Agricoltura sarda: sperimentate 2 nuove varietà di grano e un’erba medica

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

I ricercatori hanno creato 3 novità per il settore cerealicolo, adesso iscritte nel Registro nazionale varietale italiano.

L’agricoltura in Sardegna conserva una delle più importanti novità del settore della cerealicoltura regionale e nazionale degli ultimi decenni. Si tratta di 2 nuove varietà di grano ed una varietà di erba medica, risultato di attività di miglioramento genetico avviate prima in laboratorio e poi in campo dai ricercatori dell’agenzia regionale Agris. I grani “Nuraghe”, “Shardana” e l’erba medica poliforma “Pratosardo” sono frutto di molti anni di ricerche e finalmente sono state iscritte nel Registro nazionale varietale italiano, risultato raggiunto dopo un grande lavoro, basti pensare che per ottenere una sola varietà di grano sono necessari almeno 10-12 anni di prove e ricerche. Tempi così lunghi sono fondamentali per intervenire migliorando la genetica delle varietà di grano in modo da tenere conto sia delle necessità salutistiche che delle esigenze dei gusti dei consumatori, sempre in evoluzione, senza dimenticare che una parte importante del processo sono le operazioni che consentono di rendere le varietà sempre più adatte ai contesti climatici di coltivazione per garantire efficienza e sostenibilità produttiva. Il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l'assessore all'Agricoltura Pier Luigi Caria hanno presentato ufficialmente le tre novità durante un incontro con gli agricoltori nell'azienda Agris di San Michele, tra i territori di Ussana e Donori, luoghi dove per quasi 90 anni sono state coltivate le più importanti novità della cerealicoltura italiana e sono state sperimentate ben 8 nuove varietà di grano.

Attualmente in Sardegna la varietà di grano più coltivata si chiama Karalis e si produce ad Ussana da più di dieci anni: 80.185 quintali di seme certificato dal 2003 al 2017. E nello stesso periodo sono stati prodotti oltre 1 milione 600 mila quintali di grano duro di questa varietà per l’ammasso. Praticamente in Sardegna su 7 milioni di quintali di grano prodotti complessivamente, un quintale è rappresentato dal grano di varietà Karalis. La presenza di nuove varietà di grano adatte alla coltivazione nel clima della Sardegna permette di rafforzare il settore consentendo ai coltivatori di aumentare la quantità di materia prima necessaria per la filiera corta locale, nel caso specifico del grano duro sarà possibile dare ai coltivatori locali una semente di qualità e dalle ottime potenzialità produttive, in modo da sostenere la crescente richiesta di pani e pasta da filiera corta e prodotti con ingredienti totalmente made in Sardegna. Nel caso dell’erba medica polimorfa Pratosardo invece gli agricoltori e allevatori sardi potranno fruire di semente di alta qualità per ridurre la dipendenza da mangimi di provenienza esterna.

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Come precisato dal presidente Pigliaru, si tratta di “un tassello davvero essenziale per evitare di rimanere indifesi davanti alla concorrenza internazionale". “Dalla ricerca, che è già un valore in sé, ma da sola insufficiente, è importante fare un ulteriore sforzo collettivo per capire come mantenere o rilanciare il settore cerealicolo in Sardegna. Sappiamo che la produttività è migliorata, ma registriamo anche una forte riduzione della superficie coltivabile, avvenuta tra il 2008 e il 2011", ha continuato Pigliaru. E il presidente conclude appellandosi alla collaborazione di tutti, dalla politica ai coltivatori, fino alle industrie, per creare un piano industriale del comparto che possa strategicamente individuare quali tecnologie, azioni attuare per essere competitivi sul mercato, espandere la produzione e valorizzare un prodotto che ha caratteristiche uniche.

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Un problema, come sottolineato dall’assessore Caria, è “la mancanza di unità fra gli agricoltori che indebolisce ancora di più la fase di contrattazione del prezzo, soprattutto del grano duro, nella fase della vendita”. Proprio per sostenerli, è stata approvata una delibera con oltre 1 milione di euro per sostenere le filiere dei grani antichi, cereali minori, grano tenero e leguminose da granella e nei prossimi giorni sarà proposta un’ulteriore delibera da 1 milione e 600 mila euro per sostenere la filiera del grano duro.

Foto | Paolo Fefe' su Flickr