Tassa di soggiorno tra critiche e polemiche

  • Scritto da Effe_Pi

Il nuovo balzello che dovrebbe portare introiti ai comuni turistici della Sardegna viene però avversato quasi ovunque dagli albergatori, a Olbia è scontro.

Terminata una stagione estiva che ha accontentato gli operatori turistici di tutta l'isola, si passa alla programmazione per l'anno 2018 con la poco gradita novità Tassa di Soggiorno. Bloccata dalla Legge di stabilità che impediva di fatto l'introduzione di nuove tasse, è stata l'ultima manovrina del governo Gentiloni a sbloccare l'imposta di soggiorno, chiamando così all'arrembaggio quelle amministrazioni che vedono nella sua applicazione linfa vitale per le casse comunali. Le reazioni sono arrivate con altrettanta immediatezza. I rappresentanti del settore alberghiero e ricettivo in genere hanno alzato gli scudi e il contrasto è arrivato, atteso e scontato. Con alcune differenze. Quelle località che da tempo avevano portato in discussione l'adozione di questo ulteriore balzello, ad esempio Golfo Aranci, si sono trovate capaci di un dialogo tra le parti che ha comportato una apparente accettazione. In altri casi, come ad Olbia, lo scontro è invece frontale.

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Qui gli albergatori sono sul piede di guerra ed hanno disertato in massa l'incontro di martedì 24 ottobre, organizzato dall'amministrazione, in segno di protesta contro il metodo di applicazione della tassa. In effetti, quasi ovunque, prevale il disaccordo sul metodo e sulla misura dell'importo introdotto.
Ad Olbia sembra che la tassa potrebbe arrivare ad incidere del doppio rispetto agli accordi pattuiti inizialmente. È stato proprio il primo cittadino Settimo Nizzi a dare la notizia agli albergatori, i quali hanno dovuto apprendere che la tassa di soggiorno, che entrerà in vigore dal prossimo primo novembre alle tariffe stabilite inizialmente, verrà ripresa dopo il 27 dicembre ed aumentata, in alcuni casi anche raddoppiata, come negli hotel di categoria superiore. Varranno così solo per due mesi le tariffe precedentemente concordate che vedono B&b e hotel di 1 e 2 stelle chiamati ad applicare 1,30 euro a persona al giorno, fino ai 3 euro al giorno per persona per gli alberghi a 5 stelle. Significa che potrà diventare anche 6 euro al giorno per persona la Tassa di soggiorno in alcune strutture. Una decisione inaccettabile secondo Fabio Fiori, dirigente di Federalberghi e di Confcommercio, che spiega: “non siamo contro la tassa di soggiorno, alla quale abbiamo abbiamo dato il nostro consenso, convinti che possa contribuire a rendere migliore e turisticamente più fruibile la nostra città... ma non ci può essere imposto un balzello che ai nostri ospiti potrebbe costare quanto una notte in più in hotel”. Da contraltare, l'assessore alle attività produttive Marco Balata, ribadisce la totale indisponibilità dell'amministrazione a discutere la decisione. Così è stato stabilito, così si procederà, per cui l'introito, che pare possa superare abbondantemente i 2 milioni di euro, entrerà nelle casse comunali.

Circa l'utilizzo dei fondi che fluiranno nelle casse del Comune è il tema in discussione a Santa Teresa Gallura dove, anche in questo caso, non è l'applicazione della tassa a destare preoccupazioni, bensì la sua destinazione. I rappresentanti dell'opposizione in Comune hanno chiesto indicazioni chiare circa l'indirizzo dei circa 500 mila euro che ogni anno saranno garantiti dall'applicazione della tassa, ma sostengono che risposte chiare in merito non siano arrivate. Alcune voci che circolano per il paese vogliono che gran parte di questi proventi siano destinati all'istituzione dell'area marina protetta di Capo Testa o comunque ad altre destinazioni scaturite senza alcun confronto e condivisione con gli operatori locali. Per ora la giunta della località teresina ha approvato il tariffario che prevede 2 euro al giorno sia per chi alloggia negli hotel a 4 o 5 stelle che nelle seconde case, mentre € 1,50 al giorno è per alberghi a 3 stelle, campeggi, b&b, affittacamere, agriturismi, turismo rurale e residence; la tassa scende invece a € 1 per gli alberghi a 1 o 2 stelle, mentre autocaravan e caravan dovranno pagare l'importo massimo dell'imposta apri a 3 euro. Denominata imposta di soggiorno natalizia “entrerà in vigore dal 27 dicembre – ha precisato il sindaco Stefano Pisciottu - e si tratta di periodo sperimentale per testare i punti critici”. Il 2018 sarà un anno utile per valutare la metodologia da adottare e per mitigare le criticità già emerse durante l'incontro con gli operatori delle strutture ricettive, ha inoltre precisato Pisciottu, per poi entrare in vigore a pieno regime dal 2019.

A Posada, invece, la tassa di soggiorno verrà applicata in via sperimentale per un mese a partire dal 1° novembre prossimo, per poi riattivarla per la stagione, come spiega il sindaco Roberto Tola, da aprile ad ottobre. Sulla stessa linea il Comune di Siniscola. Diversa, ma non meno sofferta e combattuta, la scelta de La Maddalena e di Porto Torres, che hanno optato per la tassa di sbarco.
Un intervento a favore dei Comuni  per l'applicazione della tassa di soggiorno è quello di Emiliano Deiana, presidente regionale dell'Anci: "I Comuni costieri non solo soffrono dal governo centrale tagli pesanti, ma sono diventati addirittura importanti fonti di introiti per le casse statali... oggi sono i Comuni a dare denaro allo Stato e, nel contempo, devono continuare a fornire i servizi ai propri cittadini... cercare nuove entrate è per la sopravvivenza di un istituzione assolutamente indispensabile per la comunità locale e per le sue esigenze, abbandonata e sfruttata da Roma, dove i Comuni sono chiamati a versare un'abbondante quantità di denaro".

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Foto: Gabriel Garcia Marengo su Flickr

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