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Cosa è e come si trasmette il Virus Zika

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La voce di Wikipedia dedicata al Virus Zika che chiarisce alcuni aspetti relativi al contagio e alla sua diffusione planetaria.


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Virus Zika

Virus Zika (ZIKV)
Zika EM CDC 280116.tiff
Zika virus al microscopio elettronico (diametro particelle di 40 nm)
 
Classificazione dei virus
Dominio Acytota
Gruppo V (virus a ((+)ssRNA))
Famiglia 'Flaviviridae
Genere 'Flavivirus'
Specie Zika virus

 

Presenza del virus Zika nel mondo al marzo 2013[1]

Il virus Zika (ZIKV) è un RNA virus della famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, gruppo Spondweni, isolato per la prima volta nel 1947 da un primate in Uganda, nella Foresta Zika, riserva naturale vicino Entebbe.[2] Negli ultimi anni la malattia si è poi diffusa in tutti i continenti, Europa inclusa.[3]

Negli esseri umani provoca una malattia nota come "zika" o febbre Zika. Il virus è strettamente correlato a quelli che provocano la dengue, la febbre gialla, l'encefalite del Nilo occidentale e l'encefalite giapponese, tutti trasmessi principalmente da punture di insetto e pertanto definiti arbovirus.[4]

Esso è trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, negli ambienti equatoriali soprattutto la Aedes aegypti e in quelli temperati la Aedes albopictus (zanzara tigre).[5]

Virologia

Come gli altri virus in questa famiglia, il virus Zika è avvolto da un capside icosaedrico e il genoma è costituito da una singola elica di RNA a senso positivo, lunga 10794 nucleotidi. Da un punto di vista filogenetico, esso è strettamente imparentato con il virus Spondweni, un virus che con lo Zika forma un proprio gruppo Spondweni all'interno al genere Flavivirus.

Condivide con gli altri membri del genere le stesse caratteristiche strutturali e lo stesso ciclo di replicazione, così come la stessa organizzazione genetica, tranne che per la regione 3' UTR.[6] Altri membri appartenenti allo stesso genere sono il virus Ilheus (ILHV), quello dell'encefalite di Rocio o virus Rocio (ROCV) e dell'encefalite di Saint-Louis.[7]

Si segnalano casi di possibile co-infezione virale Dengue + Chikungunya + Zika.[8]

Trasmissione del virus

La Febbre Zika si contrae prevalentemente tramite punture di artropodi (zanzare), pur essendo possibile un contagio diretto attraverso emoderivati o per via sessuale, stante la presenza di virioni nel liquido seminale di uomini malati.[9] È inoltre verosimile la possibilità di contagio materno-fetale, essendo stato trovato il virus all'interno della placenta e nel liquido amniotico di malate gravide, con conseguenti effetti teratogeni segnalati sull'embrione, soprattutto nel I trimestre di gravidanza.[10] Principali serbatoi animali dell'infezione sono i primati, alcuni mammiferi (ippopotami, impala, elefanti, capre, pecore, alcefali, leoni, gnu, zebre) e i roditori.[1] Durante la prima settimana di infezione, il virus Zika può essere isolato nel sangue del soggetto.[11]

Molte specie di zanzara sono state identificate come vettori del virus, appartenenti ai generi Aedes, Anopheles, Mansonia, Eretmapodites.[12] Nei climi caldi il vettore principale è costituito da A. africanus e A. aegypti[13] e, in misura minore, da A. polynesiensis, A. unilineatus, A. vittatus e A. hensilli.[14] Durante l'epidemia di Febbre Zika nell'Isola Yap nel 2007, l'Aedes hensilli venne identificata come principale vettore.[4] Negli altri climi più temperati, la principale specie appare essere la zanzara tigre (Aedes albopictus), abbondantemente distribuita in tutto il mondo.[15]

Nel mese di febbraio 2016 è stato riscontrato in Texas il secondo caso accertato di trasmissione del virus per via sessuale.[16]

Storia

Il virus fu isolato nel 1947 da un macaca mulatta presente nella Foresta Zika dell'Uganda, e successivamente nel 1968 fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria. Dal 1951 al 1981, analoghi campioni umani sono risultati positivi anche in Uganda, Tanzania, Egitto, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Senegal e il Gabon. In Asia si è riscontrata in India, Malaysia, Filippine, Thailandia, Vietnam e Indonesia dove è stato trovato nel 2006.[4]

La prima epidemia nota da virus Zika fuori dall'Africa si ha nel 2007 nell'isola di Yap, nella Micronesia.[17] Il virus Zika è stato trovato nel 2015 anche in Colombia, Suriname, El Salvador, Guatemala, Capo Verde, Isole Figi, Vanuatu, Samoa, Nuova Caledonia, isole Salomone, Indonesia,[18] Messico[2] e Brasile.[19]

Epidemiologia

Mappa della diffusione mondiale dell'epidemia al dicembre 2015
Situazione dell'infezione in America al gennaio 2016

Ricercatori hanno analizzato integralmente l'RNA dell'agente infettivo dimostrando un'alta omologia genomica tra il ceppo latino-americano e quello che ha circolato nel Pacifico tra il 2013 e il 2014.[20]

In Brasile la prevalenza nel 2015 di Febbre Zika si stima fra i 440.000 e 1.300.000 nuovi casi, mentre casi autoctoni vengono registrati in Colombia, El Salvador, Guatemala, Messico, Paraguay, Porto Rico e Venezuela.[20] Inoltre, sempre in Brasile, nel 2015 si sono registrati nei neonati 3500 casi di microcefalia, a fronte dei precedenti 150 casi/anno.[21]

In viaggiatori statunitensi sani, di ritorno da paesi dove il virus è endemico, è stata riscontrata una positività sierologica agli anticorpi specifici. Questi casi importati sono destinati ad aumentare e potranno portare alla diffusione locale del virus in alcune zone degli Stati Uniti.[11] Il New York Times del 17 gennaio 2016 riporta del primo caso USA di microcefalia in un neonato, nato a Ohau nelle Hawaii, la cui madre aveva vissuto in Brasile per alcuni mesi durante la gravidanza.[22][23] Successivamente viene segnalato un caso in Texas.[24]

Il 27 gennaio 2016 è stato confermato il primo caso in Argentina.[25]

Clinica

Esantema in un paziente affetto da infezione da Zika virus

Patogenesi

Si ipotizza che l'infezione inizi dalle cellule dendritiche vicine al sito di inoculo, seguito da uno gruppo di linfonodi limitrofi e quindi attraverso il flusso sanguigno. In genere, i flavivirus si replicano nel citoplasma, ma l'antigene del virus Zika è stato trovato in nuclei della cellula infetta.[26]

La malattia provocata da questo virus è asintomatica nel 25% dei casi, oppure determina una sintomatologia lieve, come nella Dengue, con cui può essere confusa.[4] In tal caso, i sintomi possono essere febbre lieve, eruzioni cutanee (esantema), congiuntivite e dolore alla testa.[27] L'infezione virale da virus Zika è in genere mite, con sintomi che durano solo pochi giorni. Non esiste una cura per la malattia. Il trattamento si concentra su come alleviare i sintomi.

La prevenzione e il controllo si basano sulla riduzione dello sviluppo di zanzare del genere Aedes e riducendo al minimo il contatto tra le zanzare vettori e le persone, per mezzo di barriere (come repellenti, zanzariere), riducendo i ristagni d'acqua che sostengono lo sviluppo delle larve di zanzara e riducendo, con disinfestazioni, lo sviluppo di popolazioni di zanzara adulta nelle comunità a rischio.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale va posta con le seguenti malattie: dengue, la leptospirosi, la malaria, rickettsia, streptococco di gruppo A, rosolia, morbillo, e il parvovirus, enterovirus, adenovirus, e le infezioni da alphavirus (Chikungunya, Mayaro virus, Ross River virus, Barmah Forest virus, O'nyong-Nyong virus e Sindbis virus).

I test diagnostici per il virus Zika sono: reazione a catena della DNA polimerasi - trascrizione inversa (RT-PCR) su siero. Gli IgM (anticorpi neutralizzanti) che si sviluppano, in genere, verso la fine della prima settimana di malattia virus specifica; essi sono in cross-reazione con i flavivirus correlati (ad esempio, dengue e febbre gialla), il virus è comune e può essere difficile da distinguere.[28]

Complicanze

L'infezione da questo virus nelle donne gravide si ritiene che possa determinare nel nascituro casi di microcefalia e di malformazioni fetali. Nel 2015, nel nord del Brasile vi è stato un incremento molto importante dei casi di microcefalia, la cui causa sembra essere in stretta relazione con l'infezione da Zika virus nelle donne incinte.[29] Il Center for Disease Control and Prevention di Atlanta, negli USA, nel gennaio 2016 ha emanato un allerta di livello 2 che riguarda le donne gravide o a rischio di gravidanza affinché, se possibile, evitino di recarsi nei paesi focolaio della malattia o assumano adeguate protezioni; i paesi a rischio sono: Brasile, Colombia, El Salvador, Guiana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Puerto Rico, Repubblica Dominicana, Suriname, e Venezuela.[30][31][32]

Inoltre, esiste una correlazione tra l'infezione con lo zika virus e la sindrome di Guillain-Barré.[2][33] Sono stati trovati 74 casi di questa sindrome in pazienti infettati dal virus nella polinesia francese.[34][35]

Ricercatori ritengono che questo virus potrebbe avere un certo impatto nella medicina trasfusionale.[36][37] Lo European Centre for Disease Prevention and Control impone di posticipare di 28 giorni la donazione di sangue in donatori che hanno avuto i sintomi della malattia; mentre soltanto 14 giorni in chi ha viaggiato nei paesi a rischio.[34]

Terapia

Non esiste nessun trattamento antivirale specifico per la malattia da virus Zika. Il trattamento è generalmente favorevole e include il riposo, fluidi, e l'uso di analgesici e antipiretici.[38] A causa di simile distribuzione geografica, i pazienti con sospetta infezione da virus Zika anche dovrebbero essere valutati e gestiti come fossero affetti da una possibile infezione da virus dengue o da chikungunya. L'aspirina e altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) per tanto dovrebbero essere evitati, almeno fin tanto che la dengue viene esclusa come causa dei sintomi, ciò per ridurre il rischio di emorragia.

Le persone infettate con Zika, chikungunya, o virus della dengue dovrebbero essere assolutamente protetti per evitare ulteriore esposizione a zanzare durante i primi giorni di malattia ed evitare così che altre zanzare vengano infettate ciò per ridurre il rischio di trasmissione locale.[28]

Note

  1. ^ a b Haddow AD, Schuh AJ, Yasuda CY, Kasper MR, Heang V, Huy R, Guzman H, Tesh RB, Weaver SC, Genetic characterization of Zika virus strains: geographic expansion of the Asian lineage, in PLoS Negl Trop Dis, vol. 6, nº 2, 2012, pp. e1477, DOI:10.1371/journal.pntd.0001477, PMC 3289602, PMID 22389730.
  2. ^ a b c Gatherer D, Kohl A, Zika virus: a previously slow pandemic spreads rapidly through the Americas, in J. Gen. Virol., 2015, DOI:10.1099/jgv.0.000381, PMID 26684466.
  3. ^ Filomena Fotia, Zika, primo caso in Danimarca: aveva viaggiato in Sud America - MeteoWeb, su MeteoWeb. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  4. ^ a b c d Hayes EB, Zika virus outside Africa, in Emerging Infect. Dis., vol. 15, nº 9, 2009, pp. 1347–50, DOI:10.3201/eid1509.090442, PMC 2819875, PMID 19788800. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  5. ^ Marcondes CB, Ximenes MF, Zika virus in Brazil and the danger of infestation by Aedes (Stegomyia) mosquitoes, in Rev. Soc. Bras. Med. Trop., 2015, DOI:10.1590/0037-8682-0220-2015, PMID 26689277.
  6. ^ Kuno G, Chang GJ, Full-length sequencing and genomic characterization of Bagaza, Kedougou, and Zika viruses, in Arch. Virol., vol. 152, nº 4, 2007, pp. 687–96, DOI:10.1007/s00705-006-0903-z, PMID 17195954.
  7. ^ Edward B. Hayes, Zika Virus Outside Africa, in Emerging Infectious Diseases, vol. 15, nº 9, 1º settembre 2009, pp. 1347–1350, DOI:10.3201/eid1509.090442. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  8. ^ John GT, Thomas PP, Kirubakaran MG, Thomas M, Jacob CK, Shastry JC, Methylprednisolone sodium succinate-induced anaphylaxis in a nonatopic renal transplant recipient, in Transplantation, vol. 48, nº 3, 1989, pp. 543, PMID 2675420.
  9. ^ Brian D. Foy, Kevin C. Kobylinski e Joy L. Chilson Foy, Probable Non–Vector-borne Transmission of Zika Virus, Colorado, USA, in Emerging Infectious Diseases, vol. 17, nº 5, 1º maggio 2011, pp. 880–882, DOI:10.3201/eid1705.101939. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  10. ^ Fast-spreading virus may cause severe birth defects, su Science | AAAS. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  11. ^ a b (EN) Geographic Distribution | Zika virus | CDC, cdc.gov. URL consultato il 16 gennaio 2016.
  12. ^ Grard G, Moureau G, Charrel RN, Holmes EC, Gould EA, de Lamballerie X, Genomics and evolution of Aedes-borne flaviviruses, in J. Gen. Virol., vol. 91, Pt 1, 2010, pp. 87–94, DOI:10.1099/vir.0.014506-0, PMID 19741066.
  13. ^ Peter I. Whelan et Julie Hall, « Zika virus disease »,Northern Territory Disease Control Bulletin, vol. 15, no 1, 2008, p. 19-20
  14. ^ Factsheet for health professionals, su ecdc.europa.eu. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  15. ^ Wong PS, Li MZ, Chong CS, Ng LC, Tan CH, Aedes (Stegomyia) albopictus (Skuse): a potential vector of Zika virus in Singapore, in PLoS Negl Trop Dis, vol. 7, nº 8, 2013, pp. e2348, DOI:10.1371/journal.pntd.0002348, PMC 3731215, PMID 23936579.
  16. ^ Zika, in Texas primo contagio per via sessuale, agi.it. URL consultato il 03 febbraio 2016.
  17. ^ Altman, L.K., Little-Known Virus Challenges a Far-Flung Health System, in The New York Times, 3 luglio 2007.
  18. ^ Microcefalia, in Brasile scatta l’allarme per il virus Zika | Si24, si24.it. URL consultato il 4 gennaio 2016.
  19. ^ Brasile corre ai ripari per epidemia virus Zika, ansa.it, 17 gennaio 2016. URL consultato il 17 gennaio 2016.
  20. ^ a b (EN) Zika virus: a new global threat for 2016, The Lancet. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  21. ^ Emergenza in Brasile per il virus Zika: oltre 3500 casi di microcefalia nei neonati - news24web =, news24web.it. URL consultato il 18 gennaio 2016.
  22. ^ (EN) Virus Zika, primo caso Usa. L'authoriy alle donne incinte: "Non andate nei paesi infestati" - Repubblica.it, repubblica.it.
  23. ^ (EN) Hawaii Baby With Brain Damage Is First U.S. Case Tied to Zika Virus - The New York Times, The New York Times. URL consultato il 18 gennaio 2016.
  24. ^ McCarthy M, First US case of Zika virus infection is identified in Texas, in BMJ, vol. 352, 2016, pp. i212, PMID 26762624.
  25. ^ Enrico Caporale, Virus Zika, l’Oms lancia l’allarme: “Attesi 3-4 milioni di casi in tutto il Continente americano” - La Stampa, La Stampa=.
  26. ^ Buckley A, Gould EA, Detection of virus-specific antigen in the nuclei or nucleoli of cells infected with Zika or Langat virus, in J. Gen. Virol., 69 ( Pt 8), 1988, pp. 1913–20, DOI:10.1099/0022-1317-69-8-1913, PMID 2841406.
  27. ^ Virus Zika, allarme microcefalia in Brasile | MedicinaLive, medicinalive.com. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  28. ^ a b (EN) For Health Care Providers: Diagnostic Testing | Zika virus | CDC, cdc.gov. URL consultato il 16 gennaio 2016.
  29. ^ Schuler-Faccini L, Ribeiro EM, Feitosa IM, Horovitz DD, Cavalcanti DP, Pessoa A, Doriqui MJ, Neri JI, Neto JM, Wanderley HY, Cernach M, El-Husny AS, Pone MV, Serao CL, Sanseverino MT, Possible Association Between Zika Virus Infection and Microcephaly - Brazil, 2015, in MMWR Morb. Mortal. Wkly. Rep., vol. 65, nº 3, 2016, pp. 59–62, DOI:10.15585/mmwr.mm6503e2, PMID 26820244.
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  32. ^ Staples JE, Dziuban EJ, Fischer M, Cragan JD, Rasmussen SA, Cannon MJ, Frey MT, Renquist CM, Lanciotti RS, Muñoz JL, Powers AM, Honein MA, Moore CA, Interim Guidelines for the Evaluation and Testing of Infants with Possible Congenital Zika Virus Infection - United States, 2016, in MMWR Morb. Mortal. Wkly. Rep., vol. 65, nº 3, 2016, pp. 63–67, DOI:10.15585/mmwr.mm6503e3, PMID 26820387.
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  36. ^ Marano G, Pupella S, Vaglio S, Liumbruno GM, Grazzini G, Zika virus and the never-ending story of emerging pathogens and transfusion medicine, in Blood Transfus, 2015, pp. 1–6, DOI:10.2450/2015.0066-15, PMID 26674815.
  37. ^ Aubry M, Finke J, Teissier A, Roche C, Broult J, Paulous S, Desprès P, Cao-Lormeau VM, Musso D, Seroprevalence of arboviruses among blood donors in French Polynesia, 2011-2013, in Int. J. Infect. Dis., vol. 41, 2015, pp. 11–2, DOI:10.1016/j.ijid.2015.10.005, PMID 26482390.
  38. ^ Heiman F. L. Wertheim, Peter Horby e John P. Woodall, Atlas of Human Infectious Diseases, Includes Desktop Edition, John Wiley & Sons, 26 marzo 2012, pp. 273–, ISBN 978-1-4051-8440-3.

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