Lana in bioedilizia: brevetto made in Sardegna

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

Il brevetto sardo è opera dell’artigiano sassarese Costanzo Salis la cui sperimentazione è al vaglio del Dicaar dell’Università di Sassari

Lana utilizzata per la bioedilizia. Sarà possibile presto se andranno avanti le sperimentazioni dell’artigiano Costanzo Salis che ha inventato un sistema di coibentazione che prevede l’uso della lana e della calce insieme per formare un unico strato autoportante  e coibente che non richiede ulteriori tamponature.

Dopo anni di studio ed esperimenti, Salis – che già aveva lavorato alla produzione e all’utilizzo del grassello di calce in combinazione con prodotti naturali come la canapa sativa – è riuscito a ideare un nuovo sistema naturale isolante a cappotto, rivoluzionario perché estremamente innovativo. Fino ad ora infatti, la lana veniva usata per la coibentazione esternamente alla struttura portante, formando uno strato a sé di isolamento che poi però doveva essere tamponato con un altro rivestimento di mattoni. Grazie all’invenzione di Salis invece non sarà più necessario applicare ulteriori tamponature perché lana e calce formano un unico strato coibente e autoportante.

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L’iter burocratico ha richiesto due anni e mezzo nell’attesa che il Ministero per lo Sviluppo economico mettesse definitivamente il timbro di paternità sul “Sistema naturale isolanti a cappotto per esterni e interni dei fabbricati di lana naturale e calce tradizionale”. Il risultato è eccellente specie se si considera che l’uso della lana in bioedilizia potrebbe rilanciare l’uso e la diffusione di una materia prima naturale molto presente in Sardegna per una bioedilizia a chilometro zero. Ed è proprio sulla green economy che punta Luigi Sanna, funzionario di Confartigianato provinciale Sassari, che esprime soddisfazione per l’associato Salis che è riuscito ad ottenere un così grande riconoscimento: “È un passo importante per le potenzialità legate alla “green economy” su tutta la filiera dell'edilizia, che può avere una ricaduta positiva anche sul mondo delle campagne e su tutto il territorio. Può risultare vincente la combinazione tra calce tradizionale, lana e canapa sativa”.

Il Dicaar, “Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura” dell’Università di Cagliari sta portando avanti un percorso di ricerca in tal senso nel progetto Ples che coinvolge altre undici aziende sarde, all’interno del quale il brevetto della lana in bioedilizia è solo una piccola parte, e che comprende anche lo studio di materiali come il sughero nell’edilizia sostenibile.

Giovanna Concu, coordinatrice scientifica e responsabile accademica del progetto, ha spiegato che entro trenta mesi il progetto si propone anche altri obiettivi: testare e verificare la sostenibilità di pareti e strutture portanti in legno sardo; testare il comportamento coibente di materiali naturali anche grazie ad analisi teoriche e prove di laboratorio che serviranno a migliorare le linee di produzione delle imprese che da questi input potranno trarre idee per perfezionare i loro prodotti.

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