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IN SARDEGNA RISCHIO MINIERE ABBANDONATE

  • Scritto da Effe_Pi

Miniera SulcisNell'isola ben 56 siti pericolosi per ambiente e salute.

Arriva l’inventario delle industrie estrattive chiuse o abbandonate, per limitare i danni all’ambiente e all’uomo, ed è la Sardegna la regione maggiormente interessata. Secondo il censimento provvisorio dell’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), da cui si partirà per l’inventario, nell’isola infatti ci sarebbero ben 209 strutture di questo tipo, su un totale nazionale di 622.

La decisione sulla creazione di una vera banca dati organica è contenuta in un provvedimento che ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio dei Ministri e della Conferenza Unificata; si attuerebbe così la direttiva europea (2006/21/CE) sulla gestione di questo tipo di scarti speciali, e la mappatura dovrebbe tenere conto della tipologia di minerali coltivati e dei relativi scarti potenziali, dell’estensione del sito minerario e del periodo trascorso dalla chiusura o abbandono.

In particolare, in Sardegna sono 56 i siti classificati ad alto rischio dal punto di vista ecologico-sanitario: si va da quello di Malfidano a Buggerru a quello di Capo Becco a Carloforte, fino a Genna S’Olioni a Gonnosfanadiga e Mitza Sermentus a Siliqua. Non mancano rischi anche in zone più note come Ingurtosu e S’Acqua Bona (Arbus) e Montevecchio (ben 3 siti intorno a Guspini); meno criticità invece nel Nord Sardegna, a parte due siti nel nuorese come quello di Funtana Raminosa (Gadoni) e Sos Enattos (Lula). Tra i minerali più diffusi in questi siti, la Blenda (Sfalerite) e la Galena, ma anche Calamina e Barite.

 

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