibile sviluppo della vicenda in tale senso e nelle ultime ore pare che la sua risoluzione sia giunta a felice conclusione. Adesso la carcassa della balena potrebbe non essere più considerata un impaccio ma una grande opportunità. Il corpo sarà sepolto in un terreno della zona industriale di Sorso mentre scheletro sarà esposto in uno spazio fruibile, magari alla Marina. Secondo quanto dichiarato dal sindaco non si sa ancora chi si occuperà delle operazioni: “abbiamo già fatto un appalto per individuare l'azienda di movimentazione per supportare gli esperti che si occuperanno del recupero della carcassa ed entro mercoledì sapremo chi ha vinto e potremo procedere”. Una cosa però è certa: finalmente qualcosa si muove. 

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