Patto con la Lega: sardisti espulsi dall’alleanza indipendentista europea

Il Psd’Az è stato escluso dall’Efa per aver accettato di candidarsi alle elezioni insieme a un partito considerato xenofobo, eleggendo Solinas presidente della regione.

Il Partito sardo d'azione non fa più parte dell'Alleanza libera europea, l'organizzazione politica che raggruppa i movimenti indipendentisti di tutta Europa, fondata nel 1981. A comunicare l'espulsione, con effetto immediato, del più antico partito sardo è stata la presidente dell'Efa (European free alliance) Lorena Lopez de Lacalle, al termine di un’assemblea generale in videoconferenza.

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Nella comunicazione, giunta alla segreteria del Psd'Az, non vengono spiegate le motivazioni della decisione, che però sono facilmente riconducibili all'alleanza dei sardisti con la Lega, che alle elezioni politiche del 2018 aveva consentito all'attuale presidente della Regione e segretario dei Quattro Mori, Christian Solinas, di approdare in Senato. Il patto dei sardisti con il Carroccio era finito da subito sotto la lente dei vertici del partito europeo, che avevano poi deciso, nella primavera del 2018, di sospendere il Psd'Az, contestando proprio una violazione delle regole statutarie che vietano la collaborazione con movimenti razzisti e xenofobi.

Ieri la decisione che tramuta la sospensione in espulsione dopo quasi quarant'anni di percorso comune. "Il Psd'Az resterà per sempre tra i padri fondatori dell'Alleanza libera europea e ci rammarica non poter festeggiare, il prossimo 17 aprile, con gli amici dell'Efa-Ale i nostri cento anni di storia immacolata e gloriosa a difesa degli interessi del popolo sardo - il commento del presidente del Psd'Az, Antonio Moro- neppure oggi, davanti ad un'ingiustificata e inaccettabile decisione di estromissione dall'organizzazione che abbiamo contribuito a costituire nel lontano 1981, siamo pentiti di aver dato alla luce il primo raggruppamento europeo dei partiti e dei movimenti indipendentisti e federalisti del Vecchio Continente".