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Ad Assemini ora è caos a Cinque Stelle

  • Scritto da Effe_Pi

Beppe Grillo AsseminiEspulse tre consigliere nel comune amministrato dai grillini: ora la maggioranza è risicata e i comitati di cittadini chiedono le dimissioni del sindaco Mario Puddu, accusato di "conflitto d'interessi".

Proprio mentre il Movimento 5 stelle viene dato in ripresa dai sondaggi, e festeggia le vittorie (in verità poche) delle recenti amministrative, tra cui quella nel comune di Porto Torres, ad Assemini, municipio pentastellato ormai da un anno (con tanto di comizio del leader in campagna elettorale), scoppia il caos e la giunta rischia di saltare prima del tempo.
Tutto è iniziato con una polemica interna al soggetto politico fondato da Beppe Grillo, quando tre consigliere elette nel comune dell’hinterland cagliaritano hanno chiesto le dimissioni del sindaco, Mario Puddu, arrivando a denunciarlo addirittura in procura per “aver messo in piedi una sorta di governo ombra in evidente conflitto d’interessi”. Le tre esponenti del M5S, successivamente espulse, sono Irene Piras, Rita Piano e Stefania Frau, che hanno parlato di una vicenda “coperta da segreto istruttorio” con tante “irregolarità” che secondo le tre “non andavano e costituivano reato” e di cui giurano di aver “costantemente tenuto informato lo staff di Grillo”, venendo dapprima ignorate e poi raggiunte da una lettera di sospensione e successivamente di espulsione.

Defezioni dal Movimento che ora mettono a rischio la stessa giunta Puddu, visto che la maggioranza è diventata risicata ed è ormai di un solo consigliere. Gli ultimi eventi sembrano rappresentare l’inizio di una vera e propria guerra nel M5S sardo, dopo quella che aveva fatto saltare la partecipazione dei grillini alle scorse regionali, visto che le espulse arrivano ad affermare che il movimento di Grillo “è più marcio degli altri partiti”. Nel caos, si fa sentire il Comitato Civico “ViviAssemini”, che con una nota chiede le dimissioni del sindaco, visto che “rappresenta una risicata maggioranza in Consiglio comunale e una netta minoranza tra i cittadini e gli elettori”.  Una maggioranza definita “qualunquista, chiusa in se stessa, che procede priva di strategia e programmazione”. In più, una giunta che “non rispetta le promesse elettorali e non ascolta i cittadini, ma si piega alla sola presenza dei loro padroni provenienti da oltre Tirreno. Un collasso politico ed amministrativo che ha trasformato le istituzioni in un bivacco, minando le già fragili fondamenta della democrazia. Una evidente incompetenza, destinata a lasciare segni negativi non solo nell’immediato, ma anche nel medio e lungo periodo”.  

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