Nell'ultimo mese

Muore Pinuccio Sciola, creatore delle Pietre Sonore

  • Scritto da Effe_Pi

L'artista di San Sperate è scomparso all'età di 74 anni dopo un delicato intervento al cervello, lascia un "Paese Museo" nel centro del cagliaritano come eredità tra murales e sculture.

È morto il celebre artista sardo Pinuccio Sciola. Lo scultore di San Sperate, che aveva 74 anni, non ce l’ha fatta, dopo un delicato intervento al cervello subito una settimana fa nel reparto di neurochirurgia all’ospedale cagliaritano “Brotzu”. Sciola era famoso in tutto il mondo soprattutto per la sua serie di sculture delle “pietre sonore”, ed è probabile che il suo paese, dove aveva promosso la realizzazione dei tanti murales che vi si trovano, diventerà ancora più che in passato una meta turistica per gli appassionati d’arte.

L’artista sardo era nato il 15 marzo 1942 da una famiglia di contadini, e in seguito aveva frequentato, grazie a una borsa di studio, il Liceo artistico di Cagliari, dopo aver partecipato ad una mostra-concorso indetta dalla Rinascente del capoluogo. Negli anni successivi, dopo aver visitato città d’arte come Napoli, Venezia, Ravenna, Roma  e Firenze, avrebbe in quest’ultima frequentato  (nel 1964) il Magistero d’arte, partecipando poi ad un corso di scultura a Salisburgo. In seguito ha frequentato anche l’Università della Moncloa di Madrid.

L’attività di realizzazione dei murales, che ha trasformato San Sperate in “paese museo” è stata avviata da Sciola nel 1968, con il sostegno di artisti italiani e stranieri tra i quali Foiso Fois, Primo Pantoli, Giorgio Princivalle e Gaetano Brundu. In seguito, dopo viaggi in Messico ed Africa negli anni ’70, gli anni ’80 sarebbero stati quelli della sue grandi mostre in città come  Roma, Milano, Spoleto, Barcellona, Stoccarda, Parigi, Vienna. Nella seconda metà degli anni ’90 ha iniziato invece a lavorare sulla musicalità delle pietre, creando le cosiddette “pietre sonore” che l’avrebbero reso celebre nel mondo, simili a grandi menhir che risuonano, una volta lucidate con le mani o con piccole rocce.

Foto via GG su Flickr

Leggi anche