Embargo al Qatar: tutti gli interessi degli emiri in Sardegna

  • Scritto da Effe_Pi

Dalla proprietà della Costa Smeralda, acquistata dal finanziere amico di Trump, fino all’ospedale San Raffaele di Olbia e alle spiagge chiuse di Arzachena.

Un durissimo embargo nei confronti del Qatar, accusato di finanziare il terrorismo internazionale che anche nei giorni scorsi ha provocato vittime tra Londra e Kabul: non lo hanno promosso i paesi occidentali, a cui da tempo si richiede una forte presa di posizione nei confronti dei regimi arabi del petrolio, ma gli stessi stati che affacciano sul Golfo Persico, in particolare Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, a cui si è aggiunto lo Yemen. Paesi che in alcuni casi sono a loro volta accusati di favorire attacchi jihadisti, ma che accusano l’emirato (con molti interessi in Sardegna) di compromettere la sicurezza dei suoi vicini. Per questo, i quattro paesi hanno chiuso le frontiere e chiesto ai cittadini del Qatar di lasciare i propri territori entro due settimane. Bloccate anche le relazioni diplomatiche e i voli tra il Qatar e gli altri paesi citati, con compagnie come Emirates che hanno già sospeso i collegamenti, mentre la squadra di calcio saudita Al Ahli FC vuole cambiare il suo sponsor, che finora è stato proprio Qatar Airways.

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Come detto, il Qatar è un paese con molti affari anche nella nostra isola, che già in passato hanno provocato non poche polemiche: nel maggio del 2014, in piena campagna elettorale per le elezioni europee (poi vinte trionfalmente) l’allora premier Matteo Renzi aveva annunciato l’arrivo di “un miliardo di euro” di investimenti dell’emirato in Sardegna, che sarebbero dovuti arrivare dalla Qatar Foundation, già proprietaria della Costa Smeralda. In quell’occasione fu annunciato anche un protocollo tra presidenza del Consiglio, Regione Sardegna e Qatar Foundation Endowment per “il completamento e la trasformazione dell'ospedale San Raffaele Bambin Gesù di Olbia in istituto di ricovero e cura a carattere scientifico con valenza  regionale, nazionale e internazionale”.

Ospedali a parte, storicamente agli arabi interessa il mare sardo, e il Qatar non fa eccezione: sempre tre anni fa, forte la polemica ad Arzachena, dove tra pasqua e primo maggio la holding araba proprietaria dei terreni dove si trovano i parcheggi di alcune spiagge tra le più belle della zona, come Liscia Ruja, Pevero e Romazzino, aveva annunciato la chiusura degli accessi a mare, sigillati con grossi massi, creando un vero e proprio scontro con il comune gallurese. E non è finita, visto che nemmeno le inchieste giudiziarie hanno risparmiato la Qatar Foundation, in particolare per quanto riguarda una presunta evasione fiscale da 170 milioni di euro circa, che sarebbe stata commessa nella vendita al braccio immobiliare del fondo sovrano dell’emirato della “Costa Smeralda”. Un passaggio di terreni e alberghi sardi dalle società che fanno capo alla Colony Capital del finanziere americano Tom Barrack agli investitori arabi, avvenuto all'estero attraverso un intreccio di passaggi societari che la magistratura sta ancora cercando di ricostruire. Peraltro gli affari in Sardegna avvicinano il Qatar anche all’amministrazione Trump, visto che il “regista” della cerimonia di insediamento dell’attuale Presidente USA è stato proprio lo stesso Barrack, che disse di aver creato per il suo potente amico un evento “dalla sensualità soft” con una “cadenza poetica”.

Foto | Francisco Anzola su Flickr

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