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Paesaggio:dopo l'alluvione tutti contro il Piano

  • Scritto da Effe_Pi

Diga MogoroFai, Wwf e Verdi si schierano contro le nuove norme volute da Cappellacci che li accusa di mentire.

La tragedia causata dall’alluvione in Sardegna riporta alla ribalta la revisione del Piano Paesaggistico regionale proposta dalla Giunta Cappellacci, con ambientalisti e oppositori politici che si scagliano contro il governatore e le sue norme sul territorio sardo. Secondo il Fondo Ambiente Italiano e il Wwf Italia la recente revisione “del piano  paesaggistico regionale, smantellando il complesso sistema di tutele del territorio,  soprattutto dell'area costiera e dei corsi d'acqua già ampiamente  interessati dall'alluvione, aumenterà la fragilità dell'isola". Le due associazioni chiedono quindi al ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, l'immediata  riattivazione dell'Osservatorio nazionale per la Qualità del  Paesaggio, che dal 2008 non è stato più riunito, per avviare una nuova stagione della pianificazione paesistica coordinata tra lo Stato e le Regioni. Fai e Wwf auspicano che il ministro Bray provveda quanto prima "non solo a bloccare l'irrituale e irregolare approvazione preliminare del Piano paesistico della Sardegna compiuta lo scorso 25 ottobre  dalla Giunta Cappellacci, ma colga l'occasione per riattivare l'Osservatorio sul Paesaggio".

D’accordo anche il Consiglio nazionale degli architetti, secondo cui su questo disastro "Era già tutto scritto e ora è del tutto inutile scandalizzarsi: almeno ci si risparmi la farsa di indicare nei cambiamenti climatici la responsabilità di questa ennesima, immane tragedia". Lo ha detto il presidente Leopoldo Freyrie, aggiungendo che "urbanizzazione selvaggia, scellerato consumo del suolo, disprezzo e violazione di ogni norma di pianificazione: mischiati assieme, questi fattori uniti all'arroganza ed alla assoluta mancanza di una visione di lungo periodo di una classe politica sorda a tutti i suggerimenti, hanno portato alla conta dei morti di queste ore". Attacca le istituzioni, specie locali, anche il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, secondo cui "I rappresentanti delle istituzioni” devono smetterla “di recitare il ruolo dei commedianti che accorrono sul luogo delle tragedie, fanno sopralluoghi e promettono stanziamenti mentre continuano ad approvare programmi edilizi e urbanistici che sfasciano il territorio come ha fatto il governatore della Regione Sardegna Cappellacci". A stretto giro risponde il governatore sardo secondo il quale "l'on. Bonelli mente sapendo di mentire, in primo luogo perché la revisione del piano paesaggistico non modifica le cautele previste con riferimento ai fiumi e in secondo luogo perché ancora oggi sono vigenti le norme del piano paesaggistico di Soru. Si renda conto che oggi e nel momento delle alluvioni avvenute in Sardegna c'era un solo piano in vigore ed è proprio quello voluto dall'ex presidente. Bonelli smetta di fare il 'biscazziere della politica' dal suo comodo salottino di palazzo – conclude Cappellacci - e lasci lavorare chi è impegnato sul campo".

Intanto sono ancora elevati i numeri riguardo gli sfollati: il numero è nuovamente cresciuto, raggiungendo quota 1.749. Di questi, 1.479 hanno trovato rifugio nelle abitazioni di amici e parenti, mentre gli altri sono ospitati in scuole, parrocchie o in altri edifici comunali di Olbia, Torpé, Uras, Solarussa, Terralba e San Gavino. E i sardi si devono guardare anche da sciacalli e falsi allarmi. Infatti, una falsa notizia che dava per imminente il cedimento della piccola diga di Mogoro ha seminato il panico tra gli abitanti di Uras. In tarda mattinata, si era diffusa la voce del possibile arrivo di un'ondata di piena a causa del cedimento del manufatto. Subito, decine di persone si sono mosse a piedi e in auto per raggiungere le parti alte del paese e mettersi in sicurezza in caso di reale pericolo. La notizia si è però rivelata falsa e il sindaco di Mogoro ha smentito problemi all'invaso, poi anche altre verifiche sul territorio hanno dato esito negativo, per cui le forze dell'ordine hanno provveduto ad avvertire la popolazione, tranquillizzandola. 

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