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UE boccia flotta sarda: multa da 10,8 milioni

  • Scritto da Effe_Pi

Nave SaremarCappellacci all'attacco dei "burocrati di Bruxelles", ma gli avversari replicano: paghi lui e non i contribuenti sardi.

Ancora una bocciatura per la "flotta sarda" promossa dalla Giunta Cappellacci: dopo quella della Corte dei Conti, infatti, è arrivata anche quella dell'Unione Europea, che considera illeggittimo "aiuto di stato" i 10,8 milioni di euro concessi dalla regione alla Saremar (proprietà della regione stessa) nel 2011 e 2012. Una decisione che arroventa la già tesa campagna elettorale sarda, con gli avversari del governatore che, da sinistra a destra lo attaccano e considerano questo l'ennesimo insuccesso dell'attuale governo della Sardegna, mentre Cappellacci si difende attaccando i "burocrati" di Bruxelles.
La regione sarda ha comunque subito annunciato un ricorso alla Corte di giustizia e alla Corte europea, da parte anche della Saremar, contro la condanna comminata dall'UE. E Il governatore uscente annuncia anche che la flotta resta in piedi: "non è una bocciatura della nostra politica dei trasporti - ha detto - perché, da quanto possiamo apprendere, si conferma che è legittimo un intervento della regione in questo settore. La contestazione riguarda in fatto l'organizzazione di questo intervento, non lo stesso intervento". poi cambia idea e attacca frontalmente su Twitter, dove scrive che "l'Europa è in mano ai burocrati e alle lobby private: noi non ci arrendiamo, andiamo avanti a combattere per una Unione europea dei cittadini".

Cappellacci trova infatti poco chiara la dinamica della condanna, considera "legittimo pensar male" e spiega che ""l'autorità garante aveva ritenuto il nostro intervento utile contro il cartello degli armatori", poi insinua chissà quale intervento (direttamente sull'UE?) da parte di qualche non meglio specificato avversario nella corsa alla presidenza: "mi è stato riferito da un testimone che ha assistito a un colloquio che un armatore avrebbe fornito un contributo ingente a un candidato alla presidenza. Chi sta ricevendo questi fondi dovrebbe vergognarsi". Insomma, il governatore della Sardegna si trasforma anche in giornalista d'inchiesta e investigatore privato, pur di difendere le sue scelte, anche se non si capisce come avrebbero fatto Pigliaru, Pili o Michela Murgia a intervenire direttamente sull'Unione Europea.
Il candidato del centrosinistra, invece, ricorda che con la bocciatura della flotta sarda, "il Detto Fatto, stavolta è Detto, Fatto e Affondato. E a pagare sono sempre i sardi", visto che la multa presumibilmente verrà saldata coi soldi delle tasse degli abitanti dell'isola.

L'attacco più duro però arriva dall'ex compagno di partito di Cappellacci Mauro Pili (Unidos), il quale sostiene che ''la politica dei trasporti improvvisata e fallimentare di questi ultimi anni è giunta al capolinea. Un fallimento dietro l'altro, dalla continuità territoriale aerea a quella marittima, frutto di una regione confusa. Si alza il sipario sulle frottole di Cappellacci e compagni. Si alza il sipario su quei viaggi fantasma a Bruxelles con tanto di comunicato trionfante al ritorno: balle colossali e oggi ne è la dimostrazione  palese. Incapaci di difendere qualsiasi interesse della Sardegna e dei sardi''. L'ex governatore aggiunge che ''ora e qui devono pagare di tasca. Devono  pagare quella sanzione che non possono pagare i sardi per le loro  negligenze e incapacità''. Non risultano invece, al momento, prese di posizione da parte dello schieramento indipendentista che sostiene Michela Murgia: da sempre favorevoli a flotte aeree e navali della Sardegna, movimenti come ProgRes probabilmente non ritengono questo un buon argomento per l'attacco a Cappellacci.

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