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Regionali 2014: Programmi su lingua e identità sarda

  • Scritto da Paola_Pilia

Sardegna 2014 Identità e lingua sardaCultura in limba: cosa propongono i candidati alle regionali?

Per Pigliaru la parola d’ordine è “programmazione” e per Murgia “integrazione”. Sono loro i candidati che sulla cultura presentano i programmi più dettagliati. Pili e Cappellacci si soffermano su enunciazioni più generiche. Per Devias e Sanna il programma culturale coincide praticamente con quello sulla valorizzazione della lingua e dell’identità sarda.

Il centrosinistra propone un piano triennale per consentire a chi lavora nel settore culturale di avere, nei tempi utili, la certezza delle risorse e l’approvazione di una legge, come quella per la ricerca, che prevede regole, valutazione di progetti da parte di esperti e lega la dotazione per il settore alla compartecipazione Irpef. Il modello proposto è quello “di un’offerta integrata che unisca cultura e ambiente, saperi tradizionali e creatività contemporanea” e che potenzi e metta a sistema “gli attuali presidi culturali”.

Per la coalizione Sardegna Possibile, che anche sulla cultura parte dall’esperienza degli Open space sul territorio, è necessario “partire dall’integrazione con istruzione, turismo e ambiente”. Tra le proposte più concrete la creazione di osservatori comunali per il censimento e la tutela del patrimonio archeologico, la creazione di un Sistema bibliotecario sardo e l’approvazione di una legge sul libro finalizzata a sostenere il ruolo di tutti gli attori della filiera editoriale, dalle case editrici ai festival letterari. Sul cinema è prevista la riforma della Film Commission, da rendere indipendente rispetto alla politica.

Il centrodestra propone genericamente di potenziare le iniziative di valorizzazione dell’identità del popolo sardo e di ottenere la competenza primaria per i beni archeologici. Pili propone di fare della Sardegna, entro il 2015, l’attrazione principale del Mediterraneo, attuando una rivoluzione tecnologica con il cablaggio di tutta l’Isola e con l’invio, anche nei paesi più piccoli, di formatori itineranti.

Il programma del FIU prevede il sostegno agli artisti sardi tramite l’abolizione della Siae e la creazione di una Società Sarda per l’Arte, la Musica e lo Spettacolo. Nel programma del Movimento Zona Franca c’è invece solo la promessa di una generica difesa della cultura sarda.

La valorizzazione e la promozione della lingua sarda è certamente centrale nel programma di Devias del Fronte Indipendentista, importante in quello di Ugo Cappellacci e di Michela Murgia, marginale in quello di Francesco Pigliaru e pressoché inesistente invece per Mauro Pili e Gigi Sanna.

Tuttavia, il FIU fa delle proposte sulla lingua – tanto audaci da essere poco attuabili – praticamente un manifesto ideologico. L’idea centrale è quella di raggiungere il bilinguismo perfetto con l’approvazione di una “legge regionale per il sardo lingua ufficiale”. All’obiettivo si arriverebbe principalmente con l’introduzione del sardo a scuola, ma anche con il finanziamento di corsi per tutti i sardi sul modello di Sardegna Speaks English. Prevista la  formazione dei docenti attuali e la creazione di nuovi professori di Lingua e Letteratura sarda attraverso l’istituzione di due corsi di laurea all’università. Infine, Devias prevede di introdurre il meccanismo di conoscenza obbligatoria del sardo, per le nuove assunzioni nel campo del pubblico impiego e il finanziamento pubblico ai media che garantiscano almeno il 30% dei programmi e delle pubblicazioni in limba.

Il centrodestra promette continuità con la legislatura che sta per concludersi in cui gli stanziamenti per la lingua sarda sono aumentati. Tra le proposte, la modifica costituzionale dello Statuto Speciale per realizzare la co-ufficialità con l’italiano, il potenziamento di risorse per gli uffici linguistici nei territori e finanziamento ai media che facciano programmazione in sardo, l’istituzione di un albo degli insegnanti di lingua, ma soprattutto l’ufficializzazione e la diffusione dello standard di riferimento della lingua sarda scritta a tutti i livelli, che tanto ha diviso operatori ed esperti negli ultimi anni.

A favore dello standard si esprime anche Michela Murgia nel programma di Sardegna Possibile che mira al “riconoscimento internazionale del plurilinguismo sardo” e prevede il  finanziamento del prossimo piano triennale di politica linguistica, e l’inclusione della musica indipendente nelle attività di promozione della lingua tra i  giovani. Per Pigliaru “la promozione della lingua sarda, nelle sue varianti, apre prospettive di sviluppo nel campo della scuola, del lavoro e della rappresentanza politica”. Le proposte del centrosinistra si riassumono  “nel riconoscimento di un bilinguismo reale in ossequio alla politica dell’UE nei confronti delle lingue regionali”. “Vogliamo che la nostra lingua sia riconosciuta a livello internazionale” scrive Gigi Sanna. Mauro Pili invece sulla tutela del sardo non si esprime.


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TABELLA RIASSUNTIVA


Cominciamo il domani  Pigliaru Per Francesco Pigliaru sulla cultura la parola d’ordine è programmazione. Il centrosinistra propone un piano triennale per consentire a chi lavora nel settore di avere la certezza delle risorse in tempi utili e l’approvazione di una legge, come quella per la ricerca, che prevede regole, valutazione di progetti da parte di esperti e lega la dotazione per il settore alla compartecipazione Irpef. Il modello proposto è quello “di un’offerta integrata che unisca cultura e ambiente, saperi tradizionali e creatività contemporanea”. Marginali le proposte sulla promozione della lingua sarda che si riassumono “nel riconoscimento di un bilinguismo reale in ossequio alla politica dell’UE nei confronti delle lingue regionali in attuazione dell’articolo 22 della carta europea dei diritti fondamentali”.

Fronte Indipendentista Unidu Devias Il FIU si propone di raggiungere il bilinguismo perfetto con l’approvazione di una “legge regionale per il sardo lingua ufficiale”. Concretamente il programma prevede di formare nuovi professori di Lingua e Letteratura sarda con l’istituzione di due corsi di laurea all’università e corsi di sardo triennale per tutti sul modello di Sardegna Speaks English. Previsto anche il meccanismo di conoscenza obbligatoria del sardo, per le nuove assunzioni, nel campo del pubblico impiego e il finanziamento pubblico ai media che garantiscano almeno il 30% dei programmi e delle pubblicazioni in limba. A sostegno degli artisti sardi propone l’abolizione della Siae e l’istituzione di una Società Sarda per l’Arte, la Musica e lo Spettacolo.

Movimento Zona Franca Sanna  Su cultura e lingua sarda un’enunciazione senza dettagli più che un programma quello del Movimento Zona Franca. Nei propositi della coalizione guidata da Gigi Sanna si legge solo che: “La Zona Franca è anche una rivendicazione culturale: vogliamo essere riconosciuti come popolo e vogliamo che sia riconosciuta la nostra lingua a livello nazionale ed europeo. La nostra cultura e la nostra tradizione non si toccano”.

Sardegna Possibile
 Murgia
Per Sardegna Possibile, che anche sulla cultura parte dall’esperienza degli Ost, è necessario “partire dall’integrazione con istruzione, turismo e ambiente”. Tra le proposte più concrete la creazione di osservatori comunali per il censimento e la tutela del patrimonio archeologico, la creazione di un Sistema bibliotecario sardo e l’approvazione di una legge sul libro finalizzata a sostenere il ruolo di tutti gli attori della filiera editoriale, dalle case editrici ai festival letterari. Sul cinema prevista la riforma della Film Commission da rendere indipendente rispetto alla politica. Sul sardo il finanziamento del prossimo piano triennale di politica linguistica, l’introduzione di uno standard per il sardo scritto e l’inclusione della musica indipendente nelle attività di promozione della lingua tra i  giovani.

Schiena dritta, testa alta Pili Per la coalizione Unidos nessun cenno alla lingua sarda e un generico riferimento ad “un grande piano di valorizzazione e qualificazione dell’inestimabile patrimonio culturale del popolo sardo”  che faccia della Sardegna la vera attrazione del Mediterraneo entro il 2015. Mauro Pili immagina una  rivoluzione informatica che si avvii “cablando la Sardegna, dalla più grande delle città al più piccolo dei paesi con fibre ottiche” e che sia raggiunta con l’invio anche nei piccoli paesi di “formatori itineranti” in grado di lavorare con giovani e adulti su scuola, tecnologia, musica e tradizioni popolari sarde.

Ugo Cappellacci presidente Cappellacci Piuttosto stringato il programma culturale del centrodestra che si propone genericamente di potenziare le iniziative di valorizzazione dell’identità del popolo sardo e di ottenere la competenza primaria per i beni archeologici. Più dettagliato il programma sul sardo che annuncia per i prossimi anni gli stanziamenti attuali per la politica linguistica e propone la modifica costituzionale dello Statuto Speciale per realizzare la co-ufficialità con l’italiano. Tra le altre proposte l’ufficializzazione e la diffusione dello standard di riferimento della lingua sarda scritta a tutti i livelli, il potenziamento di risorse per uffici linguistici e finanziamento ai media, l’istituzione di un albo degli insegnanti di lingua.
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