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Open Data Day: sfida all'ultimo click per giovanissimi hacker

  • Scritto da Effe_Pi

Si è disputata a Cagliari all’edizione 2016 della manifestazione dedicata alla cultura dei dati aperti che quest'anno ha visto oltre 200 eventi in giro per il mondo.

Di Carla Scopa

Si intitola "Ritorno al futuro" la quarta edizione della manifestazione dedicata alla diffusione della cultura dei dati aperti che si è svolta a Cagliari il 5 marzo 2016 al Lazzaretto di Sant'Elia.  L'iniziativa, in contemporanea internazionale con oltre 200 eventi in giro nel mondo, è stata organizzata dal Circolo dei Giuristi telematici (del quale è presidente Giovanni Battista Gallus, intervenuto in apertura dei lavori), in collaborazione con il Gulch (Gruppo Utenti Linux Cagliari) e, per la prima volta, con il Crs4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna). Si tratta della quarta volta per l'Italia e per Cagliari, dove nasce a opera di Manuela Vacca, giornalista attenta ai temi dell'innovazione e della trasparenza, con la volontà di mettere insieme diverse associazioni per un'azione civica che renda possibile quest'esperienza in Sardegna, a beneficio della collettività.

Patrocinata dal Comune di Cagliari e dalla Regione Sardegna, l'hackathon è una maratona per hacker, soggetti creativi che animati dall'entusiasmo  e  da aspirazioni personali  sono in grado di superare ostacoli - soprattutto in ambito informatico - e trovare soluzioni davanti a una difficoltà. È negli USA, a partire dai primi anni '70, che nasce il fenomeno hackers quando le università più prestigiose mettono a disposizione degli studenti i cosiddetti mainframe, i "super computers" collegati in rete  ed utili per compiere ricerche atte a verificare la validità scientifica delle teorie emergenti. Alcuni studenti, spinti dalla curiosità e dalla voglia di fare approfondirono il funzionamento hardware e software di quei "cassettoni” e se ne impadronirono totalmente. L'obiettivo era  conoscere per manipolare e manipolare per conoscere. Letteralmente gli hackers sono i manipolatori.  Il 2016 segna la sesta edizione per l'International Open Data Day, manifestazione ideata da David Eaves dell'European Public Sector Information, per creare relazioni tra coloro che lavorano con i dati aperti, superare gli aspetti più tecnici e formare una “open data community”.

La manifestazione, anno dopo anno, è stata realizzata in maniera apartitica, su base volontaria e senza richiesta di contributi.  A Cagliari  erano presenti le classi IV e VB del GIUA; IIIA-IIIC (informatica)  e IIIA (trasporti) e (logistica) dello SCANO.  Per le scuole si è trattato di un ottimo momento di formazione ludica, che ha stimolato i ragazzi a "leggere" i dataset, per capire assieme l'importanza di avere dati riusabili, anche in vista della creazione di app e servizi utili alla cittadinanza. In proposito, sono stati organizzati 5 tavoli tematici, ai quali  tutti i presenti potevano prender parte per contribuire alla creazione di un'open data community. Il primo tavolo era incentrato sulla qualità dei dati della pubblica amministrazione, da usare anche per fini commerciali: sono buoni, sono utili? Nel secondo, denominato Civic mapping hacking  si trattava di inserire in una mappa aperta georeferenziata i dati civici relativi agli incidenti stradali nella città di Cagliari,  accessibili liberamente sul sito del Comune: dopo aver  creato il database su un foglio elettronico online e inseriti i campi latitudine e longitudine, codice avviamento postale, via e numero civico, con l'applicativo uMap  collegato all'account Telegram  (veloce e sicura App  di messaggistica istantanea multipiattaforma) il cittadino viene istantaneamente informato su quale sia l'area più attenzionata per quanto riguarda gli incidenti;  nel terzo tavolo si è parlato del  riutilizzo  dei dati della pubblica amministrazione - quali dati usare? Al quarto tavolo si è lavorato ai servizi per studenti  universitari fuori sede: come scegliere l'alloggio più adatto in base a dei parametri, ad esempio la distanza dalla propria facoltà;  nel quinto, infine, si è trattato di mettere a disposizione della polizia municipale gli Open Data da riutilizzare per specifiche finalità. Tutte le applicazioni di questo tipo, come uMap, Telegram, etc, danno quindi modo di associare un dato ad un punto nello spazio e lo inviano ad un server, che normalmente ne consente l’utilizzo su una mappa. Nel corso della giornata si sono poi aggiunti altri tavoli tematici, a dimostrazione che tutta la mole di dati della pubblica amministrazione può essere riutilizzata per le finalità più utili e innovative, come migliorare la fruibilità degli spazi urbani e semplificare la vita al cittadino e non solo.

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