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Cuglieri, Casteddu Ezzu

 Casteddu Ezzu, Cuglieri | Foto Sergio Poppi (© BY-NC-ND 3.0 IT)

I ruderi di Casteddu Ezzu si ergono al di sopra di una collina basaltica, nei pressi della strada che conduce all'abitato di Cuglieri.

 

Come arrivare:
Si lascia la SS 131 allo svincolo per la SS 292 (Oristano-Bosa-Alghero). Dopo 40 km si arriva all'abitato di Cuglieri. Sulla strada che congiunge Cuglieri a Macomer si trovano i ruderi di Casteddu Ezzu.

Il contesto ambientale:
Cuglieri
si trova alle pendici dei rilievi del Montiferru, in un territorio montuoso fitto di boschi e ricco di sorgenti e corsi d'acqua. I ruderi di Casteddu Ezzu si ergono al di sopra di una collina basaltica.

Descrizione:
Il castello del Montiferru, oggi detto "Casteddu Ezzu", fu eretto presumibilmente nel XII secolo, per mano di Ittocorre, fratello del giudice Barisone di Torres, con lo scopo di proteggere i confini con il regno d'Arborea.

Nel XIII secolo il castello insieme ai territori limitrofi fu annesso al giudicato d'Arborea, ad opera del sovrano Mariano II. A partire dal XV secolo cadde in mano della famiglia Zatrillas che lo mantenne nei secoli successivi, precisamente fino al 1670, anno in cui fu definitivamente abbandonato.

La storia riporta che nel 1668 donna Francesca Zatrillas, moglie di Agostino Castelvì e marchesa di Laconi, proprio qua trovò rifugio per sfuggire alle accuse di aver ucciso il proprio marito ed aver complottato contro il viceré. La marchesa riuscì infine a fuggire e ad imbarcarsi per Livorno. Proprio in seguito a queste vicende il castello fu abbandonato.

Le emergenze materiali di Casteddu Ezzu si limitano a resti di torri, paramenti murari e vani sotterranei probabilmente con funzione di cisterne. Il castello, la cui pianta si presentava allungata, racchiudeva all'interno delle sue mura una serie di ambienti, di cui è rimasta traccia a livello di fondamenta, ma di cui non è dato conoscere le funzioni.

Storia degli studi:
Non vi sono studi recenti che trattino la struttura del castello di Montiferru. Si rimanda alla voce "Cuglieri", curata da Vittorio Angius per il "Dizionario" del Casalis, edito alla metà dell'Ottocento. Una riedizione dell'opera, con la selezione dei lemmi realtivi alla Sardegna, è stata curata dalla Ilisso Edizioni nel 2006.

Bibliografia:
V. Angius, "Cuglieri", in G. Casalis Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, III, Torino, 1836;
V. Angius, Città e villaggi della Sardegna dell'Ottocento, a cura di L. Carta, Nuoro, 2006, [voll. 1-3], vol. I, pp. 388-389.

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Foto: Sergio Poppi (© BY-NC-ND 3.0 IT)


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