Sardegna green: il mercato dell’usato fa bene all’ambiente

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

Grazie alla vendita di oggetti di seconda mano la Sardegna ha risparmiato tonnellate di CO2.

È economico, è pratico ed è anche ecosostenibile. Il mercato dell’usato fa risparmiare i consumatori ma anche l’ambiente, che grazie al giro d’affari di questo tipo di economia risparmia tonnellate di CO2 riversate nell’ambiente. E la Sardegna è entrata nella top ten delle regioni più green con le 104.655 tonnellate di anidride carbonica risparmiate grazie al volume d’affari del mercato delle cose di seconda mano.

Solo nel 2017, sull’isola, il mercato dell’usato ha generato ricavi per 2,4 miliardi di euro e un guadagno medio di 214 euro con una conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica perché se compriamo qualcosa che è già stato immesso sul mercato risparmiamo sulla produzione di quell’oggetto e quindi sulle conseguenti emissioni nocive. Qualche esempio: la compravendita di un’automobile usata permette di risparmiare 5,6 tonnellate di CO2, un computer portatile 270kg, un divano 250kg, un passeggino 220kg, uno smartphone 75kg, una bici 69kg, e anche i capi d’abbigliamento permettono di risparmiare inquinamento. Un paio di jeans e una t-shirt fanno risparmiare all’ambiente 33 e 7,2 kg di anidride carbonica.

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 Lo studio, condotto da Doxa e commissionato dall’Osservatorio Second Hand Economy, ha evidenziato quali sono le province più virtuose cioè quelle in cui è stato venduto di più e quindi risparmiato più anidride carbonica. Al primo posto Cagliari, con 52.343 tonnellate di CO2, 2763 tonnellate di plastica, 18.159 di acciaio e 1.704 di alluminio risparmiati. A seguire Sassari con 19.103 tonnellate e al terzo Oristano con 8.116. Olbia e Nuoro chiudono la classifica con 7.525 e 5.939 tonnellate.

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