Cagliari diventa Social City a portata di smartphone

  • Scritto da Effe_Pi

Nel capoluogo sardo il primo di una serie di convegni su #socialcity e innovazione nei servizi ai cittadini, che sempre più vengono forniti attraverso app per dispositivi mobili.

Interagire coi cittadini e fornire servizi pubblici consultabili nel modo più rapido possibile è ormai praticamente un obbligo per tutte le istituzioni, in particolare quelle locali. In quest’ottica va vista l’adesione del Comune di Cagliari a #socialcity, serie di eventi patrocinati dall’Anci in varie città, con la partecipazione delle principali esperienze che erogano servizi attraverso i social network e le app di messaggistica ed esperti di nuova comunicazione locale e nazionale, il primo dei quali si è tenuto stamattina al Palazzo Civico di via Roma. Il format #socialcity vuole divulgare e condividere in modo innovativo le buone pratiche per raccontare il lavoro di Enel Open Fiber per la banda ultralarga nelle città e l'attività web e social di enti e aziende pubbliche, a partire dai sindaci e dagli amministratori comunali, che ogni giorno informano e dialogano con i cittadini, attraverso Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp e Telegram.

Passa dalla #socialcity l’innovazione nei servizi

A Cagliari, come ha twittato l’assessore all’innovazione e Smart City, Claudia Medda, sono stati presentati i servizi offerti in modalità “tecnologica” dal Museo Archeologico cittadino, l’Azienda ospedaliera universitaria (Aou), la Regione Sardegna, il CTM e lo stesso comune, visto che come dichiarato da Medda “l'amministrazione intende favorire un dialogo aperto con cittadini, imprese e comunità” e per questo “l'efficienza è condizione essenziale per soddisfare le esigenze, assicurare tempi brevi e certi a coloro che si rivolgono al Comune per ragioni personali o d'impresa. Con Social City ci poniamo l’obiettivo di fare conoscere anche a Cagliari i benefici dei nuovi sistemi di comunicazione pubblica, anche attraverso il confronto con altre realtà istituzionali e private”. All’evento ha partecipato il sindaco Massimo Zedda, ricordando che “comunicazione non è innamorarsi dei singoli strumenti”, e non è cadere nell'eccesso “ma far sintesi e semplificare”.

Cagliari città a portata di smartphone

Il successo dell’iniziativa, che sarà ripetuta a di Bari, Palermo, Napoli e Firenze, è dimostrato dal fatto che per quasi tutta la giornata #socialcity è stato uno dei “trend topic” (gli argomenti più discussi) su Twitter e gli altri principali canali social, e come promesso dai rappresentanti del Comune, Cagliari potrebbe diventare una delle prime città italiane “a portata di smartphone”, non solo per i locali, visto che ad esempio la nuova app del CTM prevede una versione in inglese con le stesse caratteristiche di quella in italiano. Del resto che le applicazioni e il web siano sempre più importanti per chi offre servizi pagati coi soldi pubblici è chiaro ormai da anni, sempre più comuni “cinguettano” informazioni anche essenziali per i propri cittadini, e i social si sono rivelati essenziali anche nelle fasi di emergenza meteo o ambientale, ma questi nuovi canali pagano anche per la cultura, ad esempio il Museo Archeologico ha vinto nel 2013 il premio come miglior museo liquido, e l’amministrazione guidata da Zedda sta sperimentando l’uso pubblico anche di Telegram, applicazione di messaggistica molto potente che consente l’utilizzo di canali, gruppi e bot, account speciali che permettono all’utente di comunicare ottenendo notizie e servizi preimpostati attraverso una serie di comandi.

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