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Amministrativandoci: le comunali nella Sardegna profonda

  • Scritto da Manuel Muscas

E' tempo di amministrative in 99 comuni della Sardegna, tra nuovi strumenti di propaganda online, vecchi volantini stampati in casa e tante contraddizioni.

I centri abitati più grandi hanno assistito a una battaglia folkloristica, piena di costumi e maschere che Goldoni impallidirebbe dinnanzi a tanta teatralità, volantini con colori sgargianti, diventati oggetti di culto ricercatissimi più di Volpi e Poggi nel 2001; video dal gusto Nord-koreano e personaggi che si aggirano in città come fossero star.
Se nelle città sarde la tecnologia e i social hanno sostituito quell'arte oratoria tanto cara ai vecchi politicanti, nelle piccole realtà la propaganda e le elezioni sono vissute tuttora in maniera umana, i volantini sono stampati, tenendo d'occhio lo spreco d'inchiostro,nella casa del candidato sindaco, solitamente dipendente statale e attento allo spreco.

L'aria comincia a farsi irrespirabile, la tensione e i "cumbidi" al bar sono mirati e mai banali; la ricerca dei candidati consiglieri è la prima mossa di una dura battaglia che si protrarrà per mesi sino alla chiusura del seggio. I candidati consiglieri solitamente sono amici del Candidato sindaco, a volte non hanno nessuna nozione politica e l' unico gesto partecipativo della loro vita è aver gridato, dentro il bar, di non volere i profughi in paese; a volte i candidati consiglieri sono ragazzi in gamba, che vogliono sul serio il bene del paese e si pettineranno benissimo e si faranno la barba in caso dovessero entrare in maggioranza.
La figura più emblematica che si trova nel contesto elettorale paesano è il"politico vecchio stile", legato a partiti che spesso solo lui conosce, si fa portatore di idee settarie  che sarebbero state lungimiranti nel 1936, dopo la campagna d'Africa; il suo unico obbiettivo è affacciarsi dal balcone e "salutare" chi ha permesso la sua elezione a sindaco nel successivo round elettorale. 
Lo scrutinio è il momento più atteso, i paradossi sotto gli occhi di tutti; ragazze filo-anarchiche piangono di gioia  per la vittoria degli amici del prete, ragazzi di Comunione e Liberazione sorridono per la vittoria del candidato che aveva bestemmiato durante la processione. L'unica certezza della battaglia sarà l'esito finale: vincerà sempre la lista per la quale il presidente del seggio e il segretario non hanno votato. 

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