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Olbia: mai scattato piano d'emergenza cittadina

  • Scritto da Effe_Pi

Alluvione OlbiaRimasto nel cassetto il documento che prevedeva gli interventi da attuare in caso di alluvione.

Il piano di emergenza della città di Olbia in caso di alluvione non è mai scattato. È questa la verità su quanto successo una settimana fa, in occasione del più disastroso evento atmosferico che si sia verificato in Sardegna negli ultimi 60 anni, con 16 morti e centinaia di milioni di euro di danni. Il piano comunale di protezione civile per “fronteggiare lo stato di emergenza” nel capoluogo gallurese, approvato dal consiglio comunale il 4 dicembre 2012, è rimasto quindi sulla carta, senza che nessuna delle sue misure venisse applicata. Tra gli altri aspetti, era previsto che l'allerta di criticità elevata in tutta la città, annunciata domenica pomeriggio dalla Protezione civile regionale, fosse segnalata tramite sirene e altoparlanti su auto.

Era previsto anche che i cittadini fossero avvisati via telefono o persino porta a porta. Invece, questa tipologia di avvisi non sono mai arrivati, e l'evacuazione ipotizzata nel piano non è mai stata disposta, mentre Olbia finiva sotto l'acqua e pagava un tributo di vite umane altissimo: sei vittime in città, fra le quali due bambini di due e tre anni. Il piano comunale di protezione civile è un fascicolo imponente, con un'analisi dettagliata del territorio, dei rischi idrogeologici e idraulici, delle strade e delle vie di fuga. Le procedure d'emergenza prevedono la figura di un responsabile dell'assistenza alla popolazione che deve provvedere ad attivare il sistema d'allarme, previa autorizzazione del sindaco, e coordinare l'evacuazione della popolazione dalle aree di rischio alle strutture d'accoglienza. Spetterebbe poi al sindaco informare Regione, prefettura, comuni limitrofi, vigili del fuoco e forze dell'ordine dell'avvenuta attivazione della fase d'allarme.

L'elaborato elencava anche, tra le misure di tutela della popolazione, l'informazione, da cominciare ben prima dell'emergenza, cioè nel "periodo ordinario", con un'apposita cartellonistica da installare in luoghi strategici e sul sito internet del Comune.
Nulla di tutto questo è stato fatto, e così l'alluvione ha provocato circa 500 milioni di euro di danni solo in Gallura e altrettanti dovrebbe averne causati nel Nuorese. La stima è stata fatta dalla delegazione dei parlamentari di Sel che oggi stanno visitando i luoghi più colpiti dell’isola; ne fanno parte il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore, Martina Nardi della commissione Trasporti, Ileana Piazzoni e Michele Piras. Si tratta tra l’altro di "un conteggio ancore provvisorio", spiega Piras, "basato soprattutto sui calcoli ancora incompleti e in alcuni casi fatti per approssimazione dagli amministratori locali che abbiamo incontrato finora".

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