Domus de Janas: la necropoli di Sant’Andrea Priu

  • Scritto da Effe_Pi

Il complesso di Bonorva è una delle meraviglie archeologiche della Sardegna ed è stata tra quelle protagoniste dell’ultima trasmissione di Alberto Angela.

Una delle più grandi necropoli del Mediterraneo - costituita da Domus de Janas, le cosiddette case delle fate dell’epoca prenuragica. Si trova nel Logudoro, ed è stata una delle bellezze sarde protagoniste della trasmissione di Alberto Angela “Meraviglie” che tanto successo di pubblico sta ottenendo. Nel Centro - Nord dell’isola, precisamente nel comune di Bonorva, si trova infatti questo complesso funerario - denominato Sant’Andrea Priu - a 10 chilometri dal centro abitato e a 500 metri dalla chiesa campestre di Santa Lucia.

LEGGI ANCHE | Su Nuraxi di Barumini, trovati resti di riti votivi 

 

La necropoli è composta da venti domus de Janas risalenti al neo-eneolitico (IV-III millennio a.C.), scavate sulla parete e sul pianoro di un affioramento trachitico alto 10 metri e lungo 180. Al loro interno sono riprodotti particolari architettonici abitativi per ricreare ambienti simili alla casa del defunto. Tre domus sono stupefacenti per dimensioni e stato di conservazione. La ‘tomba del Capo’ ha un’estensione di 250 metri quadri e comprende 18 ambienti disposti a labirinto attorno a due vani principali. Un atrio introduce nell’anticella semicircolare (sette metri di diametro). Le due celle retrostanti, rettangolari, sono disposte in successione longitudinale. Sulle loro pareti si aprono portelli che portano a numerose celle secondarie con nicchie e banconi.

La ‘tomba a capanna’ è circolare (tre metri di diametro) e vi si accede da un vano rettangolare. I due ambienti presentano sul pavimento coppelle votive: tre nell’anticella e ben 15 nella cella principale. Il soffitto è decorato da una raggiera di solchi incisi nella roccia: alludono alle travature del tetto delle capanne eneolitiche. La ‘tomba a camera’ riproduce architetture di un’abitazione: un padiglione d’ingresso introduce nell’ambiente maggiore, rettangolare. Il secondo vano ha due pilastri e un soffitto che riproduce un tetto a doppio spiovente. Altre sepolture mostrano elementi simbolici: sul pavimento di una tomba minore è realizzato un focolare con anello circolare in rilievo. Al di sopra del costone che ospita le tombe si leva una singolare roccia, detta ‘il campanile’. È stata rinominata anche ‘toro sacro’ per la sua forma: si è pensato a una monumentale scultura, in realtà è un monolito di trachite modellato dagli agenti atmosferici.

Foto | Wikimedia Commons